C’è la crisi, riapre il Parlamento

Alle 19.30 la mossa a sorpresa di Berlusconi.
Una conferenza stampa convocata in tutta fretta assieme a Tremonti e a Letta per sciorinare i quattro punti attorno ai quali ruoterà il programma di salvataggio dell’economia italiana.

Pareggio di bilancio come legge costituzionale e anticipo di un anno del risanamento. Riforma del mercato del lavoro e alla “madre di tutte le liberalizzazioni”, ovvero “tutto è libero tranne ciò che è vietato”.
C’è da chiedersi perché non le hanno dette l’altro giorno ‘ste cose in Parlamento che magari ci si risparmiavano due giorni di calvario in Borsa?

Quindi la ricetta per uscire fuori dalla crisi economica è quella di farci tirare la cinghia. Salutiamo pure la ripresa, soffocata dai tagli che dovremo per forza di cose apportare al bilancio. Per anni il governo ci ha propinato la storiella che la crisi riguardava gli altri, quelli che si erano invischiati nei subprime.  Ci ha pensato il mondo finanziario che in questi giorni sta facendo tremare tutta la baracca e quelli della Banca Centrale Europea a mettere in chiaro le cose: l’Italia rischia di fare la fine della Grecia e forse sta messa peggio della Spagna.

La BCE è disposta a comprarci i BTP, ma l’Europa questa volta ci presenta il conto. E noi rispondiamo che lo sanciremo addirittura nella Costituzione che non spenderemo di più delle nostre possibilità. Come se bastasse dire alla mamma che d’ora in poi faremo i bravi…
…l’unica buona notizia è che il Parlamento riapre già la settimana prossima e saranno pochi i politici che quest’estate se ne andranno al mare.

Stasera su RAITRE c’e’ REPORT (aggiornamento delle inchieste)

Nuovo appuntamento stasera alle 21:00 su RAITRE con REPORT, la trasmissione di Milena Gabanelli.

Stasera si farà il punto su alcune delle inchieste trasmesse non solo in quest’ultima edizione della trasmissione, ma anche riguardanti servizi andati in onda negli anni passati.

– Com’è andata a finire: Conti, sconti e Tremonti – agg. del 24/10/2010
Si tornerà a parlare delle decisioni del ministro Tremonti e sulla manovra di correzione dei conti da 25 miliardi varata nel 2010. E’ bastata?

– Com’è andata a finire: Poveri noi! -agg. del 05/04/2009
Si tornerà a parlare della Social Card. E’ servita a qualcosa?

– Com’è andata a finire: Cara Madunina – agg. del 22/11/2009
Si tornerà a parlare dell’Expo 2015. A che punto siamo?

– Com’è andata a finire: La città dei rancori – agg. del 17/04/2011
Si tornerà a parlare di Bologna e delle sconsiderate scelte dell’amministrazione comunale in tema di trasporto pubblico.

– Com’è andata a finire: Una poltrona per due – agg. del 18/10/2009
Si tornerà a parlare di industria del mobile e della concorrenza cinese.

– Com’è andata a finire: La via del gas – agg. del 27/05/2007
Si tornerà a parlare di come l’Italia si approvvigiona di gas.

– Com’è andata a finire: Di pubblico demanio – agg. del 16/05/2010
Si tornerà, inoltre, sull’argomento spiagge: dopo che è stata approvata la nuova legge che concede per 20 anni le spiagge ai privati, che succederà ai litorali italiani?

Milena Gabanelli sarà online martedì 7 giugno dalle 16 alle 17 per rispondere in diretta video a domande e curiosità sulla serie di Report in corso. 

Il video e la trascrizione integrale del testo della nuova inchiesta sarà on line sul sito www.report.rai.it dieci minuti dopo il termine della messa in onda.

Stasera su Raitre: Report ci parla di tasse

La Gabanelli torna questa sera alle 21:30 su Raitre e ci parlerà di tasse. Dei risultati dei vari scudi e condoni, delle sanatorie per gli evasori giustificate dal bisogno di fare cassa.


L’inchiesta Conti e sconti” di questa sera è di Stefania Rimini sulle scelte del governo su come affrontare i costi della crisi che c’è e che si fa sentire. Oltre alle famiglie e alle imprese in difficoltà dobbiamo fare i conti con un bilancio pubblico in deficit e l’Europa ci chiede di fare sacrifici.  Ma si sa come vanno queste cose in Italia. I politici di turno,  il ministro dell’economia Tremonti in primis, lamentano situazioni ereditate dimenticandosi chi è stato al governo negli ultimi quindici anni. Continua a leggere

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