Doodle per Google l’Italia tra 150 anni

Il vincitore di “Doodle per Google: l’Italia tra 150 anni” è la Scuola Primaria Borgo Rosselli che si merita 24 ore di assoluta celebrità sull’home page del motore di ricerca. Il futuro dell’Italia è legato, per questi bambini, alle energie rinnovabili, all’ambiente, all’ecologia, alla natura.

Google festeggia il 150° anniversario dell’Unità d’Italia

Il motore di ricerca più amato dagli italiani abbandona per un giorno i suoi tipici colori blu, rosso, verde e giallo e li sostituisce con il nostro tricolore con una bella torta sormontata dalle candeline dei 150 anni.

Con questo doodle personalizzato Google si unisce ai festeggiamenti per il 150°anniversario dell’Unità d’Italia.

17 marzo 2011 – 150° Unità d’italia

E quando io leggo nell’art. 2: «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale», o quando leggo nell’art. 11: «L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!

O quando io leggo nell’art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour!

O quando io leggo nell’art. 5: «La Repubblica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo!

O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!

E quando leggo nell’art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…

(Piero Calamadrei – estratto del Discorso agli studenti milanesi – 1955)

Buon Compleanno ITALIA

17 marzo festa per decreto

Il Consiglio dei ministri ha deciso: il 17 marzo sarà festa nazionale per celebrare la ricorrenza dei 150 anni dall’Unità d’Italia (soppresso sempre per decreto il 4 novembre).

Orgogliosi di essere italiani e di appartenere ad una stirpe che grazie a un comico di professione (Benigni, intendiamoci, è stato superbo con la sua esegesi dell’inno di Mameli) si è riconciliata con la sua storia. Evviva la democrazia e la repubblica italiana che è talmente libera da consentire a chi lo vorrà di non festeggiare la nascita dell’Italia. Pure il Papa parteciperà ai festeggiamenti (e sarà un poco come se i milanisti festeggiassero la Champions dell’Inter). Continua a leggere

Sanremo: Benigni celebra l’inno d’Italia

Un Roberto Benigni in forma straordinaria risolve la serata del Festival della canzone italiana dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia.

Il premio oscar arriva a cavallo sul palco dell’Ariston e dopo una sequela di irriverenti battute sull’attualità spiega l’omaggio agli eroi del Risorgimento che hanno creato una Nazione e incanta per un’ora la platea con l’esegesi dell’inno di Mameli e Novaro (Il canto degli italiani), facendo leva sulle radici del nostro paese per essere anche oggi fieri di essere italiani.

Polemiche sul 17 marzo, festa nazionale dell’Unità d’Italia

Di celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia sembra non interessare proprio nessuno.

La proclamazione del 17 marzo a festa nazionale non è passata nell’indifferenza con il quale ci apprestiamo a celebrare l’evento solo perché qualcuno si è fatto i conti in tasca.

La data della festa una tantum voluta dal Consiglio dei Ministri che coincide con quel lontano 17 marzo 1861 quando Vittorio Emanuele proclamò il Regno d’Italia, purtroppo cade quest’anno di giovedì.

E passi la chiusura degli uffici pubblici e delle scuole, ma il settore privato ovvero gli imprenditori non sembrano intenzionati a vole sobbarcarsi il costo di una giornata di stipendio con le fabbriche chiuse e i lavoratori a casa a guardare Napolitano che fa visita al Pantheon.

Ai lavoratori dipendenti quindi pare non sia concesso di festeggiare la propria nazione… il CITTADINO IMPERFETTO propone quantomeno che negli aeroporti, stazioni ferroviarie e ai valichi di frontiera sia affissa ben evidenza la scritta Arbeit macht frei.

 

Forse

Torna PRESA DIRETTA su Raitre

Non è proprio vero che la televisione è tutta da buttare. Semmai occorre imparare ad usare il telecomando, non tanto per fare zapping selvaggio, ma per andare alla ricerca di quei programmi che vale la pena vedere.

Sicuramente nel panorama televisivo italiano spiccano le trasmissioni di Riccardo Iacona in studio a commentare i reportage girati sua squadra di giornalisti free-lance. Torna PRESA DIRETTA da domenica 5 settembre in prima serata su RAITRE con sei puntate inedite incentrante su ‘ndrangheta, evasione fiscale, discriminazione femminile, nucleare con un ultima puntata dedicata all’Italia che si appresta a festeggiare i 150 anni di unità nazionale in un momento in cui sembra difficile credere per gli italiani in un destino comune.

La prima puntata quindi su un argomento scottante e attuale, un racconto di di Riccardo IaconaLisa IottiNerina Gatti sulla diffusione sul territorio della ‘ndrangheta che ormai non è più solo fenomeno regionale calabrese, ma  criminalità organizzata che infetta l’Italia tutta, l’Europa e il nord America.

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