[RANT] E tu paghi?

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Consentitemi la metafora.
Poniamo che decidiate di andare al ristorante.
Non importa se si tratta di andare alla trattoria sotto casa, che cucina le lasagne come ve le faceva nonna, oppure prenotare in quel locale un po’ chic dove le pietanze sono monodose e quando esci hai più fame di quando ti sei seduto a tavola.
Da brave persone quali vi sforzate di essere, prima vi fate i conti in tasca per non fare brutte figure: sono finiti i tempi in cui avevate sempre il portafogli pieno e non volete di certo sudare freddo al momento di decidere se prendere o meno il dessert.

Il locale risulta essere meglio delle recensioni di TripAdvisor, avete mangiato bene: il cuoco stasera era in buona, magari si sta preparando per concorrere a MasterChef, vallo a sapere.
Il cameriere è stato gentilissimo: per niente maleducato e sempre a portata d’orecchi, ha pure servito immediatamente i grissini a tavola e se fossimo in America si potrebbe magari lasciargli una buona mancia, ma per fortuna da noi sarebbe solo un gesto da cafoni e quindi neanche a pensarci.
Chi vi ha accompagnato è stato/a all’altezza della vostra ospitalità: ha ascoltato fingendo q.b. interesse ai vostri aneddoti sull’ufficio e si astenuto/a d’assillarvi parlando troppo dei suoi miserevoli problemi personali.
Insomma avete passato una serata da battezzarsi come perfettamente riuscita. Di quelle di cui vantarsi al bar il mattino dopo tanto sono rare e ambite.

E’ il momento di chiedere il conto Continua a leggere

E’ arrivato LibreOffice 6.0: ecco le novità!

Libreoffice 6.0 è finalmente arrivato: è stata rilasciato da qualche giorno l’aggiornamento della suite per ufficio multipiattaforma libera e Open Source migliore di sempre (che quelli della Microsoft se la sognano!). Questa release rappresenta la prima major update da luglio 2017  (quando fu rilasciata la versione 5.4) ed è stata fatta uscire da The Document Foundation, che ne cura il progetto, in concomitanza con il suo settimo anniversario (LibreOffice 3.3 rilasciata nel gennaio 2011 a distanza di un anno dal fork con OpenOffice).

LibreOffice è una suite per ufficio completa di foglio di calcolo (Calc), elaboratore testi (Writer), presentazioni (Impress), disegni (Draw) e database (Base).

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[Google – doodle] Al via le Olimpiadi invernali 2018

Con il disgelo tra le due Coree i Giochi invernali hanno assunto un’importanza che travalica il significato sportivo per divenire il simbolo della pax mondiale. Altro che medaglia d’oro: la storica stretta di mano a PyeongChang tra il presidente Moon Jae-In, presidente della Corea del Sud e il capo delegazione della Corea del Nord (sotto l’occhio vigile della sorellina del leader Kim Jong-un) che guida la rappresentativa degli atleti nordcoreani, vale per così dire il prezzo dell’intera manifestazione. Soprattutto se pensiamo che solo un paio di settimane fa gli hawaiani hanno rischiato di ‘morire’ di paura a seguito del falso annuncio di un missile proveniente da quella zona del mondo. Dal da venerdì 9 al 25 febbraio dovremmo stare tutti un po’ più tranquilli.

La cerimonia di apertura è in programma dalle 12 (ora italiana, le 20 in Corea) di oggi, venerdì 9 febbraio: sarà trasmessa live in chiaro dalla Rai (canale Rai 2, streaming Raiplay, diretta dalle 11.45), che in queste due settimane offrirà 110 ore di programmazione dedicata alle Olimpiadi con particolare attenzioni alle gare degli azzurri. Eurosport, che garantisce la copertura totale di tutti i Giochi, si collegherà con la Corea del Sud a partire dalle 11.30 (canale satellitare Europort 1, streaming Eurosport Player).

Sportivamente parlando oggi è la prima giornata dei Giochi olimpici e Google onora la manifestazione con un doodle animato a tema. Nel gelido freddo coreano tutti gli animali si sono riuniti per partecipare a queste olimpiadi: chi diventerà l’eroe di questi giochi, a chi andrà la vittoria? Al serpente ie il suo triplo salto mortale? Sarà il cane velocissimo sulle piste di sci? Oppure sarà il pinguino a esaltare le folle sugli spalti?

Amaro Comune

Questo è il mio paese da sempre, ci sono praticamente nato e cresciuto.

Con il tempo è cambiato, si è ingrandito, ha accolto forestieri e altri se ne sono andati, sono stati costruiti nuovi edifici e altri sono stati impietosamente abbattuti. E’ un paese tipico della zona, come tipici sono suoi abitanti che diverso tempo fa erano costretti ad emigrare all’estero in cerca di fortuna, che non tanto tempo fa rifiutavano di affittare le case ai cafoni meridionali e che adesso ce l’hanno con chi scappa dalla fame e dalla guerra perché le risicate risorse del territorio devono essere destinate prima a chi è di qui. Insomma da noi la memoria ha le gambe cortissime e va in giro vantandosi delle sue improbabili bugie.

Da fuori non sembra, ma questo è un paese arrabbiato.
Le persone, la domenica dopo la messa, con ancora il sapore dell’ostia in bocca e il rumore della predica del prevosto negli orecchi, sono solite fermarsi sul bel sagrato lastricato di vecchie pietre grigie per scambiarsi un saluto guardandosi in cagnesco.
E’ un paese di invidiosi.
I vecchi invidiano i visi speranzosi dei giovani e i loro occhi spalancati sull’incerto futuro. I giovani invidiano i soldi dei vecchi che si godono la pensione biascicando sentenze. Chi possiede qualcosina di più si trova ad invidiare la greve spensieratezza dei meno abbienti. Chi ha di meno invidia le inutili cianfrusaglie ostentate dai ricchi. I bambini invidiano i grandi che ai loro occhi possono fare e dire tutto quello che vogliono senza chiedere il permesso a nessuno. Gli adulti invidiano l’infanzia dei giochi e la guerra per finta dei loro figli.
Se qualcuno ha per caso fatto cadere una moneta nel sacchetto dell’elemosina lo ha fatto più per cercare di ripulirsi la coscienza che come atto di pura misericordia. Almeno chi non va a sentir messa ha l’alibi di non credere nemmeno di possedere un’anima da rimettere.

Chi vuole pregare può sfogarsi Continua a leggere

ISTAT 2018, il mio paniere è differente…

Come ogni anno l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ha rivisto il paniere di prodotti (una lista di 1489 prodotti, tra beni e servizi) che utilizza per rilevare l’economia nazionale (calcolando tra gli altri, il tasso di inflazione, ovvero la variazione dei prezzi al consumo). Ovviamente il paniere NIC è un metodo statistico di rilevazione che tiene conto delle diverse abitudini dei consumatori italiani.

Escono dal paniere e quindi non saranno più monitorati beni quali i dispositivi MP4 (chi li utilizza più? oggi la musica si ascolta piuttosto via streaming sullo smartphone), i costi di telefonia pubblica (a trovarla una cabina telefonica…) e il canone RAI (è diventata una tassa direttamente riscossa via bolletta energetica).

Entrano nel paniere la frutta esotica (mango ed avocado), i vini liquorosi, la lavasciuga e il robot aspirapolvere.

Altre modifiche sono state fatte sull’elenco dei comuni in cui i prezzi vengono rilevati e sui “pesi” delle diverse categorie di spesa sul calcolo finale (è aumentato il peso di Trasporti e Servizi ricettivi e di Ristorazione ed è ahimè calato quello dell’Istruzione).


Considerazioni del Cittadino Imperfetto:

Scorrendo il paniere ISTAT mi sono accorto che la mia spesa è… differente…
L’avocado mi fa schifo e non capisco perché dovrei preferire il mango alla “classica” banana che è il frutto praticissimo. Ascolto la musica su fedele Ipod su cui carico la musica che più mi piace, sono praticamente astemio e il vermuth pensavo lo bevesse solo mio nonno, la biancheria la faccio asciugare sullo stendino in bagno e al robot aspirapolvere preferisco lo swiffer.
Se poi scorro il resto dell’elenco mi viene da ridere e piangere insieme… …pensare che l’indice utilizzato per rivalutare le pensioni degli anziani venga calcolato anche sul prezzo dei tatuaggi, degli smartwatch, delle soundbar e delle action camera. Boh!

In cosa ho sbagliato nella vita?

 

[RISOLTO] Il mistero di Windows 10 in bianco e nero

L’altro giorno  mi è stato riferito che un utente dell’ufficio da qualche ora si trovava a lavorare davanti ad una schermata grigia. I due monitor collegati al computer davano lo stesso problema che non erano riusciti a risolvere né muovendo i cavi né agendo sulle impostazioni della scheda video.

Mi sono allora ricordato che Windows 10 ha tutta una serie di ‘filtri colore‘ creati appositamente per migliorare l’esperienza di utilizzo alle persone affette da patologie visive come il daltonismo. Tali impostazioni seguono una sensibilità degli sviluppatori software degli ultimi anni: in alcuni giochi soprattutto FPS attraverso filtri per le diverse patologie di visione si cerca di ampliare la platea di giocatori.

Su Windows 10 il relativo pannello si trova in Impostazioni > Colore e contrasto elevato e ho scoperto che il filtro in scala di grigi si può attivare anche premendo la combinazione di tasti WIN+CTRL+C. Esistono diversi filtri, dalla semplice scala di grigi, anche invertita, inversione dei colori, fino alle diverse combinazioni di colore in grado di favorire la visione per le persone affette dai diversi tipi di daltonismo (deuteronopia, protanopia, tritanopia).

L’utente in questione, molto probabilmente accidentalmente, ha premuto la suddetta combinazione di tasti e voilà svelato il mistero di Windows 10 in bianco e nero.

Riassunto istruzioni: Continua a leggere

Ma i cloni sognano pecore clonate?

Nelle scorse settimana un’équipe di scienziati del Chinese Academy of Science Institute of Neuroscience di Shanghai, coordinata da Qiang Sun e Mu-ming Poo, è riuscita a clonare due cuccioli di macaco cinomolgo mediante il trasferimento nucleare di cellule somatiche, la stessa tecnica con cui, nel lontano 1996, venne “prodotta” la pecora Dolly, il primo mammifero a essere stato clonato con successo nella storia. La notizia è di qualche giorno fa e ha fatto subito il giro del mondo.

Uno scenario da fantascienza che coglie impreparati non solo noi del volgo, abituati a sentir parlare di queste cose solo in termini di fiction; purtroppo anche la comunità degli scienziati e pure i governi non riescono a tenere il passo con i limiti della sperimentazione scientifica.

Ritengo fermamente sia dovere dell’umanità non porsi limiti alla conoscenza, ma che esista al contempo una responsabilità su ciò che si può fare a prescindere dal progresso tecnologico raggiunto. Sarebbe auspicabile che simili sperimentazioni siano precedute da discussioni a tutti i livelli che mettano in evidenza non solo i pro e i contro e le relative ricadute economiche e morali per la nostra società, ma soprattutto le conseguenze per quelle a venire.

La clonazione di per sé non Continua a leggere

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