[Tutorial] Come cancellare definitivamente dati su Android e impedirne il recupero

Se dobbiamo rivendere il nostro smartphone a terzi è meglio tutelarci cancellando i nostri dati in maniera sicura e definitiva.

Istantanea_2016-02-19_11-35-18I più ingenui potrebbero pensare che una volta ripristinato il telefono alle impostazioni di fabbrica si cancelli tutto il suo contenuto (dati, app, password) così da poterlo rivendere ad altri utenti sicuri di tutelare la nostra privacy, ma purtroppo non è così.

Dando un’occhiata a cosa c’è sul nostro telefonino ci possiamo rendere facilmente conto che la nostra esistenza è registrata nella sua memoria: le foto, la lista dei nostri amici, le chiacchiere con essi, le nostre abitudini di navigazione, le credenziali per accedere al conto corrente, ecc… Prima di consegnare questa mole di dati a qualcun altro è meglio approfondire la questione.

Basta fare una ricerca con Google per scoprire che il web è pieno zeppo di metodi per il recupero dei dati e che esiste una pletora di app che (nel caso di cancellazione fortuita) consentono di ripristinare file cancellati.

In questo tutorial vi spiegherò come cancellare definitivamente ogni traccia della nostra vita passata sullo smartphone o tablet Android, così da rendere praticamente impossibile il recupero, senza utilizzare strumenti esterni o quant’altro, ma utilizzando una funzione ‘nativa’ di android.

La procedura è  in realtà molto semplice: è sufficiente crittografare l’intera partizione di Android e poi eseguire un ripristino di fabbrica con il risultato che tutto il materiale crittografato sarà perso per sempre, senza alcuna possibilità di recupero, quindi è da eseguire solamente se abbiamo preventivamente fatto una copia di sicurezza dei nostri dati e siamo sicuri di poterli perdere per sempre:

  • Apriamo il menu crittografia al percorso Impostazioni – Sicurezza- Crittografia dispositivo (deve risultare preventivamente attivato il lock dello smartphone, altrimenti è necessario settarlo);
  • Avviamo la procedura e attediamo la fine del processo (può volerci molto tempo in base alla quantità di dati presenti)
  • Effettuiamo un ripristino di fabbrica nel menu delle impostazioni o dalla recovery (wipe /data).

[Risolto] Come disabilitare la nuova spunta blu su WhatsApp

whatsap-spunta-blu-250x130WhatsApp,  non è riuscita nel suo intento di imporre le proprie idee ai propri utenti che in questi giorni hanno protestato contro l’introduzione della doppia spunta blu ovvero di quella che a tutti gli effetti rappresenta una conferma di lettura che non a tutti può interessare, anzi.

Da oggi, semplicemente la nuova funzione diventa facoltativa. E’ possibile disattivare la nuova funzione ripristinando la funzionalità a cui si era abituati fino alla scorsa settimana. La procedura è piuttosto elementare e alla portata di tutti, almeno per gli utenti di Android.

WhatsApp: come disattivare la doppia spunta blu:

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End-to-end: le e-mail cifrate con Gmail

Quello della tutela della privacy in rete è un problema contrastato. Se da una parte le manie di protagonismo nei social network impongono a soprassedere alla minima pudicizia per pubblicare foto, preferenze personali, stati affettivi e molto altro andrebbe invece maggiormente tutelato perché inerente alla sfera privata, sono in molti coloro i quali hanno capito che il Web, per sua natura, oltre a fornire nuove libertà d’espressione può essere trasformato facilmente in un potente mezzo di raccolta dati personali.

emailsicurezzaIn nome della sicurezza e del marketing sfacciato si raccolgono ogni giorno montagne di questi dati che finiscono nelle mani di poteri più o meno legittimi. E se da un lato cresce l’indignazione per la mancanza di tutela della privacy, dall’altro siamo costretti a chiudere un occhio sulle politiche spregiudicate di chi all’apparenza offre pregevoli servizi gratuiti divenendo potenze economiche emergenti facendo incetta dell’oro nero del nostro mondo presente/futuro ovvero le informazioni.

Oramai è risaputo tutti che la nostra vita digitale è monitorata e c’è chi sta cercando di correre ai ripari. E se i grandi della rete sono spesso accusati di fornire a destra e a manca i dati dei loro utenti, sono loro in prima linea nella ricerca di una maggiore tutela della privacy attraverso l’impiego di nuove e vecchie tecnologie.

E’ noto da tempo che Google per Gmail era alla ricerca di un sistema di comunicazione protetta “end-to-end” in cui sia garantita la riservatezza delle informazioni scambiate  da un capo all’altro della trasmissione, da mittente a destinatario e viceversa.

gmailProprio oggi Google ha annunciato il rilascio di un’apposita estensione del suo browser Chrome che consente di attivare la crittografia OpenPGP per scongiurare la lettura del contenuto dei messaggi di posta elettronica da parte di persone non autorizzate. Al momento l’estensione non risulta ancora essere stata pubblicata sul Web Store, ma la si attende da un momento all’altro, dopo il completamento dei test da parte dei beta-tester.

OpenPGP è  lo standard per l’invio e la ricezione di e-mail cifrate più utilizzato al mondo, direttamente derivato da PGP (Pretty Good Privacy), messo a punto nel 1991 da Phil Zimmermann (approfondisci con Wikipedia). key-with-shadow-bitLe e-mail vengono criptate e decriptate utilizzando rispettivamente una chiave pubblica (Public Key) ed una privata (Private Key). In pratica il mittente cripta il messaggio utilizzando la Public Key del destinatario che a quel punto potrà leggere il messaggio utilizzando solamente la propria chiave privata. Il processo un po’ macchinoso e benché sia disponibile da diverso tempo è stato fino ad adesso appannaggio dei più paranoici e di chi era comunque disposto a perdere un po’ di tempo in nome della tutela delle proprie missive in rete.

Si è cercato quindi di rendere l’utilizzo di queste tecnologie sempre più user-friendly. In realtà OpenPGP poteva essere già abilitato come estensione/plugin del browser (Chrome e Firefox) per le webmail (Gmail, Yahoo, Outlook.com, GMX), ricorrendo all’ottima estensione Mailvelope.

Quello che è stato realizzato dai tecnici di Google è creare un’estensione che portasse OpenPGP a comunicare in maniera nativa con il servizio di Gmail creando una nuova libreria in Javascript. Il funzionamento della nuova estensione è spiegato nell’apposita pagina sul sito Google Code.

Google Takeout ovvero come scaricare i nostri dati dai servizi di Google (Gmail, Calendar, ecc…)

I servizi online di Google sono eccellenti e gratuiti e utilizzati ormai da milioni di persone in tutto il mondo.

google_prodottiGoogle nasce come motore di ricerca ma nel tempo ha saputo crescere con l’evolversi della rete fornendo strumenti utili ed efficaci agli utenti del web. Ogni giorno guardiamo la posta su Gmail, utilizziamo i reminders di Calendar, ci scambiamo messaggi con Hangouts, guardiamo video con Youtube, utilizziamo lo spazio di archiviazione di documenti con Google Drive, ecc…

I nostri dati rimangono lì nel Cloud con innumerevoli vantaggi: ci possiamo spostare da un device all’altro, da un punto all’altro del mondo, senza dover scaricare o sincronizzare nulla.

Il rovescio della medaglia è che non abbiamo il controllo assoluto dei nostri dati. E cosa accadrebbe se per un qualsiasi motivo (la sicurezza dei servizi offerti è fuori di dubbio, ma lo è anche la capacità degli hacker di combinare guai in rete, ma è già successo in passato solo per un piccolo bug) Google dovesse perdere i nostri dati? Email, contatti, foto, documenti che avevate sotto mano sullo smartphone, sul portatile e sul PC improvvisamente sarebbero svaniti nel nulla… 

In realtà da tempo esiste uno strumento tramite il quale la stessa Google consente di trasferire offline tutti i nostri dati: si tratta di Google Takeout.

google_takeout

Tramite Google Takeout è possibile creare un archivio (di default in formato .zip) contenente ad esempio i nostri messaggi di posta oppure i nostri documenti di Drive ecc… e quindi trasferirlo sul nostro computer e magari salvarlo su qualche supporto di backup (pendrive, DVD, ecc…).

Si tratta di uno strumento molto potente e ben organizzato che permette di scegliere in dettaglio i dati che ci interessa archiviare (ad esempio di Gmail potremmo volere archiviare solo i messaggi di una certa etichetta, così come una specifica cartella di Drive, ecc…).

Un’ulteriore dimostrazione di quanto questo servizio sia user frendly e all’altezza di Google la si ha al momento dell’effettiva creazione dell’archivio allorché, in presenza di una certa mole di dati e quindi di tempo per eseguire il processo, si può scegliere di essere avvertiti con una email dell’avvenuta preparazione dell’archivio da scaricare).

Google_takeout_2

Lo strumento per stare tranquilli quindi esiste ed è veramente facile da utilizzare, basta ritagliarsi qualche minuto di tempo per creare copie di sicurezza dei nostri dati.

Come disattivare la funzione Smartscreen di Windows 8 ed evitare di far sapere a Microsoft tutto quello che installiamo sul PC

Non è ancora uscito che fioccano le polemiche sul nuovo S.O. Windows 8 di Microsoft. A parte l’interfaccia Metro (ops, volevamo dire Modern), alla scomparsa dello START adesso viene fuori che attraverso la funzione di protezione SmartScreen (attiva di default) i nostri amici di Redmond verranno informati di tutte le applicazione installate sul PC.

Certo le intenzioni sono più che buone , soprattutto se si pensa alle ciofeche che molti utenti disattenti installano più o meno coscientemente ma di certo rappresenta una bella scocciatura per chi tiene alla propria privacy e che non ritiene giusto dare la possibilità alla Microsoft (e magari pure a qualche malintenzionato) di profilarci a seconda del software che utilizziamo.

Per chi fosse interessato a disattivare il filtro Smartscreen di Windows 8, di seguito le istruzioni: Continua a leggere

Apple Vs. Privacy

Utenti in rivolta: «Le applicazioni di iPad e iPhone ci spiano»

E non dite che non vi avevamo avvertito. Farsi abbagliare dalle innumerevoli possibilità che le app sembrano darci per pochi euro è stato facile. Ma adesso si fanno i conti con l’oste. E’ di qualche giorno fa la notizia giunta dall’America di una class action contro la Apple per violazione della privacy degli utenti attraverso le più popolari e scaricate app, utility e giochi che trasmettono l’ID univoco dell’apparecchio, dati di geo-localizzazione, informazioni su sesso, età e altri dati sensibili senza chiedere alcun consenso. Continua a leggere

E’ disponibile una nuova versione di PEERBLOCK (ver. 1.00.r181)

peerblockE’ da quasi due mesi che PEERBLOCK veglia sul nostro traffico P2P (vedi post precedente). La notizia è che lo sviluppo di questo utilissimo software è proseguito alacremente e, da qualche giorno, il team capitanato da Mark Bulas (MarkSide) ha sfornato una nuova release (ver. 1.00.r181) disponibile per il download sia nella versione installabile che in una comoda versione portable. Ricordiamo che PEERBLOCK gira bene su tutti i S.O. WINDOWS dal datato 2000/NT al più recente SEVEN sia a 32 che a 64bit. Continua a leggere

PEERBLOCK: PeerGuardian2 si rinnova e cambia nome

peerblockIl CITTADINO IMPERFETTO aveva già parlato in un precedente post di quanto è importante proteggere il proprio PC durante le sessioni di P2P e vi aveva consigliato di utilizzare PeerGuardian2, un programma  che appoggiandosi a un sistema di black-list ha il compito di bloccare le intrusioni di istituzioni, imprese e organizzazioni segnalate per attività anti-p2p.

La cattiva notizia è che è già da un po’ di tempo che il progetto PeerGuardian era fermo e non si avevano notizie di upgrade, la buona notizia è che un gruppo dei programmatori lo ha ripreso e ha creato una nuova versione chiamandola PEERBLOCK (adesso alla ver. 0.9.2 – freeware). Il funzionamento è identico al precedente, la configurazione è alla portata di tutti, supporta tutti i S.O. WINDOWS (32&64-bit) e, grazie al semplice wizard, è compatibile anche con Windows 7. Continua a leggere

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