[Google – doodle] Sei acido o basico?

Il pH è una scala di misura che indica l’acidità o  la basicità di una soluzione acquosa introdotta agli inizi dello scorso secolo da Søren Sørensen.

Il chimico danese fa oggi la sua bella figura nel doodle-quiz che Google ha preparato in suo onore in cui saremo chiamati a mettere alla prova la nostra conoscenza sul pH di sei sostanze: il pomodoro (acido, pH 4), l’uovo (basico, pH 8), i broccoli (basico, pH 9), il limone (acido, pH 2), i saponi (basico, pH 11) e l’acido delle batterie (acido, pH 1).

Un altro personaggio del passato ai più misconosciuto. Søren Peter Lauritz Sørensen mentre lavorava al laboratorio Carlsberg, studiò l’effetto della concentrazione di ioni sulle proteine ​​e poiché la concentrazione di ioni idrogeno era particolarmente importante, introdusse il pH come un modo semplice per esprimerlo nel 1909.

Gli studiosi affermano che si è felici solo dopo i 46 anni…

Ricordo che tempo addietro lessi un trafiletto che lì per lì non mi disse poi molto, ma che giusto oggi mi è tornato in mente. Si trattava di uno di quegli articoli di curiosità che penso bene i redattori comandano come riempitivi, da pubblicare alla bisogna, in mancanza di vere notizie.

In pratica l’articolo citava una serie di studi che sembrerebbero indicare che il benessere emotivo è una curva a U. Si parte bene, da giovani, ma si scende precipitosamente in fretta. Poi si comincia a risalire, fino ad arrivare a una stabilità molto somigliante alla serenità.

E quando avverrebbe quest’inversione? Secondo gli esperti a quanto pare mediamente a 46 anni.

«La vecchiaia non è così male, se consideriamo l’alternativa». Altro che crisi di mezza età per cui ogni uomo si butta in qualcosa di bislacco: un investimento rischioso, una giovane segretaria procace, un’automobile veloce o un nuovo asfissiante hobby, mentre alla donna al suo fianco tocca assistere, suo malgrado, allo sconcertante spettacolo.

Pare invece che a quarantasei anni si dovrebbe aver ormai imparato una lezione importante: a dare valore alle cose che contano. Un’età in cui si diventa meno ambiziosi e magari più tolleranti. E questo oltre ad essere molto saggio è una buona premessa per un’esistenza degna d’essere vissuta.


Quindi con questo auspicio e facendo i debiti scongiuri, tanti auguri a me.

[Google – doodle] Omaggio a Emil Berliner inventore della discografia

Grazie ai doodle pubblicati da Google spesso ci viene data l’occasione di riscoprire personaggi che benché lontani dal nostro tempo hanno avuto con le lo loro geniali intuizioni una certa influenza anche sulle nostre vite.

E’ il caso di Emil Berliner di cui cade oggi il 167° anniversario della nascita. Inventore nato ad Hannover, ma naturalizzato americano, praticamente da autodidatta riuscì, grazie al suo genio e alla sua passione per le scienze applicate, a migliorare alcuni dei rivoluzionari strumenti che erano appena stati inventati al suo tempo, nonché a ottenere il brevetto di una serie di invenzioni nel campo aeronautico e acustico.

In breve, nella seconda metà del diciannovesimo secolo Emil Berliner affascinato dal neonato telefono di Bell, studiando il nuovo apparecchio nel laboratorio che si era fatto costruire nel retro di casa sua, ottenne infine un brevetto per un nuovo tipo di microfono che ne aumentava di molto le prestazioni. Così come a lui dobbiamo l’intuizione di incidere la musica, che fino ad allora veniva registrata su cilindri e riprodotta con i fonografi, sui ben più performanti dischi di gommalacca, inventando così il grammofono.

 

L’accattonaggio ai tempi di internet


PREMESSO che da qualche tempo è notevolmente cresciuto il numero dei soggetti che praticano, in diverse forme, attività di accattonaggio e mendicità utilizzando i nuovi strumenti messi a disposizione dalle diverse piattaforme sul web;

CONSIDERATO che spesso le persone che praticano l’accattonaggio assumono atteggiamenti molesti, ostinati ed insistenti, turbando il libero utilizzo, la libera fruizione e l’accesso ai servizi gratuiti disponibili in rete;

RITENUTO doveroso prevenire e contrastare l’insorgenza di fenomeni criminosi dediti allo sfruttamento di minori e persone altresì facilmente raggirabili, sia ancora, per evitare le conseguenti situazioni di degrado nei social network;

SI INVITA

Gli utenti internet a non fare l’elemosina agli accattoni o ai mendicanti presenti in rete e, qualora volessero contribuire al sostentamento di persone realmente bisognose, di provvedere attraverso modi alternativi. Continua a leggere

[Google – doodle] Omaggio a Georges Méliès

Magari avete appena visto l’ultimo degli Avenger o quello sui videogiochini di Spielberg, due film che stupiscono lo spettatore grazie agli effetti speciali, alle invenzioni della computer graphics che riescono a ricreare sullo schermo ciò che è scaturito dalla fantasia del regista e degli sceneggiatori per emozionare il loro pubblico.

Ora pensate di andare indietro nel tempo di un centinaio d’anni: il cinema agli esordi, muto, con i dialoghi scritti sullo schermo e la musica affidata al pianoforte in sala.

Il doodle-film-animato di oggi è un omaggio a un chi è stato talmente visionario da rimanere talmente affascinato dall’invenzione dei fratelli lumiere da immaginare di far sognare gli spettatori con delle trovate fantastiche.

Figlio di un produttore di scarpe il prestigiatore parigino Georges Méliès presente alla prima rappresentazione del cinematografo del 28 dicembre 1895, rimase talmente impressionato, da buttarsi a capofitto nella produzione di film, diventando un illustre pioniere della settima arte.

Quindi l’omaggio Google lo fa all’artista che seppe cogliere le potenzialità di un nuovo mezzo espressivo legato alle immagini impresse su pellicola. Il cinematografo che grazie alla sua inventiva e al suo passato da illusionista riuscì a portare a livelli che ancora oggi sono in grado di lasciarci a stupirci. Come il suo film più noto ‘Viaggio nella luna‘ ispirato all’opera di Jules Verne o a ‘Le manoir du diable‘ capostipite del genere horror.

Georges Méliès ebbe il merito di utilizzare per la prima volta tecniche di montaggio, mischiate a numeri di varietà, scherzi, attrazioni di tipo teatrale e a quelle che lui chiamava ‘fantasmagorie‘ per portare sullo schermo un po’ di quella meraviglia e di quello stupore che ancora oggi possiamo rivivere andando al cinema.

Grazie al doodle di Google di oggi possiamo rivivere l’impresa di Méliès gustandoci un’animazione (in versione 360°) direttamente ispirato alla sua opera.

[Google – doodle] La Festa del lavoro dignitoso

Oggi è una giornata importante. Archiviati i vari saloni del vino e pure quello del mobile, oggi i politicanti e il coro dei loro leccapiedi parlano finalmente di lavoro. E non sia mai che parlassero del loro, dei loro doveri e responsabilità nei confronti di quelli che li hanno eletti. Non sia mai che si senta uno di questi bravi oratori da palcoscenico, dire che il lavoro migliore al mondo è quello che consente di guadagnare un bel po’ di denari, senza avere l’apprensione di dover produrre alcun risultato: cioè il loro.

Invece dai palchi montati con il sudore delle maestranze dei tubi innocenti (magari pagate in nero) si sente parlare del lavoro che quando c’è è precario, del lavoro che uccide quelli che non ce l’hanno e che uccide pure quelli che ce l’hanno.

Scrivo queste righe sul finire della festa, tentando di trovare una quadra a tutti i discorsi retorici e alle tante scemenze che mi sono dovuto sorbire da stamattina.

Come quella dell’economista intervistato in merito alla situazione di chi lavora per le imprese nate sul web (da Amazan a Foodora e Uber), che era proprio convinto e cercava di convincerci che la precarietà al limite della schiavitù e gli stipendi da fame dei nuovi settori sono dovuti al fatto che spesso si sceglie di avvantaggiare i consumatori a scapito dei diritti dei lavoratori: la lotta è tra le tutele dei consumatori (che chiedono prezzi sempre più bassi e servizi veloci) o quelle dei lavoratori (che richiedono magari le ferie, diritti e uno stipendio decente).

Tutte balle. Come se Bezos & Co. (tipo gli altri paperoni della Silicon Valley e dintorni) non esistessero. Come se i mancati diritti di chi lavora nelle aziende di questi non si tramutassero in miliardi sonanti per i geniali padroni (e senza pagare le giuste tasse).

Ogni volta che sento che nella lista della rivista Forbes entra un nuovo miliardario, non mi viene da dire quanto è stato bravo, ma penso a quanti ha dovuto sfruttare per fare tutti quel denaro. Perché quando sfrutti il lavoro di un altro essere umano e non gli riconosci il giusto valore, ti dovresti solo vergognare. Se tu e i tuoi azionisti guadagni miliardi di dollari, mentre i tuoi lavoratori non possono permettersi neanche di andare al gabinetto, sei solo un pezzo di merda e potrai pure aver inventato la cosa più geniale di questo mondo, ma per me puzzi.

[Tutorial] Come controllare lo stato di salute di un’unità SSD in Linux

Uno dei componenti che ‘lavorano’ di più nel nostro computer e che consideriamo meno è l’hard disk. Ci accorgiamo della sua esistenza magari quando finiamo lo spazio disponibile o se siamo più sfortunati quando si rompe.

Negli ultimi anni i ‘vecchi’ dischi ferromagnetici sono stati sostituiti con i più performanti dischi a stato solido (SSD), dimenticandoci di operazioni diventate obsolete come la deframmentazione dei dati.

Una tecnologia che è sempre valida e la S.M.A.R.T. (Self-Monitoring, Analysis and Reporting Technology) ovvero del monitoraggio dei dischi per rilevare e fornire diversi indicatori di affidabilità, nella speranza di anticipare i malfunzionamenti. Essenzialmente, i malfunzionamenti degli hard disk sono di due tipi:

  • quelli prevedibili, specialmente dovuti all’usura o all’invecchiamento, che si manifestano gradualmente.
  • quelli imprevedibili, che accadono improvvisamente e senza preavviso, come nel caso di un componente elettronico che si brucia.

Il monitoraggio può predire circa il 60% dei possibili malfunzionamenti. S.M.A.R.T. ha lo scopo di avvisare l’utente o l’amministratore di sistema che il disco rigido sta per guastarsi, in modo che questi abbia il tempo di copiare i dati su un altro dispositivo di archiviazione (fonte Wikipedia).

Esistono diversi tool software che permettono di monitorare lo stato di salute dei dischi installati nel nostro sistema. Quello che uso abitualmente sulla mio workstation Ubuntu Linux è smartctl. Continua a leggere

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