Old on Air: “Quanto sei antipatico”

L’unico pregio di cui mi posso vantare è l’antipatia. Si ho scritto bene, anch’io ho un dono, una qualità di cui vantarmi con gli amici.

Mica è facile come si potrebbe pensare. Pensa te, ci sono giorni che sono completamente svogliato e pigro. Faccio finta di non capire, fingo sorrisetti di circostanza e annuisco sempre, perché essere d’accordo è molto molto più facile che esternare il proprio dissenso. Poi la sera mi guardo allo specchio, mi odio e mi sto antipatico.

Non è che sono stronzo. A mio parere gli antipatici si differenziano totalmente dagli stronzi. Io almeno non penso di essere anche stronzo, sono solo antipatico.

Si perché gli stronzi sono esseri infimi a cui non piace la franchezza. Sono quelli che parlano male degli altri solo per mettere zizzania e ne ricavano piacere. Io no. A me viene naturale essere bastian contrario, magari me ne rendo anche conto di stare sulle palle agli altri, ma non resisto, è nella mia natura e anche a costo di soffrirne mi viene spontaneo esternare al mondo quell’atteggiamento di supponenza e arroganza che mi rende per l’appunto antipatico a prescindere.

L’antipatia che proviamo per gli altri, si dice nasca da Continua a leggere

«Ad Auschwitz superai la selezione per tre volte»

Ad Auschwitz superai la selezione per tre volte.
Quando ci chiamavano sapevamo che era per decidere se eravamo ancora utili e potevamo andare avanti, o se eravamo vecchi pezzi irrecuperabili. Da buttare. Era un momento terribile. Bastava un cenno ed eri salvo, un altro ti condannava. Dovevamo metterci in fila, nude, passare davanti a due SS e a un medico nazista. Ci aprivano la bocca, ci esaminavano in ogni angolo del corpo per vedere se potevamo ancora lavorare. Chi era troppo stanca o troppo magra, o ferita, veniva eliminata. Bastavano pochi secondi agli aguzzini per capire se era meglio farci morire o farci vivere. Io vedevo le altre, orrendi scheletri impauriti, e sapevo di essere come loro. Gli ufficiali e i medici erano sempre eleganti, impeccabili e tirati a lucido, in pace con la loro coscienza. Era sufficiente un cenno del capo degli aguzzini, che voleva dire “avanti”, ed eri salva. Io pensavo solo a questo quando ero lì, a quel cenno. Ero felice quando arrivava, perché avevo tredici anni, poi quattordici. Volevo vivere.
Ricordo la prima selezione.
Dopo avermi analizzata il medico notò una cicatrice. «Forse mi manderà a morte per questa…» pensai e mi venne il panico. Lui mi chiese di dove fossi e io con un filo di voce ma, cercando di restare calma, risposi che ero italiana. Trattenevo il respiro. Dopo aver riso, insieme agli altri, del medico italiano che mi aveva fatto quella orrenda cicatrice, il dottore nazista mi fece cenno di andare avanti. Significava che avevo passato la selezione! Ero viva, viva, viva! Ero così felice di poter tornare nel campo che tutto mi sembrava più facile.
Poi vidi Janine. Era una ragazza francese, erano mesi che lavoravamo una accanto all’altra nella fabbrica di munizioni. Janine era addetta alla macchina che tagliava l’acciaio. Qualche giorno prima quella maledetta macchina le aveva tranciato le prime falangi di due dita. Lei andò davanti agli aguzzini, nuda, cercando di nascondere la sua mutilazione. Ma quelli le videro subito le dita ferite e presero il suo numero tatuato sul corpo nudo. Voleva dire che la mandavano a morire.
Janine non sarebbe tornata nel campo.
Janine non era un’estranea per me, la vedevo tutti i giorni, avevamo scambiato qualche frase, ci sorridevamo per salutarci. Eppure non le dissi niente. Non mi voltai quando la portarono via. Non le dissi addio. Avevo paura di uscire dall’invisibilità nella quale mi nascondevo, feci finta di niente e ricominciai a mettere una gamba dietro l’altra e camminare, pur di vivere.
Racconto sempre la storia di Janine.
È un rimorso che mi porto dentro. Il rimorso di non aver avuto il coraggio di dirle addio. Di farle sentire, in quel momento che Janine stava andando a morire, che la sua vita era importante per me. Che noi non eravamo come gli aguzzini ma ci sentivamo, ancora e nonostante tutto, capaci di amare. Invece non lo feci. Il rimorso non mi diede pace per tanto, tanto tempo. Sapevo che nel momento in cui non avevo avuto il coraggio di dire addio a Janine, avevano vinto loro, i nostri aguzzini, perché ci avevano privati della nostra umanità e della pietà verso un altro essere umano.
Era questa la loro vittoria, era questo il loro obiettivo: annientare la nostra umanità.

Liliana Segre, «Fino a quando la mia stella brillerà» – via Reddit


Storie come questa andrebbero raccontate il più possibile.
Soprattutto ai nostri figli che devono sapere che il mondo può diventare luogo dove la speranza diventa utopia e c’è chi ci ha insegnato che anche nei momenti più bui è possibile trovare la forza di riscattare la propria umanità. I vecchi protagonisti di queste storie diventano sempre più anziani e vengono a mancare i testimoni diretti: ciò che hanno passato, va raccontato anche per mettere a tacere i negazionisti e chi se ne approfitta e vorrebbe farci credere che certe cose non sono mai accadute: di cosa hanno paura queste persone?

Alcuni sono soliti pensare che il ‘900 sia stato Continua a leggere

Chrome sta diventando il nuovo Internet Explorer 6

I siti che funzionano solo con Chrome sono un problema

Chrome è ad oggi il browser più popolare su qualsiasi device grazie al successo di Android e all’aumento delle installazioni su PC Windows e Mac Os. Google si è accaparrata in questo anni una fetta consistente dell’esperienza degli utenti in rete, controllando le informazioni rilasciate dal suo motore di ricerca e dominando tra i servizi ‘gratuiti’ più utilizzati come Gmail e YouTube. Chrome è diventato lo strumento per accedere alla vasta gamma di servizi dell’azienda di Mountain View. Mentre un tempo Google promuoveva standard web che funzionavano sui diversi browser e non solo su Chrome, di recente i suoi servizi spesso ignorano gli standard e costringono le persone a utilizzare il suo browser.

Chrome, in altre parole, viene utilizzato allo stesso modo come in passato veniva usato Internet Explorer 6, con gli sviluppatori web che ottimizzano in primo luogo per Chrome e quindi solo successivamente per i browser rivali. Per capire come siamo arrivati a questo punto, segue una piccola (o grande, a seconda dei punti di vista) cronologia della storia dei browser. Per capire perché ha oramai senso affermare che “Chrome è il nuovo Internet Explorer 6“, occorre innanzitutto sapere come IE6 è diventato un dannato problema agli inizi del 2000.

Un breve riassunto della storia dei browser  

Il dominio di Microsoft sui PC con Windows raggiunse il picco massimo 16 anni fa. Insieme alla Intel, i ragazzi di Redmond spesero circa 1 miliardo di dollari per promuovere il lancio di Windows XP, con uno spot televisivo con Ray of Light di Madonna. Eravamo in tempi precedenti a quelli degli iPod, di Gmail o di YouTube e al tempo Microsoft non pativa minimamente la concorrenza di Google. La Microsoft agì ai tempi come una società che poteva permettersi di fare ciò che voleva, e praticamente lo fece. Dopo aver distrutto la concorrenza di Netscape, nacque l’era di Internet Explorer 6.

Internet Explorer 6 debuttò insieme a Continua a leggere

[Google – doodle] Buon compleanno Virginia Wolf

Centotrentasei anni fa nasceva a Londra la scrittrice Virginia Wolf e Google celebra con un doodle dedicato ad una delle figure letterarie più importanti del XX° secolo.

In piena campagna di #metoo e delle denunce contro le molestie al maschile, non è un caso che l’attivista, nota anche per la sua battaglia per la parità dei sessi, pioniera del femminismo, sia ancora protagonista della nostra cultura.

«Fra cento anni, d’altronde, pensavo giunta sulla soglia di casa, le donne non saranno più il sesso protetto (…)», scriveva nel romanzo «Una stanza tutta per sé», era il 1929.
Peccato non essere ancora riusciti a realizzarlo.

 

 

[Google – doodle] L’omaggio a Ėjzenštejn «…è una cagata pazzesca»

Oggi Google con il suo doodle omaggia il cineasta russo Sergej Michajlovič Ėjzenštejn in occasione del 120° anniversario della nascita di questo pioniere del cinema che ha rivoluzionato la settima arte con le sue tecniche innovative di montaggio.

Al suo estro e alla sua bravura dobbiamo capolavori della storia del cinema.

Tra le sue opere più significative si possono citare Aleksandr NevskijLampi sul MessicoOttobre e il celeberrimo lungometraggio sulla rivoluzione russa del 1905,  La corazzata Potëmkin che tanto piaceva a Fantozzi e ai suoi colleghi (scusate la citazione,ma proprio non ho potuto farne ameno) .

La mia classifica dei migliori 10 libri letti nel 2017

libri-500x500Quest’anno ho letto relativamente pochi libri, solo una trentina. Mi capitano dei periodi di magra in cui invece di rifugiarmi tra le pagine di un libro preferisco trascorrere il tempo libero impegnato a fare altre cose, visto che le storie che si susseguono voltando le pagine perdono senso e diventano insipide. E’ come per gli amanti del buon cibo: ogni tanto non si riesce a gustare al meglio il sapore di quello che si ha nel piatto e di conseguenza si mangia di malavoglia, senza il solito entusiasmo e la solita passione. 

Ma per fortuna, poi si ricomincia… più affamati di prima… 


1° postoIl labirinto degli spiriti di Carlos Ruiz Zafónd
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 819
E’ l’epilogo di un bellissimo viaggio tra le vie di una Barcellona misteriosa, nella Spagna dilaniata dalla guerra civile e dal franchismo ai giorni nostri. Un percorso iniziato parecchi anni fa con un libro prestato da un amico che non ringrazierò mai abbastanza per avermi introdotto al ciclo de “Il Cimitero dei Libri Dimenticati ” in compagnia della famiglia Sempere, dell’eccentrico Fermín Romero De Torres e di tutti gli altri personaggi che l’estro di Zafón ha saputo muovere per dare vita ad una storia emozionante, onirica e oscura. E pensare che tutto ha avuto inizio con un segreto svelato al giovane Daniele Sempere da suo padre libraio e dalla sua decisione di adottare il libro maledetto dello sfortunato scrittore Julián Carax. Ho così potuto passeggiare per le calle di Barcellona, palpitare per le sorti dei miei personaggi preferiti, maledire cattivi senza vergogna, cercando di venire a capo di oscuri misteri. Finalmente ho avuto risposta a tutte le domande che mi ero posto leggendo i libri precedenti e il finale rende giustizia all’intero ciclo da leggere assolutamente seguendo l’ordine di pubblicazione: L’ombra del vento (uscito in Italia nel 2004), Il gioco dell’angelo (uscito in Italia nel 2008), Il prigioniero del cielo (uscito in Italia nel 2012) e infine Il labirinto degli spiriti.


2° posto – Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro
Anno pubblicazione: 2015
Pagine: 313

Confesso la mia indicibile ignoranza: ho scoperto lo scrittore Ishiguro solo quando ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Anche se conoscevo un poco le sue opere (per via dei film tratti dai suoi romanzi), ma non mi ero mai preso la briga di leggerle. Negli ultimi tempi sto colmando questa mia gravissima lacuna con notevole soddisfazione delle mie papille letterarie! In particolare questo libro mi ha lasciato senza parole. Per riassumerlo in poche righe senza svelarne la trama, dico solo che è ambientato in Britannia nell’immediato periodo dopo la caduta dell’impero romano, ma il paesaggio è fantastico con orchi, draghi e altri prodigi del genere. E’ la storia di un viaggio (due coniugi anziani che vogliono raggiungere il villaggio di loro figlio) in una landa senza memoria, delle vicende di valorosi cavalieri e della fine di un drago malefico. Questo libro mi è piaciuto non solo per come è scritto e perché parla di una storia affascinante, ma per come l’autore è riuscito a trasmettere il senso di smarrimento dei vari personaggi (che ho ritrovato anche negli altri suoi libri), e per come vengono messi alla prova.


3° postoLa colonna di fuoco di Ken Follett
Anno pubblicazione: 2017
Pagine: 912

Mi piace leggere il Follett del ciclo di Kingsbridge: I pilastri della Terra è uno dei miei libri preferiti in assoluto. In quest’ultimo libro della trilogia (I Pilastri della Terra, Mondo senza fine e La colonna di fuoco) il periodo che fa da sfondo al romanzo è quello cinquecentesco degli scontri tra cattolici e protestanti, in cui si racconta di intrighi, di amori e di vendette di una pletora di personaggi indimenticabili, percorrendo l’Europa, dall’Inghilterra e la Scozia, alla Francia, alla Spagna e ai Paesi Bassi. Ho parteggiato subito per il giovane protestante Ned Willard fin dal suo ritorno a casa, ho sofferto con lui per il suo amore contrastato con la cattolica Margery, mi sono entusiasmato per il suo ruolo di consigliere alla corte di Elisabetta I, sono rimasto dubbioso mentre imprigionava Maria Stuarda e infine sono stato orgoglioso di come ha sventato la Congiura delle polveri. Una bella storia che mi ha fatto conoscere meglio la grande Storia.


4° postoDente per dente di Francesco Muzzopappa
Anno pubblicazione: 2017
Pagine: 189

Questo libro mi ha divertito e mi è piaciuto tanto da meritare un post a parte su questo blog. Muzzopappa ha il dono di farmi godere i momenti dedicati alla lettura dei suoi libri. Qui la storia è quella di un ragazzo mollato dalla sua ragazza e della sua tragicomica visione dell’abbandono. Mi piacciono le situazioni surreali e lo spirito con cui certi personaggi le affrontano. L’ironia un’arma più potente della bomba atomica. Un libro da leggere che lascia un buon sapore in bocca quando lo si finisce. Niente di trascendentale, ma non fa rimpiangere il tempo passato in sua compagnia.


5° postoNessuno può volare di Simonetta Agnello Hornby
Anno pubblicazione: 2017
Pagine: 183
Ho scoperto questo libro guardando la televisione. Mentre l’autrice ne parlava con una certa passione rispondendo alle domande del suo interlocutore. Mi è venuta subito voglia di leggerlo e per mia fortuna ho seguito l’istinto. Questo libro è una biografia che racconta la storia di due persone reali. Dell’autrice e madre, della sua giovinezza trascorsa in famiglia in Sicilia dove stanno le sue radici, della sua seconda vita di migrante a Londra dove si è sposata ed è diventata un apprezzato avvocato e quindi della sua vita di scrittrice. Accanto scorre quella di suo figlio che a un certo punto deve fare i conti con una brutta malattia che lo vorrebbe svilito su una sedia a rotelle e che invece non si arrende e continua a vivere la propria vita dignitosamente. Mi sono piaciuti i racconti di una Sicilia che spero ci sia ancora e quelli che mi hanno mostrato la forza e l’indipendenza di persone che non si danno mai per vinte.


6° postoIl libro delle cose nuove e strane  di Michel Faber
Anno pubblicazione: 2015
Pagine: 574
Complice la visione del pilot della serie tv “Strange New Things” con protagonista l’attore Richard Madden che Amazon ha tratto da questo romanzo, mi sono sentito in dovere di appagare la mia curiosità leggendo l’opera di Faber. La storia parla di un prete chiamato a compiere la sua missione evangelica su un pianeta di recente scoperta in quanto pare che gli autoctoni extraterrestri sembrano essere molto interessati ai racconti della Bibbia, il libro delle cose nuove e strane, per l’appunto. I canoni della fantascienza sono rispettati in tutto: c’è il viaggio verso la colonia, i problemi di una Terra sovrappopolata e in declino, l’eccentricità di alcuni coloni, la strana missione evangelica e il mistero svelato all’ultimo. Il libro merita di essere letto anche se non si è avvezzi alla letteratura fantascientifica. Un po’ perché fa pensare e un po’ perché è scritto davvero bene.


7° postoLa via del sole di Mauro Corona
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 160
Ancora una volta l’autore dimostra il suo impegno ambientalista inventando una favola moderna che spinge a riflettere sugli effettivi costi di quello che siamo ormai abituati a chiamare progresso. Come il protagonista di questo romanzo che non riesce a rispettare la natura che lo circonda e della sua folle corsa a modificarla a suo uso e consumo. Questa è la storia del rampollo di una famiglia agiata che apparentemente stanco della sua vita vuota fatta di apparenze si rifugia sui monti dove si fa costruire una bellissima magione. Invece di apprezzare di vivere in un ambiente bellissimo, incapace di godere di ciò che ha, decide di mozzarne le cime in maniera che il sole possa illuminare meglio la sua casa. Inizia così il folle viaggio di perdizione di quest’uomo che diventa sempre più ricco e sempre meno umano. Purtroppo la favola in questo caso non finisce con un vissero felici e contenti, poiché i danni all’ambiente una volta fatti sono molto difficili da rimediare.


8° postoIl mio lungo viaggio di Piero Angela
Anno pubblicazione: 2017
Pagine: 224
Ci sono persone che sono artefici di parte del nostro bagaglio culturale e Piero Angela è sicuramente uno di questi. Sono cresciuto con le sue trasmissioni che al pomeriggio o alla sera hanno portato a casa mia quei documentari che se non fosse stato per i suoi modi e la sua capacità di comunicazione, forse non avrei mai ritenuto interessanti. Leggendo questa sua biografia ho imparato che un uomo notevole non è un uomo particolarmente istruito, ma una persona che ha saputo fare le giuste scelte, che non si è mai arreso e che ha amato tanto il suo lavoro. La passione del personaggio che abbiamo sempre apprezzato sullo schermo è qundi reale e grazie a questo libro ne scopriamo le origini e gli aneddoti di una lunga e bella vita.


9° postoIl cartello di Don Winslow
Anno pubblicazione: 2015
Pagine: 882
Leggere del narcotraffico messicano attraverso questo romanzo in cui la realtà e la fantasia sono talmente intrecciate da non riuscire a distinguere il vero dal verosimile è stata un’ esperienza curiosa. La storia è avvincente con i buoni abbastanza buoni e i cattivi molto cattivi. Non posso fare a meno di pensare a cosa si perde la gente  che guarda le fiction alla televisione ispirate a queste tematiche e non trova il tempo di leggere questo libro.


10° postoNorwegian Wood di Lars Mytting
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 246
Perché leggere un libro che parla di alberi, di come tagliarli e di come accatastarli? Un po’ perché a me gli alberi sono sempre piaciuti e in questo libro ho trovato molte nozioni interessanti e curiose a riguardo, un po’ perché ho imparato che dietro al taglio e alla raccolta della legna c’è una cultura millenaria che appartiene a tutto il genere umano e che in Scandinavia sopravvive ai giorni nostri. Se questo libro è diventato un best seller internazionale, piuttosto che una guida del fai da te, lo si deve al modo con cui l’autore è riuscito a descrivere un mondo fatto di regole e tradizioni che fanno ancora parte anche di noi che ci riscaldiamo davanti al calorifero.


La mia libreria virtuale su (dal 2008):

  • La classifica del 2016 la trovi qui: link
  • La classifica del 2015 la trovi qui: link
  • La classifica del 2014 la trovi qui: link

 

Siamo tutti ignoranti (e alcuni un po’ più degli altri)

Prendo spunto dal nuovo video postato su Youtube dall’amichevole chimico di quartiere Dario Bressanini per fare qualche riflessione sull’argomento disinformazione.

Ho sempre trovato i video di questo bravo divulgatore scientifico davvero molto interessanti, in grado di colmare le mie curiosità scientifiche e che spesso sfatano alcune credenze popolari prive di fondamento. Se vi piace leggere di questi argomenti vi consiglio caldamente i suoi libri e il suo blog Scienza in cucina.

L’occasione del video è di smentire la bufala (aka fake news) che circola in rete ormai da qualche tempo: quella che ci vorrebbe in forma smagliante e sanissimi a forza di ingurgitare spicchi di limone sotto sale fermentati.

L’efficace Bressanini, con il suo solito approccio da studioso di chimica, smonta a una a una le tesi errate su cui si basa questa fantomatica procedura miracolosa, mettendone in discussione l’efficacia che non ha nessuna evidenza scientifica.

Ma ciò che più mi ha dato da pensare è stata la seconda parte del suo argomentare in cui dichiara:


Viviamo in un mondo in cui apparentemente è molto facile accedere alle informazioni, ma spesso ignoriamo che il web oltre ad essere una fonte preziosa di notizie è purtroppo anche una discarica di disinformazione in grado di creare un nuovo tipo di ignoranza: quella che non deriva dalla mancanza di istruzione, ma generata dalle false informazioni.


Effettivamente sia che siano fatte circolare per propaganda, che per creare un mercato di consumatori, ogni giorno veniamo Continua a leggere

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