[Google – doodle] Buon compleanno WWW

Giusto oggi trent’anni fa nasceva il WWW. Nato dalla mente geniale di Tim Berners-Lee che lavorava presso il CERN di Ginevra, il World Wide Web (o più comunemente “il Web“) e quella cosa che dal 1989 (il documento ufficiale in cui si parlava di un “ampio database intertestuale con link” è stato redatto proprio il 12 marzo) sfrutta la rete internet tramite una serie di pagine collegate tra loro tramite link ipertestuali.

Oggi ‘navigare’ tra i siti è cosa data quasi per scontata, ma come ci ricorda il doodle di Google è un invenzione che 30 anni fa ha cambiato il mondo. Agli inizi è stata una rivoluzione per addetti ai lavori, ma dopo qualche anno (cavolo, io c’ero) nascevano i primi browser (Mosaic e poi Netscape), con i quali pure noi poveri mortali potevamo visitare le pagine web partendo da portali come Altavista, WebCrawler, Lycos (dove i link dei siti erano raggruppati in elenchi tematici), altro che la ricerca di Google o il web semantico.

La prima pagina che ho visitato è stata proprio quella del CERN, che emozione!!! (e quanta pazienza visto che al tempo usavo un modem a 9600 baud, ovvero  960 bytes/s, diciamo un migliaio di volte più lento di un’odierna scrausa ADSL a 8Mb/s), impensabile allora mettersi davanti alla tv e guardare un film in alta definizione via internet, ah ah ah!

 

Quando internet non se lo filava nessuno

In questi giorni in puro stile amarcord la Microsoft da la possibilità di rivivere la rete degli inizi degli anni novanta ripubblicando la propria homepage così come si presentava nel 1994.

microsoft_old_homepage

L’operazione nostalgia del gigante di Redmond è stata raccontata (qui il link del post originale) da Mark Ingalls, primo amministratore del sito Microsoft.com, che ha voluto spiegare ai moderni internauti che vent’anni fa era tra i 10 siti più visitati al mondo. La sua grafica minimalista era dovuta non solo al fatto che la notazione html era solo agli inizi, ma soprattutto perché i web designer non potevano appesantire troppo la pagina per non mettere in crisi la navigazione viste le ridicole prestazioni delle connessioni dial-up dell’epoca richiedevano dai tre ai cinque secondi per la completa visualizzazione.

Se pensiamo a quello che si può fare al giorno d’oggi su internet viene da chiedersi cosa faremo in rete fra vent’anni.

Internet è ormai diventato uno strumento abituale che ha rivoluzionato il nostro modo di vivere sia in ambito lavorativo che tra le pareti domestiche. E’ difficile spiegare ai nostri figli, i nativi digitali, che cos’era il mondo prima del web. In Italia agli inizi degli anni novanta, se ti scappava in una conversazione che navigavi su internet i più ti guardavano come se fossi un extra terrestre e c’era qualcuno che ti chiedeva dove tenessi la tua barca… ma tu non li stavi manco a sentire e orfano delle bbs accendevi il tuo modem che con i suoi inconfondibili squittii ti collegava al resto del mondo e lanciato Netscape ti mettevi a scoprire il Worl Wide Web.

Zeitgeist 2013: ecco le parole più cercate su Google

Google Zeitgeist 2013

Il 2013 visto dagli occhi del motore di ricerca Google: ecco tutte le principali ricerche effettuate quest’anno.

Anche per questo 2013, così come di consueto da un po’ di anni a questa parte, Google ha rilasciato ufficialmente lo Zeitgeist 2013.

Si tratta, per quelli che non lo sapessero, della classifica annuale che il quelli di Moutain View stilano ogni anno per informare tutti gli appassionati navigatori della grande rete su quali sono stati i termini più cercati online nel corso dei 12 mesi dell’anno corrente oramai giunto quasi al termine. Come al solito il sito predisposto è molto bello, arricchito quest’anno dalle varie miniature raffiguranti i termini più ricercati a livello globale.

M5S vs Internet: quando il web ti si rivolta contro

beppe grillo

Per la serie chi di web ferisce di web perisce… è di oggi la notizia di un gruppo che si firma “Gli hacker del PD” che dice di aver violato da mesi le caselle mail dei deputati/senatori del M5S minacciando la pubblicazione delle intere caselle di posta fino a quando non venga fatta luce sul ruolo di Beppe Grillo e Casaleggio all’interno del movimento che raccoglie mole brave persone spinte dai migliori propositi, ma che sembrano ogni giorno che passa succubi dei loro leader che vengono accusati di aver strumentalizzato a fini personali il movimento.

Su pastebin il comunicato degli hacker: qui link. Si inizia con la pubblicazione della mailbox privata della deputata Giulia Sarti, per un totale di circa 1,2 GB di dati privati (link e link). A questa pubblicazione, gli “hacker del PD” minacciano di far seguire ulteriori leak, riguardanti altri personaggi del movimento (link del countdown ufficiale)

A parte le considerazioni legate alla violazione della privacy, ciò che colpisce è come lo strumento “principe” della campagna del Movimento 5 Stelle, ovvero la tanto decantata rete, sia qualcosa che va al di là della comprensione dei guru che di volta in volta si cimentano nel domarla/dominarla. Senza cadere nel facile perbenismo di chi biasima simili comportamenti nella moderna accezione del cattivo comportamento, spesso si dimentica il lato anarchico del web. Lungi da essere solo mero strumento di comunicazione, la rete si dimostra ancora una volta rappresentare il pensiero libero che non fa sconti a nessuno.

Zeitgeist 2012: ecco le parole più cercate su Google

zeitgeist2012_GOOGLE

Anche per questo 2012, così come di consueto da un po’ di anni a questa parte, Google ha rilasciato ufficialmente lo Zeitgeist 2012.

zeitgeist2012_MONDOSi tratta, per gli internauti che non lo sapessero, della classifica annuale che il gran colosso di Moutain View rende nota per informare tutti gli appassionati navigatori della grande rete su quali sono stati i termini più cercati online nel corso dei 12 mesi dell’anno corrente oramai giunto quasi al termine.

Il termine di ricerca che ha avuto il tasso di crescita più elevato a livello globale durante l’intero 2012 è stato Whitney Houston, la cantante deceduta proprio quest’anno, al secondo posto il fenomeno del Gangnam Style. L’evento dell’anno delle Olimpiadi londinesi si deve accontentare del settimo posto giusto dietro al gossip sulla duchessa Kate Middlenton.

zeitgeist2012_ITALIAPer quanto riguarda l’Italia le ricerche aventi un maggior grado di popolarità sono state quelle relative al Terremoto, argomento che in pratica si aggiudica anche il secondo posto con l’INGV (l’Istituto di geofisica nazionale che emette i bollettini sui terremoti) e a Lucio Dalla confermando che la morte di una star scatena gli internauti sui motori di ricerca. Incredibile la posizione di Zalando, battendo la tragedia della Costa Concordia e del Calcolo dell’IMU. Il portale di vendita di moda ha davvero spopolato quest’anno (la formula della possibilità di rendere la merce senza spese, ha convinto anche me che ci ho acquistato delle favolose sneakers). Confermata la futilità tutta italiana nell’utilizzo di internet dalle ricerche su Sara Tommasi (e relativo filmetto porno), Akinator (il genietto del web in grado di capire cosa stiamo pensando) e il Pulcino Pio (che rimbomba nella mia testa anche adesso mentre scrivo questo post). La rivoluzione ferroviaria di Italo è riuscita a entrare in classifica al decimo posto.

9 luglio l’apocalisse del web (!?!): istruzioni per evitare problemi con DNSchanger

Per chi ancora non ne fosse a conoscenza lunedì 9 luglio potrebbero esserci dei seri problemi in rete causati dallo spegnimento da parte dell’FBI dei server di backup che permettono a tutt’oggi a circa 300.000 PC e Mac (ma anche i router) infettati dal malware DNSchanger di entrare in rete.

L’8 novembre scorso con un operazione denominata “Ghost Click” l’FBI ha smantellato un’organizzazione criminale estone che ha creato una propria rete per veicolare virus e trojan ai PC infetti. Mentre la normale navigazione in internet avviene tramite una rete di server DNS che si preoccupano di risolvere i nomi dei dei nodi di internet (host) attraverso un database distribuito, una volta infettato il computer DNSchanger andava ad utilizzare dei server malevoli localizzati in Estonia, a New York e a Chicago che si occupavano di dirottare il traffico su siti particolari per succhiare informazioni (e denaro) e inoculare virus e trojan.

Il fatto è che dopo aver smantellato i server malevoli l’FBI, per evitare il blocco all’accesso ad internet di centinai di migliaia di utenti, è stata costretta dal tribunale di New York a mettere in piedi, insieme a un gruppo non profit, una serie di server alternativi che fino al 9 luglio (data in cui questi server verranno spenti) hanno “dirottato” il traffico generato dal malware su server controllati dalle autorità.

Il rischio effettivo è che lunedì siano in molti coloro i quali scopriranno di non avere più accesso alla rete visto che  tra quelle centinaia di migliaia di computer che si stima siano ancora infetti molti sono localizzati proprio in Europa: magari non sarà proprio l’apocalisse, ma vuoi mettere il disappunto di scoprire che proprio a te doveva capitare di non potersi collegare a internet (!?!).

Quello che possiamo fare per stare tranquilli è sapere se i nostri computer sono stati infettati dal malware e per farlo sono stati messi in campo dagli esperti dei semplici quanto efficaci strumenti di test e di fix. Continua a leggere

Meebo Me (shutting down July 11th, 2012)

La recente acquisizione di MEEBO da parte di GOOGLE  non aveva fatto temere ai numerosi utenti una simile ecatombe nei servizi della nota piattaforma sociale di messaggistica istantanea via web fondata nel 2005.

Come annunciato direttamente da MEEBO saranno dismessi:
– MEEBO MESSENGER;
– SHARING ON MEEBO;
– MEEBO ME WIDGET;
– MEEBO APPS (iPhone, Android, e Blackberry).

Quindi nelle prossime settimane sarà dismesso anche il servizio che consentiva ai visitatori del CITTADINO IMPERFETTO di dialogare con gli amministratori del nostro blog. Provvederemo entro la fatidica data dell’11 luglio 2012, come consigliato da MEEBO, ad eliminare il codice del widget dalle nostre pagine e a cancellare l nostro account. Peccato era un ottimo canale di discussione con i visitatori del blog: dovremo darci da fare per cercare un altro servizio analogo.

Per chi è interessato rimarrà per ora attiva la MEEBO BAR il gadget che permette ai visitatori di un sito di usare Meebo per interagire con la pagina che purtroppo non è utilizzabile nella piattaforma di WORDPRESS.COM.

Resta da scoprire come il team di MEEBO e la sua quasi decennale esperienza si rifletterà in Google+, la piattaforma sociale dei ragazzi di MountainView che proprio da questa acquisizione dovrebbe ricevere nuova linfa vitale.

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