Serpico, il supercomputer che scova gli evasori

E’ salito alla ribalta in questi giorni  il supercomputer , o meglio l’infrastruttura informatica, SER.P.I.CO (SERvizio Per I COntribuenti), il cervellone della Sogei ( società di informatica passata da Telecom Italia al Ministero dell’Economia nel 2002) composto da 2mila server stivati a Roma in poco più di 2mila metriquadri, in grado di elaborare 22.200 operazioni al secondo.

In realtà SERPICO è nato cinque anni fa ed è stato utilizzato per scartabellare nelle ultime dichiarazioni dei redditi di ogni singolo contribuente italiano ed ha al suo attivo già molti successi tra i quali la scoperta di 350mila evasori che hanno consentito allo Stato il recupero di una decina di miliardi di euro. Solo nel 2011 ha beccato 518 aerei e 42mila imbarcazioni oltre i 10 metri i cui proprietari avevano dichiarato redditi inferiori a 20mila euro.

La novità a partire dal prossimo anno sta nell’incremento delle prestazioni dell’infrastruttura informatica e sopratutto nella maggiore libertà di azione garantitagli dal decreto Salva Italia del professor Monti che concede a questo cervellone l’accesso alle informazioni sui conti correnti, beni immobiliari, movimenti bancari sopra i mille euro e transazioni di titoli con l’ambizioso obiettivo di scovare quei 120 miliardi di euro che, si stima, vengono evasi ogni anno in Italia.

C’è già chi grida allo scandalo per la violazione della privacy dei cittadini onesti ad opera del Grande Fratello (la pensa così ad esempio Beppe Grillo), ma come non essere d’accordo sul fatto che solo scovando con ogni mezzo i furbi che non pagano le tasse potremo dire addio alle manovre lacrime e sangue!

SETI@home smette di cercare gli alieni per mancanza di fondi

Adesso è ufficiale, SETI@home, il software di calcolo distribuito per analizzare i pacchetti provenienti dal radiotelescopio di Arecibo alla ricerca di segnali extraterresti ha cessato di funzionare.

Il concetto dietro a questo progetto del Seti Institute e della University of California – Berkeley era quello di far processare piccoli pacchetti dei dati ai client installati sui singoli PC (funzionante anche come Screen Saver), in maniera tale da sfruttare la potenza di calcolo di quest’ultimi e con il numero elevato di installazioni in rete creare un vero e proprio supercomputer virtuale.

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