Game of Thrones & la pirateria digitale

Il secondo episodio pirata della quarta stagione di Game of Thrones entrerà nella storia: in un giorno è stato scaricato da 1,5 milioni di persone.

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Oramai è assodato la pirateria fa parte della cultura popolare mondiale. Non potrebbe essere altrimenti visto che 1,5 milioni di persone che l’altro ieri hanno scaricato via BitTorrent il secondo episodio della quarta stagione di Game of Thrones andato in onda su HBO domenica.

Chi vuole tentare di curare il male è arrivato troppo tardi. Fermo restando il fatto che sarebbe corretto separare il mercato a scopo di lucro dal comportamento diffuso ormai endemico. Per altro oggi i padri, cresciuti con Napster, l’hanno già trasmesso ai figli. E considerata la natura virale degli usi e costumi digitali ormai pure i nonni scaricano qualcosa da Internet.

Via ║ Tom’s Hardware

Megaupload e Megavideo chiusi dall’FBI per violazione del copyright

A 24 ore dall’atto di forza della “serrata” di internet per protesta contro l’approvazione delle leggi antipirateria in discussione al Congresso americano,  l’FBI, in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia americano, ha chiuso il sito Megaupload.com e Megavideo.com, i più popolari archivi di film e musica online, spesso accusati di  diffondere materiale protetto da copyright

Il fondatore Kim Schmitz (meglio noto come Kim Dotcom) e altri tre sono stati arrestati in Nuova Zelanda su richiesta delle autorità statunitensi e rischiano oltre 50 anni di prigione ciascuno.

Sulla pirateria…

Mentre le major dell’intrattenimento si spremono le meningi per trovare nuove soluzioni per contrastare la piaga della pirateria (prevalentemente denunciando alcuni utenti), uno studio della Rockwool Foundation Research Unit in Danimarca ha cercato di capire quanto il popolo di internet sia sensibile all’etica e alle leggi che s’infrangono con la pirateria  e ha scoperto che sette persone su dieci ritengono più o meno accettabile il download pirata.

Ciò dimostra come la via del clima di terrore che si sta cercando di instaurare negli utenti per scoraggiare lo scambio P2P di materiale coperto da diritti d’autore non funziona. Forse è il caso di trovare altre vie: magari si sarebbe disposti a scaricare a pagamento a fronte di una buona banda a un prezzo ragionevole…

 

Analisi della BSA sull’utilizzo di software illegale nelle aziende

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“L’opinione pubblica, spesso anche i media, trovano facili ‘giustificazioni’ – anche economiche – per la pirateria software, ma non si tiene mai conto del fatto che anche l’illegalità può costare molto cara”, afferma Luca Marinelli, Presidente di BSA Italia (Business Software Alliance).

Qual è il “prezzo della pirateria”? In Italia, la Guardia di Finanza nel 2008 ha condotto decine e decine di verifiche sull’intero territorio nazionale avvalendosi del supporto tecnico di BSA Italia, sequestrando in quelle operazioni più di 7.000 prodotti software illegali, che hanno portato ad oltre 8,6 milioni di euro di sanzioni amministrative irrogate alle imprese che detenevano o commercializzavano software “pirata”. Continua a leggere

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