[Google – doodle ] 20 anni insieme…

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Sono abbastanza vecchio da ricordare il mondo prima dell’avvento di Google.

Il cellulare ce l’aveva solo il capo che nessuno invidiava per quell’aggeggio che lo rendeva reperibile H24, le serie tv arrivavano in Italia minimo un paio di anni dopo rispetto al resto del mondo, ma nessuno lo sapeva e quindi non si lamentava nessuno, se ti serviva qualcosa lo cercavi sulle pagine gialle che arrivavano ogni anno già sgualcite insieme all’elenco telefonico… e internet non lo conosceva nessuno.

Avere il PC a casa (almeno in Italia) era un hobby per pochi. Se dovevi scrivere una lettera o un documento (ufficiale)  tutt’al più usavi la vecchia Lettera32, il PC non lo avevi nemmeno in ufficio che al massimo c’erano terminali con enormi monitor (con schermo minuscolo massimo 14′) a fosfori verdi che ti facevano diventare cieco dopo una settimana d’utilizzo. I floppy per memorizzare i dati non contenevano quasi niente, erano da 5 pollici che quelli da 3,5 erano troppo piccoli e si perdevano nei cassetti. Le email sconosciute, si faceva tutto con il modernissimo fax e il massimo della messaggistica ‘istantanea’ erano gli SMS che arrivavano a destinazione in un lasso di tempo variabile dai pochi minuti agli eoni.

Se dovevi cercare un sito con il fidato browser Netscape sulle onde del modem 14.4 baud che occupava la linea telefonica di casa, eri fortunato se te lo passava un amico, lo avevi letto su una rivista, su una BBS o su uno di quei portali che censivano i siti per macro categoria d’interesse.

Poi è arrivata questo sito con una pagina quasi totalmente bianca con uno strano logo colorato, una casella per scrivere i termini della ricerca e due pulsanti grigiolini: uno con scritto ‘cerca’ e l’altro con la scritta ‘mi sento fortunato’ che non premevi mai.

Il mondo è cambiato e internet è cambiato. Tanti auguri Google.

 

L’estate é finita! Inizia l’autunno astronomico

Questa notte, con l’equinozio di autunno (che cade solitamente il 22 o il 23 settembre), ci lasciamo finalmente l’estate alle spalle. Grazie alla posizione della Terra, il Sole sorgerà quasi esattamente ad est e tramonterà quasi esattamente ad ovest e le ore di luce e quelle di buio si equivarranno. Successivamente le ore di giorno si accorceranno sempre di più.

Come al solito i ragazzi di Mountain View hanno preparato un doodle animato per la homepage di Google: chissà chi si nasconde sotto al mucchio di foglie?

Undici anni di blog

Giusto oggi i ragazzi di Automattic, che gestiscono l’hosting di WordPress.com, mi hanno ricordato che il blog del Cittadino Imperfetto nasceva 11 anni fa.
In realtà nel settembre del 2007 l’iscrizione al servizio pronto all’uso nato nel 2005 da un’intuizione di Matt Mullenweg (lo stesso creatore del CSM ‘WordPress’) era per me soltanto un piccolo test, niente di serio. Da qualche tempo negli Stati Uniti era scoppiata la moda di tenere un blog e all’epoca mi era sembrata un’idea tanto strana, ma non tanto da non provarci.

Era solo un modo ‘nuovo’ di stare sul web

Vorrei poter dire che il blog del Cittadino Imperfetto è nato come una sorta di diario personale 2.0, ma la verità è che sin dall’inizio mi sono preposto di pubblicare dei post attinenti ai miei hobby e non solo, con lo scopo di essere utile a me e agli altri. Scrivere mi è sempre piaciuto, il web mi ha da sempre affascinato: tenere un blog è quindi un passatempo, giusta sintesi di due cose che mi piacciono.
Al giorno d’oggi si da per scontato che chiunque possa avere il suo spazio su internet grazie alla diffusione capillare dei social network che permettono a tutti di condividere proprio tutto. Anni fa la situazione era un po’ diversa, almeno per noi italiani: esistevano solo siti come MySpace, le chat IRC e i siti di Facebook e Youtube ai tempi non se li filava nessuno.
Tenere un blog poteva essere un modo costruttivo di stare sul web: in realtà i miei primi tentativi sono stati solo delle prove di trasmissione senza nessun riscontro.

Brevissima storia del blog del Cittadino Imperfetto

L’avventura del Cittadino Imperfetto inizia a gennaio del 2009 con la pubblicazione del primo tutorial in cui spiegavo passo passo come installare il software TomTom su un dispositivo Acer. E da lì,  con mio stupore, questo blog inizia a farsi conoscere.
Immaginate l’emozione di vedere il proprio post visionato da centinaia di persone e poi da migliaia. Scoprire che un mio articolo veniva letto pure all’estero (isole Barbados?) E che dire dell’ansia per trovare le parole giuste per rispondere al primo commento? E il link su Wikipedia verso un mio post come fonte? Ero diventato un blogger !!

Articoli tecnici con soluzioni ai problemi informatici e consigli vari, le ricette dei pranzi della domenica da tenere annotate per gli amici, qualche riflessione en passant, ecco che avevo creato un blog da centinaia di migliaia di visualizzazioni. Ore e ore per produrre più di tremila articoli più o meno apprezzati dai navigatori del web.

Ho ancora il vizio del blog

Ma le mode su internet passano in fretta. Tenere un blog, se non sei già famoso, è diventato quasi anacronistico, un post su Facebook o una foto commentata su Instagram hanno oggi sicuramente una maggiore visibilità e possibilità di condivisione. Iniziare a tenere un blog oggi: solo per passione!

Quante volte ho pensato di chiudere il blog del Cittadino Imperfetto? Mai. Certo i post si sono diradati, ma al contempo credo che la qualità di produzione sia migliorata. Purtroppo non così il riscontro degli utenti che sono diventati solo qualche migliaio al mese. Ma la ragione per cui scrivo ancora qui è quella di sempre: mi piace farlo e tanto basta.

Quindi: «Stay tuned for more!»

Nove anni, quasi dieci

Com’è straordinaria la vita. Sei andata a letto ieri sera che eri ancora una bambina di otto anni e oplà stamattina non hai fatto in tempo ad alzarti che eri già una ragazzina di nove anni.
E adesso che succede?
Innanzitutto controlliamo che tutto sia al suo posto. Che di questi tempi con la magia dei compleanni non si sa mai che vada perso qualche pezzettino.

I piedi ci sono e ti auguro che ogni passo che farai sia nella direzione di una vita piena, degna e giusta senza la paura di cambiare ogni tanto strada.
Il cuore c’è, lo sento battere forte pure da qui e non posso che augurarti tanti palpiti di felicità e amore e di trovare sempre il coraggio di adoperarlo a fin di bene.
La bocca c’è e ti auguro di usarla tanto per far valere le tue ragioni tanto per consolare chi non ne trova nessuna.
Gli occhi ci sono e sono due splendide stelle con le quali sono sicuro vedrai tante cose: ti auguro di gioire con curiosità per quelle belle e di avere la forza di non distogliere lo sguardo da quelle brutte.
La testa c’è e che testa! Sotto i capelli biondo scuro c’è tanta roba. Che i pensieri ti siano sempre lieti, e il futuro pure.

Visto c’è tutto tutto, magari un po’ cresciuto, ma non c’è di che aver paura: il mondo è anche tuo, vivilo, rispettalo e tienilo da conto.

Ti auguro un altro bellissimo anno e…
… già che ci siamo Buon Compleanno!

Realtà 1 – 0 Fantasia: estinto il pappagallo del cartone “Rio”

Carlos Saldanha è un regista famoso per essere il creatore della serie di successo dell’Era glaciale e per essere stato nominato all’Oscar per il lungometraggio Ferdinand. Il regista brasiliano ha anche coronato il suo sogno di portare sul grande schermo i colori e la musica della sua terra d’origine realizzando, dopo una gestazione di alcuni anni, la saga del pappagallo ‘Blu’.

 

2011 l’anno di Rio

Quell’anno a competere con il successo annunciato del sodalizio Disney & Pixar con il sequel Cars 2, viene distribuito nei cinema di tutto il mondo dagli Blue Sky Studios del visionario Chris Wedge il film d’animazione Rio.

La storia è incentrata su «Blu», un raro esemplare di ara di Spix che, a causa di un incidente di trasporto, viene abbandonato in Minnesota. Diversi anni dopo sarà l’ornitologo «Tullio» ad informare «Linda», che intanto l’aveva adottato nella sua libreria, che il pappagallo è l’ultimo esemplare maschio della sua specie e che per scongiurarne l’estinzione è indispensabile l’accoppiamento con l’esemplare femmina di nome «Gioiel» da poco catturata a Rio de Janeiro. Dopo una serie di avventure e peripezie in Brasile, la coppia di uccelli avrà tre figli scongiurando così il pericolo di estinzione.

Il film è stato accolto piuttosto bene dalla critica e dal pubblico dei più piccoli che ne ha apprezzato soprattutto la comicità e la musica (Oscar 2012 per la migliore canzone (‘Real in Rio‘):

Il meritato successo porterà a realizzarne nel 2014 un sequel, Rio – Missione Amazzonia, dopodiché i personaggi della saga, ormai diventati famosissimi, diverranno i protagonisti di una variante di successo del popolare gioco Angry Birds.

 

2018 l’anno dell’ufficialità dell’estinzione dell’ara di Spix

La notizia è di queste settimane con la pubblicazione di uno studio dell’autorevole associazione naturalistica BirdLife: il pappagallo salito alla ribalta con il film d’animazione Rio è nella lista delle specie ufficialmente estinte in natura. L’uccello brasiliano infatti, insieme ad altre otto specie di uccelli, secondo l’associazione internazionale specializzata nella conservazione delle varie specie aviarie, è scomparso dalle foreste addirittura dal 2000, anno a cui risale l’ultimo avvistamento: una delle principali cause che ne hanno decretato la perdita è la deforestazione dell’Amazzonia e delle aree verdi sudamericane. 

Stuart Butchart, capo scientifico di BirdLife, spiega: “Il 90% delle estinzioni di uccelli negli ultimi secoli sono avvenute su isole. Tuttavia i nostri risultati confermano che c’è un’ondata crescente di estinzioni che si sta diffondendo attraverso i continenti, guidata principalmente dalla perdita e dal degrado dell’habitat a causa di agricoltura e disboscamento non sostenibili”.

 

…ma non tutto è perduto!

Per l’ara di Spix, noto fra i più piccoli come il pappagallo «Blu», c’è però ancora una speranza: esistono infatti alcuni esemplari in cattività, una sessantina in tutto, e prossimamente verrà effettuato, sempre in Brasile, un tentativo di reintroduzione in natura reso ancora più difficile dalla continua deforestazione. C’è da tenere incrociate le dita e di sperare che il creato sia in grado di resistere alle violenze perpetrate dall’uomo che dovrebbe invece averne la massima cura.

[SOLVED] The Adventure Pals (black screen on start problem!)

“The Adventures Pals” è il gioco preferito al momento dalla mia nipotina che lo ha installato lo scorso mese con l’app di Twitch (credo fosse un gioco in regalo/bundle con il Prime) su un Pc con Windows 10.

L’altro giorno è successo che all’avvio il gioco (dopo i titoli e la raccomandazione di usare il gamepad) non si avviasse, rimanendo fermo su uno schermo nero (la musica si sente però!!!). Non c’è stato verso di sistemare la cosa: né reinstallando il gioco (disinstallandolo completamente, quindi riscaricandolo da capo) e nemmeno l’update dei driver della scheda video ha risolto il problema.

Nei vari forum (Steam, Redditt, ecc…) il problema dell’avvio fermo sullo schermo nero è stato segnalato più volte nelle ultime settimane, ma sembra che nessuno ne sia venuto ancora a capo…

Ho pensato quindi che il problema potesse risiedere in qualche file di configurazione corrotto e ho quindi cercato tra i file utente relativi al gioco.

Infine è bastato procedere nel seguente modo, ovvero cancellando la cartella relativa a “The Adventures Pals” nel profilo dell’utente:

  • cliccare WIN+R e aprire la cartella %APPDATA%\..\LocalLow\Massive Monster\The Adventure Pals:
  • se non si vogliono perdere i salvataggi delle partite in corso, copiare sul desktop il contenuto della cartella “user-1/saves“, altrimenti saltare questo passaggio:
  • cancellare la cartella “\The Adventure Pals”;
  • avviare normalmente il gioco e iniziare una partita salvandola subito;
  • nel caso aveste salvato i salvataggi, chiudete il gioco quindi ricopiate i file precedentemente salvati nella cartella “\saves” che nel frattempo il gioco avrà ricreato durante l’avvio.

Mezze maniche al sughetto di cernia

 

Il piatto preferito di Vittoria. Pensato per assecondare la sua passione per la pasta corta al profumo di mare. Il sapore dolce del pomodoro fresco aromatizzato al basilico si sposa con il salato dell’acciuga sotto sale e i tocchetti di totano. La pasta rigata è in grado di raccogliere il sughetto arricchito dal sapore della cernia dalla carne soda e succulenta. (Per una versione più leggera, ma altrettanto gustosa, sostituire la cernia con filetti di platessa).

Ingredienti per 4/5 persone:

  • 400g. di pasta tipo mezze maniche;
  • 400g. di pomodorini freschi;
  • 200g. di anelli di totano;
  • 300g. filetti di cernia;
  • 1 filetto di acciuga;
  • 1 spicchio d’aglio;
  • 1/2 cipolla bianca;
  • 3 foglie di basilico;
  • 1 rametto di timo;
  • un ciuffo di prezzemolo fresco;
  • olio e.v.o.;
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco;
  • pizzico di bicarbonato alimentare;
  • sale e pepe.

Tempi:

    50 minuti circa

Preparazione:

  • Innanzitutto prepariamo il sugo di pomodoro. In una casseruola facciamo soffriggere per un minuto in due cucchiai d’olio le foglie di basilico.
  • Aggiungiamo i pomodorini ben lavati e tagliati a metà. Saliamo, copriamo con il coperchio e lasciamo cuocere a fiamma media per una decina di minuti.
  • Ora aggiungiamo un pizzico di bicarbonato, abbassiamo il fuoco al minimo e proseguiamo la cottura per un altro quarto d’ora.
  • A cottura ultimata è possibile, a piacere, passare il tutto al passa-verdure per eliminare pellicine e semi oppure tenere il sugo di pomodoro più rustico.
  • Tagliamo a tocchetti i totani quindi li passiamo, riposti in un colino, sotto l’acqua fredda per una decina di secondi.
  • In una padella larga (meglio di alluminio) sciogliamo il filetto di acciuga in un paio di cucchiai di olio che aromatizzeremo aggiungendo un rametto di timo e l’aglio in camicia schiacciato.
  • Eliminiamo l’aglio e il timo, alziamo il fuoco e aggiungiamo i totani, lasciamogli prendere calore per una ventina di secondi quindi sfumiamo con vino bianco. I totani non dovranno cuocere per più di due minuti (la giusta cottura si raggiunge quando da traslucidi diventano bianchi opachi), quindi li togliamo dalla padella e li lasciamo raffreddare rapidamente in un piatto a parte.
  • Mettiamo a bollire l’acqua per la pasta e raggiunto il bollore saliamo e caliamo le mezze maniche.
  • Intanto nella padella dove i totani avranno lasciato i loro umori insaporiti dall’acciuga, aggiungiamo la passata di pomodoro precedentemente preparata e riportiamo a bollore.
  • A temperatura, aggiungiamo i filetti di cernia a tocchetti e copriamo con il coperchio. Dopo cinque minuti mescolate, assaggiate e regolate di sale e di pepe.
  • Continuiamo la cottura per un altro quarto d’ora aggiungendo acqua della cottura della pasta se il sughetto si dovesse asciugare troppo.
  • Scoliamo la pasta quando manca mezzo minuto al raggiungimento della cottura al dente, tenendo da parte un po’ dell’acqua di cottura che ci servirà successivamente.
  • Saltiamo la pasta nel sughetto allungandolo con un mestolo di acqua di cottura il cui amido ci aiuterà a creare un condimento ben amalgamato alla pasta. Solo a fine cottura, a fuoco già spento, aggiungiamo il prezzemolo tritato e i tocchetti di totano. Mescolare bene.
  • Servire ben caldo.
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