Dei cretini, degli intelligenti e di quelli messi pure peggio.

performance-aziendale-stupido-e-meglioSono arrivato alla conclusione che a questo mondo gli uomini c’è da classificarli non per il colore della pelle, in base alla fede religiosa oppure al reddito economico. Avendoci perso una buona mezz’oretta sulla faccenda, che è tempo per me bastevole e soverchia, ho capito che le persone vanno divise per come si comportano nei confronti degli altri e di loro stessi. Venendo al punto e guardandola da questo angolo, si hanno i cretini, che sono la maggioranza, gli intelligenti, che sono rarissimi come i lupi rossi della Florida e infine gli esitanti che sono in sovrannumero e purtroppo per loro sono pure i peggio dell’intera combriccola.

cretino-11-e1334646540518C’è da invidiare la vacua spensieratezza dei cretini che sono quelli che ignorano tanto il loro stato che la portata dei loro comportamenti scorretti e sbadati. Beata la loro ignoranza, virtuosi del tirare a campare senza essere mai toccati dal più lieve scrupolo. E’ uno spettacolo vederli aggirarsi per gli scaffali del supermercato, mentre valutano quella scatola o l’altra di cornflakes, cercando di ricordare i gingles degli spot pubblicitari.

Invidio in minor misura gli intelligenti sulle cui spalle pesa Continua a leggere

[SFOGO] I sogni son desideri…

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4-gargantuaquisetaitperduE’ qualche sera che a cena mi abbuffo come un animale.

Come se non ci fosse un domani la mia amigdala, il cervello ancestrale, prende il sopravvento e mi fa sbranare tutto quello che c’è in tavola per poi passare direttamente al frigo. Al termine della scorpacciata mi sento poco bene, come uno di quegli uomini che vivono senza mai accontentarsi, pozzi senza fondo. Uno di quelli che non ne hanno mai abbastanza anche quando sanno che per avere di più tolgono il poco agli altri e alla fine stramazzano con la consapevolezza di non potersi portare all’altro mondo nient’altro che la propria coscienza sporca.

I peccati della mia ingordigia serale io li pago quasi subito: un paio d’ore dopo a letto patisco degli orribili incubi.

istantanea_2017-02-21_12-58-51Tipo che l’altra notte ho sognato che ero l’ultimo uomo sulla faccia della Terra. Ho sognato che guardavo fuori dalla finestra. Per la strada si aggiravano degli orribili mostri intenti a distruggere tutto quello che gli capitava a tiro. La mia la mia casa era l’ultimo posto sicuro dell’intero pianeta.

Me ne stavo seduto sulla poltrona senza sapere come affrontare tutta la faccenda senza farmi prendere dal panico, quando ho sentito qualcuno bussare alla mia porta.

Non erano i mostri c’era qualcuno che chiedeva aiuto. Mi sono precipitato ad aprire per far entrare chiunque fosse, felice di non essere più solo… Continua a leggere

Lo schifo del business sull’immigrazione (ovvero come fare i soldi sulle altrui disgrazie)

Oggi in un centro per immigrati in Veneto a Cona (VE), pagato con le nostre tasse, e gestito dalla Cooperativa Ecofficina specializzata nell’accoglienza è morta una ragazza di 28 anni. 1483456714417_1483456749-jpg-centro_d_accoglienza_di_cona_

La notizia potrebbe scivolarci addosso come ormai succede per le immagini dei barconi al telegiornale e dei morti affogati in mare, invece ha scosso un po’ le coscienze un po’ di tutti. Si è alzato il sipario su una schifezza che ogni giorno succede nel nostro bel paese, ma che di solito facciamo finta di non vedere rimpinzandoci la bocca con le stesse parole con le quali una o l’altra fazione sono soliti liquidare certe questioni del tipo “prima gli italiani e poi gli stranieri” piuttosto che “poverini sono sempre esseri umani che scappano dalla miseria e dalla guerra“…!

Anche se sono mesi che la vituperata stampa sforna articoli di giornale su di un certo business che si è venuto a creare intorno alla sofferenza degli immigrati, in molti solo oggi hanno avuto l’opportunità di accantonare per un momento i loro slogan, per dare un occhiata dietro alle quinte di questo sistema corrotto. centro-accoglienza1La cooperativa in questione, certo indignata perché i suoi operatori sono stati sequestrati per ore dagli immigrati di cui avrebbero dovuto avere cura, è da tempo nel mirino della magistratura per i maltrattamenti inferti ai suoi ospiti e per guardare un po’ troppo al profitto (come gestire 1500 persone e accaparrarsi i relativi fondi, in una struttura che ne potrebbe ricevere 500).

Mentre una marea Continua a leggere

[Repost] Il capodanno è una convenzione

post originale: https://goo.gl/n3pWDA

Devo confessare che personalmente i festeggiamenti della notte di San Silvestro non li ho mai potuti soffrire. Il Capodanno è solo una convenzione del calendario gregoriano che fu introdotto nel 1582 con una bolla papale da Gregorio XIII che ha deciso che l’anno abbia inizio appunto il 1° di gennaio.

Da qui a farne un momento di festa ce ne corre.

istantanea_2016-12-31_10-38-54Ma tutti quelli che se ne stanno con l’orologio in mano a seguire il countdown con la televisione non si accorgono quanto sono ridicoli visto che, in altre parte del mondo (e sempre per convenzione), l’anno magari è già iniziato da 12 ore (tipo in Nuova Zelanda) o inizierà fra altre 6 (come a New York)? E che dire di tutti quegli “incivili” che non hanno adottato il nostro stesso calendario?

Mentre ci apprestiamo ad agghindarci per vivere la magica notte di San Silvestro dovremmo quindi considerare che in realtà non c’è proprio nulla da festeggiare. Abbiamo solo bisogno di qualche scusa per stare insieme e fingere di divertirsi. Poi c’è la pubblicità, il consumismo, ecc…

Il rovescio della medaglia è che siamo costretti tutti a partecipare per non sentirci esclusi. Così tutti noi ci assoggetteremo a ridicoli riti scaramantici come dei perfetti idioti e  ci siederemo a tavole più o meno riccamente imbandite senza riuscire a gustare nessuna delle prelibatezze nel piatto.

Ma sebbene sarà il momento dei buoni propositi, domani non saremo certo diversi da oggi e i problemi che ci affliggono prima della mezzanotte saranno gli stessi che ci affliggeranno dopo lo scoccare della fatidica ora. E delle luminarie fantastiche dei fuochi d’artificio rimarrà purtroppo solo la puzzolente nuvola dipolvere da sparo bruciata.

[REFERENDUM COSTITUZIONALE] La tentazione di dire SI

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Il 4 dicembre saremo chiamati a dare la nostra opinione su diversi articoli della nostra Carta Costituzionale.

I partiti della maggioranza di governo hanno varato l’8 aprile di quest’anno una riforma attraverso un disegno di legge che, aspramente avversato dalle opposizioni parlamentari, è stata approvato con una maggioranza inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna camera: di conseguenza, il provvedimento non è stato promulgato direttamente, ma come previsto dalla legge è stato deciso di sottoporlo al giudizio degli elettori.

I punti principali della riforma consistono in:

  • il superamento del bicameralismo paritario;
  • la riduzione del numero dei parlamentari;
  • il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni;
  • la soppressione del CNEL;
  • la revisione del titolo V.

Qui sotto la scheda elettorale che ci ritroveremo in mano il giorno della votazione:133132411-3c63ac43-b3d9-4981-8bb0-8703ad7ee969


Per mesi siamo stati bombardati mediaticamente sulle ragioni di questo referendum. A scapito di problemi senz’altro più pressanti pare che la classe dirigente abbia puntato tutto sul risultato del 4 dicembre. Per il comitato dei SI questa riforma è l’unico strumento possibile per svecchiare le nostre istituzioni e sveltire l’iter legislativo, facendo risparmiare al contribuente i soldi oggi spesi per mantenere il Senato, un ramo del Parlamento doppione della Camera dei Deputati.  Le finalità di risparmio e razionalizzazione si compiono inoltre attraverso l’abolizione del CNEL, istituto pressoché inutilizzato e costoso, insieme alla revisione del titolo V della Costituzione ovvero togliendo alle regioni alcune prerogative, restituendole allo stato centralizzato.

A rigor di logica questa riforma sarebbe la realizzazione dei desideri della maggioranza dei cittadini italiani: finalmente ci si mette a diminuire i costi dello stato, a velocizzare la promulgazione delle leggi, ad abolire gli enti inutili e costosi e a metter ordine su alcuni ambiti che demandati alle singole regioni non facevano altro che creare confusione e disparità di trattamento tra i cittadini.

Pare che questo paese abbia bisogno che le proprie istituzioni vengano svecchiate per renderle capaci di affrontare le sfide di un mondo divenuto più complesso di quello che hanno dovuto affrontare i nostri nonni e fortunatamente coloro che hanno scritto la Costituzione sono stati lungimiranti e hanno previsto pure questa necessità.

Malauguratamente i conti si devono fare andando oltre agli slogan, cercando di comprendere cosa ne sarebbe del nostro paese all’indomani dell’approvazione di questa riforma.

Costituzione italianaLa Costituzione raccoglie le regole fondamentali su cui si poggia la nostra società. E se è vero che  gli articoli principale stanno nella prima parte e nessuno si sogna di toccarli (anche se a una cosa tipo che siamo una repubblica fondata sul lavoro, ormai non ci crede più nessuno) chi l’ha scritta più di mezzo secolo fa all’indomani della seconda guerra mondiale e alla guerra civile hanno realizzato un complesso sistema di contrappesi che determinano un equilibrio tra i poteri del governo, del parlamento e della magistratura.

Certo tutto sarebbe più semplice se il potere legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario fossero nelle mani di un’unica persona, ma la scelta di essere una repubblica parlamentare è stato un passo verso la democrazia e la civiltà e nessuno, o quasi, in questo paese tornerebbe indietro.

Il sistema bicamerale è pur farraginoso utile a non accentrare il potere legislativo in mano a poche persone. Un ramo del parlamento è espressione elettorale diversa dal quell’altro e l’uno vigila sull’operato dell’altro. Il limite della velocità nel legiferare è del tutto aleatorio, visto che quando ce ne hanno bisogno il pallino rimbalza da un ramo all’altro del parlamento a una velocità tale da far impallidire il più bravo giocatore di ping pong.

Purtroppo sono i protagonisti, ovvero li eletti che seggono alla Camera e al Senato che per ragioni alquanto strane e poco utilitaristiche fanno si che leggi scomode per un partito o per l’altro si impaludiscano per anni e anni. Si dovrebbero colpire dunque coloro i quali affossano le leggi con migliaia di emendamenti dimenticando la propria funzione di legislatore: si dovrebbe discutere e decidere per il bene dei cittadini, anche se l’idea è portata avanti dall’avversario politico.

I costi da tagliare sarebbero ben altri: quando mai in una fabbrica si è visto il padrone licenziare metà dei suoi operai per far funzionare meglio la produzione. Semmai in prima battuta non sarebbe meglio farli lavorare per metà dei loro salari stellari?

Di enti inutili in Italia che ne sono a bizzeffe e ci costano milioni e milioni di euro. Altro che CNEL dico io! L’avremo mai un governo capace di comprendere che quei posti al sole per politicanti trombati e amici degli amici vanno eliminati con una semplice firma?

E questo andare avanti indietro dando una volta maggiori responsabilità alle regioni e la volta dopo togliendogliele senza avere visione di come può funzionare uno stato?

Mi dispiace quindi perdere un’occasione per svecchiare l’Italia. Io di certo non voglio che il potere sia accentrato nelle mani di un’oligarchia degna di una dittatura.

Proporrei un altro referendum piuttosto. Che la politica venisse fatta da persone per bene che sapessero mettere il bene dei cittadini avanti alle loro carriere e al loro portafogli: lo so non è cosa fattibile in Italia, ma vi prego, lasciatemi sognare.

11-09-2001

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Quel pomeriggio ero impegnato a discutere animatamente al telefono con un fornitore, quando questi m’interrompe e chiude la comunicazione scusandosi velocemente e dicendomi di accendere il televisore.

La prima immagine che mi viene in mente ripensando a quei momenti è quella di tutti i colleghi dell’ufficio accalcati davanti al monitor del mio computer (unico all’epoca con accesso ad internet) che guardiamo in silenzio, il fumo che si alza da uno di grattacieli. Ero riuscito a collegarmi non so a quale sito americano che trasmetteva credo in diretta da New York. Eravamo in pochi a capire le parole del giornalista che in un quadratino seguiva insieme a noi quell’evento e insieme a noi cercava di capire cosa stesse succedendo.

Non passò tanto tempo quando il secondo aereo si schiantò sull’altra torre e allora fu chiaro a tutti che non si era trattato di un incidente, ma di un attentato terroristico: pareva la fine del mondo. Una delle cose che mi sono rimaste più impresse è che non c’era nessuno tra i miei colleghi che parlasse. Ce ne stavamo tutti là a guardare senza fiatare, nemmeno i telefoni avevano smesso di squillare.

La sensazione di angoscia che mi attanagliava la gola e lo stomaco non me la sono dimenticata. Ad un certo punto in molti, io compreso, ci siamo convinti che quella catastrofe poteva scatenare qualcosa di molto molto peggio. Quell’evento lontano e strano poteva significare che stava arrivando la fine del mondo come lo avevamo conosciuto fino a quel momento. Alla spicciolata chi prima e chi dopo ce ne tornammo ognuno a casa propria in anticipo sul normale orario. Alla tv la situazione risultò essere ancora più grave: i puntini neri che s’intravvedevano ogni tanto solcare il cielo fumoso che attorniava le torri, non erano mosche. Erano esseri umani che preferivano lanciarsi nel vuoto piuttosto che morire asfissiati o carbonizzate.

Poi ad un certo punto un nuvolone di polvere e il primo grattacielo non c’era più. Tempo dopo pure la seconda torre seguì la stessa sorte. Intanto giungevano notizie dell’incidente al Pentagono  e di altri aerei dirottati.

Sul divano in salotto tremavamo tutti di paura e tutti pensavamo alla stessa cosa: che ne sarà di noi adesso?

Rabbia e terremoto

Che poi a me personalmente
come pure a tanti miei conoscenti
non è che ci sta proprio sui
ceri 'sta scossa che porta rovina.

Che si fa così tra genti di
rispetto? Te metti a tremà tutto,
de sotto e di sopra, senza alcuna
considerazione di chi sta in santa
pace tra le mura del suo paese?

Che s'era mio parente, lo sai
che gli succedeva... un sano
sculaccione e a nanna senza
cena! Invece visto che il 
mondo è fatto di male e di niente
quella birba continua impenitente
a far morire tanta gente.

La cosa poi che me fa gridà al 
sorcio? E' che manco si prende 
la briga de capì se sta menando
qualche gaglioffo o anzi uno dabbene.
E oltre cieco fa pure il sordo: 
non sente i pianti dei bimbi disperati
nè le preghiere dei vecchi spaventati.

Che se c'avessi il numero di 'sto
brutto ceffo, sai che gli direi?
Che per il prossimo ballo andasse
invece a cercare quelli che 
dalla cattiva specie come la sua 
dovrebbero farci scampare.

Così almeno per una volta sai
la nostra magra soddisfazione...
...si andrebbe noi tapini a dar
pacche sulle affrante spalle di quei 
quattro ciarlatani pieni solo
d'intenzioni e cinici affari.

"Non vi preoccupate" gli diremmo
schietti, "non vi lasceremo soli
nel triste grave evento". 
Poi come sono abituati a fare loro,
li mettessimo in salamoia nelle
baracche ad aspettare. E chi si è
visto si è visto e buonasera.

Almeno imparerebbero puro loro
che a 'sto mondo ingiusto in tristi 
circostanze non regge faccia né
bella parola e che solo coi
fatti si pò affrontà quel figlio  
di pia donna che è 'sto terremoto.

sms_solidale

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