[Google – doodle] Buon Natale a tutti

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Buon Natale a tutti, anche a chi non ci crede.

Il bello di queste feste è che si sta in famiglia e anche il doodle animato che Google pubblica oggi lo sottolinea.

[Google – doodle] E’ la vigilia di Nataleeeeeeeeeee!!!

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E’ tempo di impacchettare gli ultimi regali… pure quella cinesata da due euro che avete preso per vostro zio che rincontrerete dopo un anno al pranzo di Natale organizzato come ogni anno per tutta la famiglia.

Proseguono intanto i doodle animati in tema con le festività natalizie da parte di Google: oggi le letterine del logo sono impegnate a disegnare sui vetri di casa: se li vede vostra madre che ha passato l’ultima settimana a pulirli con il Vetril è la fine dei ragazzi di Mountain View.

La Vigilia di Natale è un giorno speciale. Io lo preferisco quasi al Natale stesso. E’ una giornata indaffarata, si va in giro per negozi e le strade sono affollate di gente che spera che questo Natale sia meglio di quello dell’anno passato. Pure il Grinch oggi è costretto a farsi coinvolgere dall’atmosfera natalizia: pure il vicino con cui non vi rivolgete mai la parola oggi è il caso che vi faccia gli auguri…

…e a proposito auguri pure ai lettori del blog de Il Cittadino Imperfetto.

[Google – doodle] Buone feste!

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Mancano due giorni a Natale, in pratica siamo all’antivigilia e Google propone come ogni anno una carrellata di doodle in tema natalizio.

S’inizia con un doodle animato in cui le lettere del logo dei ragazzi di Mountain View improvvisano un coretto, speriamo bene.

L’occasione è per fare i più sinceri auguri a tutti i lettori del blog de Il Cittadino Imperfetto.

[Google – doodle] Solstizio d’inverno

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E’ il 21 dicembre e alle ore 10:44 ora di Roma (a Milano diciamo pure una ventina di minuti prima) comincia l’inverno astronomico. E quello che viene comunemente chiamato solstizio d’inverno e che corrisponde al giorno più corto dell’anno che contrariamente a quanto si pensa non cade il 13 dicembre, giorno di S.Lucia.

Google festeggia l’inizio dell’inverno con un doodle molto carino.

Recensione: “Caos” – Patricia Cornwell

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Caos

Di Patricia Cornwell

Editore: Mondadori (Omnibus)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 345


Questo è uno dei libri peggiori che mi si sia capitato tra le mani e che per oscure ragioni ho comunque letto dalla prima all’ultima pagina. Terminata con fatica la lettura dell’ultima opera della Cornwell mi sono fatto due domande.

1) Ma chi me lo ha fatto fare? La noia mortale che mi ha assalito mentre scorrevo le pagine di questo libro ha raggiunto livelli tali che più volte sono stato tentato di gettarlo nel caminetto. Tutta l’azione (uso sarcasticamente un eufemismo) si svolge in pratica in una serata, tra una cena interrotta e lo scontatissimo finale. Nel mezzo duecento e passa interminabili pagine in cui non succede praticamente niente e il tempo scorre nel sorbirsi le seghe mentali della Scarpetta in attesa che montino uno stupido telone sulla scena del crimine di una povera ciclista lasciata a decomporsi nella torrida calura tipica del Massachusetts. Marino fa la comparsa in pochissime scene e non è il solito sparring partner, idem Lucy e la sua ultratecnologica paranoia, davvero un peccato perché avrebbero potuto distrarre il lettore dallo smascellarsi la mandibola nell’ennesimo sbadiglio. Lo scontatissimo finale viene relegato alle ultime dieci paginette spicciate in fretta e in furia più per accontentare l’editore che il deluso lettore. Ho comunque capito e fatto tesoro che tutti i personaggi “buoni” della storia sono così snob e antipatici che ho deciso che al prossimo giro tifo per il serial killer di turno nella speranza che faccia una carneficina di tutta la combriccola.

2016-11-16_lif_26359018_i12) L’FBI e l’NSA dovrebbero indagare su che fine ha fatto la vera Patricia Cornwell, perché chiunque abbia scritto gli ultimi due/tre libri non è certamente la scrittrice che ci ha tanto appassionato con le sue storie. Non c’è il pathos né quella bravura nel tratteggiare la caratterizzazione dei personaggi che ci hanno fatto amare la dottoressa Scarpetta, Marino e compagnia bella. Secondo me qualcuno l’ha fatta fuori e adesso si spaccia per lei, pubblicando dei libri ignobili, dei noiosissimi e paranoici pamphlet che non hanno niente a che fare con i Thriller con la t maiuscola al quale eravamo abituati.


Mi sono accorto che negli anni mi sono dato pena di scrivere altre due recensioni negative dei libri della Cornwell, il perché continui a sprecare il mio tempo sperando di leggere un buon libro rimane il vero mistero…:

L’Italia vista da Google Zeitgeist 2016

Giunti agli sgoccioli del 2016 è tempo di tirare le somme e di guardare un attimo indietro per scoprire magari come siamo fatti.istantanea_2016-12-14_11-51-18

Ai tempi di internet uno dei migliori strumenti messi a disposizione dell’Homo Digitalis per farsi un esame di coscienza consiste nel dare un’occhiata a come abbiamo utilizzato durante l’anno Google e il suo motore di ricerca più utilizzato al mondo. I ragazzi di Mountain View come oramai da tradizione a metà dicembre pubblicano l’elenco dei termini più ricercati durante l’anno che ci possono dare un’idea a cosa gli italiani abbiano pensato e di cosa hanno avuto bisogno di sapere durante l’anno passato.

Ecco dunque i termini più ricercati in Italia con Google nel 2016:

  • senzanomePokémon Go
  • Olimpiadi Rio 2016
  • Europei 2016
  • Elezioni USA
  • Terremoto
  • Sanremo 2016
  • David Bowie
  • Donald Trump
  • Bud Spencer
  • Brexit

Che anche noi italiani fossimo impazziti per il giochino sullo smartphone alla ricerca di Pikachu & Co. già lo sapevamo, così come ce ne possiamo fare una ragione se le olimpiadi e gli europei di calcio sono stati gli avvenimenti clou di quest’anno. Tra gli avvenimenti che ci hanno più colpito ci sono stati il terremoto che non smette di fare danni e la morte di tanti beniamini del pubblico come Bowie e Bud Spencer. Plausibile pure l’interesse per la Brexit e la politica in USA per la paura di ritrovarsi con un mondo peggiore e un portafogli ancora più leggero, ma di una cosa sola non me ne faccio una ragione…: tra i termini più ricercati all’alba del terzo millennio troviamo ancora Sanremo.

La messa cantata in terra sanremese in cui cantanti di secondo piano fanno un revival di una musica lontana dai gusti del pubblico che però pare continuiamo a seguire forse che sia un ultimo baluardo di quel sentirsi italiani che tanto disprezziamo, ma di cui abbiamo ancora tanta nostalgia. L’Italia non cambia mai, non riusciamo a guardare avanti e a migliorare, ma per fortuna grazia al nostro immobilismo nemmeno peggioriamo.

On Air: “Makeba” – Jain

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E’ uscito in questi giorni il video di “Makeba” della bella cantante ventitreenne Jain e scusatemi se è poco.

Tratto dal suo album d’esordio “Zanaka” uscito in Francia nel 2015, ma pubblicato in Italia solo quest’anno il singolo prosegue il successo di “Come“, la canzone con la quale la francesina che canta in inglese si è fatta conoscere dal grande pubblico.

Makeba” è un omaggio a Mama Afrika, Miriam Makeba, l’artista che più ha saputo cantare i diritti degli africani in tutto il mondo. Il video è semplicemente bello con la ricerca grafica sofisticata tipica dell’artista.istantanea_2016-12-07_16-39-19


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