[Google – doodle] Hai mai sognato Freud?

160° anniversario della nascita di Sigmund Freud…

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… e per l’occasione Google pubblica un doodle onirico dove il logo dei ragazzi di Mountain View sta negli abissi della coscienza e una nave che attraversare questo mare sconosciuto deve fare attenzione agli iceberg che vi galleggiano in cui è incarnato lo spirito di Sigmund Freud stesso.

Uno strano mondo quello dei sogni che il padre della psicoanalisi con la sua ‘interpretazione dei sogni’ ha fatto strumento per penetrare in quel gorgo di intelligibili emozioni che è la mente umana.

Google celebra Anna Freud per il 119° anniversario della nascita

Google

220px-Sigmund_en_AnnaPer celebrare il 119° anniversario della nascita della psicanalista austriaca Anna Freud, nata a Vienna il 3 dicembre del 1895, i ragazzi di Mountain View hanno preparato un bel doodle per la pagina principale del suo motore di ricerca.

Nel doodle statico il logo di Google è rappresentato da poligoni colorati che vengono richiamate a rappresentare le idee nel profilo stilizzato della mente di un bambino.

La figlia di Sigmund Freud è considerata l’antesignana della psicologia infantile e divenne la capostipite della scuola psicoanalitica detta di “Psicologia dell’Io“, che ebbe molta fortuna negli Stati Uniti. Per i suoi meriti scientifici fu insignita della Gran Decorazione d’Onore in Oro dell’Ordine al Merito della Repubblica Austriaca nel 1975. Morì a Londra il 9 settembre del 1982.

Scusa se… ho mal di testa!

Che Moccia (di cui, sinceramente, non ricordo il nome di battesimo) non sia un vero e proprio artista, è quasi cosa certa. Ma che direste a quelli che sostengono che Picasso e De Chirico non siano da considerare né artisti né quantomeno visionari, ma semplicemente degli uomini malati? Ebbene sì, molti studiosi pensano che questi due elogiatissimi pittori non siano che… degli emicranici.

Alcuni pensano che soffrire di emicrania cronica significhi “solo” avere qualche mal di testa ogni tanto da non poter eliminare con il pubblicizzatissimo Moment. La verità è che questa malattia ha un corollario di altri fastidiosissimi sintomi, tra cui l’aura visiva. Per i non adepti, spiegheremo di cosa si tratta.
L’aura dell’emicrania, da non confondersi con quella di Goku Supersayan, è una fase della durata media di 20 – 40 minuti che precede il mal di testa vero e proprio. Si tratta di un transitorio “bug” del sistema nervoso, dovuto alla diminuzione dell’afflusso sanguineo in alcune regioni celebrali, che i pazienti manifestano tramite una sorta di allucinazioni. Frequentemente, si “vedono” lampi luminosi a zig zag, figure complesse, immagini frammentate o deformate e lievi scotomi (cioè riduzioni del campo visivo).

Le menti diaboliche degli studiosi, così, sosterrebbero che ogni emicranico, se prendesse pennelli e pastelli mentre ha un’aura invece che imbottirsi di Imigran, ne caverebbe fuori delle opere da miliardi di dollari. Si sa, queste affermazioni hanno sempre un certo margine di fantascientificità, ma un fondo di verità, forse, c’è. Indubbiamente, artisti si nasce (anche emicranici, del resto) e, probabilmente, il genio artistico non è che una malattia. Come diceva F. Nietsche: “Non è possibile essere un’artista senza essere malato”. Niente da obiettare, se non fosse che Nietsche stesso, a quanto pare, soffrisse di emicrania cronica. Di fatto, la lista degli artisti e degli studiosi soffrenti di questa malattia conta molte facce tra quelle che il nostro immaginario collettivo inserisce tra i cosiddetti geni. Il filosofo I. Kant, il padre della psicanalisi S.Freud, il pioniere del puntinismo G.Seraut, il poliedrico scienziato rinascimentale G.Cardano, lo scrittore L.Carroll, la mistica tedesca Santa Ildegarda Di Bingen, la pittrice americana G.O’Keeffe, sarebbero alcuni tra gli emicranici creativi.
Perciò, per tornare al dilemma che ha aperto questa nostra riflessione, davvero Picasso e De Chirico, non solo colleghi ma anche amici, hanno avuto come comune denominatore la sofferenza come musa ispiratrice della loro arte?
Per cercare delle risposte, entriamo nel vivo di questi studi. Continua a leggere

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