[Tutorial] Installare Windows 10 Technical Preview da pendrive

windows-10L’ultima release beta di Windows 10 ha evidenziato i progressi di Microsoft sul suo nuovo Sistema Operativo. Il fatto poi che la Technical Preview è liberamente scaricabile e installabile, mi ha fatto venire voglia di provarlo sul ferro e non solo in una macchina virtuale.

Ecco cosa ci occorre:

      • Un PC con i seguenti requisiti minimi (se già vi gira Windows 8 o 8.1 siete a posto): CPU da 1GHz, 1GB di RAM (oppure 2GB per la versione a 64bit), e infine almeno 16Gb di spazio sull’Hard disk.
      • Il file ISO di Windows 10 Technical Preview da prelevare direttamente dal sito di Microsoft (link);
      • Una chiavetta Usb di 4GB, o 8GB per la versione a 64bit.
      • Rufus, un software gratuito per la creazione di bootable USB drives (link).

How to install Windows 10 Technical Preview

Ed ecco come procedere:

rufus_itStep 1 – Scaricate il file ISO di Windows 10 Tecnical Preview (link);
Step 2 – Scaricate il software Rufus (link);
Step 3 – Inserite nel PC la chiavetta Usb (i dati in essa contenuti saranno cancellati), avviate Rufus, spuntate la casella “Create a bootable disk using”, collegate al programma l’immagine ISO scaricata e avviate con il pulsante Start.
Step 4 – Dopo una ventina di minuti Rufus vi comunicherà l’avvenuta creazione dell’unità Usb, a questo punto potete chiudere il programma;
Step 5 – Collegate la chiavetta al PC che ospiterà Windows 10 avendo l’accortezza che il Bios sia configurato in maniera tale che il boot parta da un drive esterno (la chiavetta appunto), quindi procedete con l’installazione del sistema operativo.

WINDOWS 10 arriva quest’estate e l’aggiornamento sarà FREE anche per le copie pirata

microsoftL’annuncio è di queste ore e viene direttamente da Terry Myerson (Vice Presidente della divisione Operating Systems): Windows 10 sarà rilasciato questa estate in 190 paesi (Italia inclusa) e in 111 lingue (italiano incluso) e la Microsoft permetterà anche ai “pirati” di aggiornare gratuitamente la propria copia di Windows attualmente in uso (7, 8 e 8.1).

windows10La dichiarazione del colosso di Redmond sembrava in primis destinata al mercato cinese perché proprio in Cina si registrano i massimi livelli di pirateria a livello mondiale (il 75% del software installato è pirata), ma a meno di smentite che non sono arrivate offrirebbe l’occasione – a tutti coloro che non utilizzano una copia “genuina” di Windows – di ottenere una licenza a tempo indeterminato di Windows 10 (a patto che la richieda entro un anno dalla data di lancio di Windows 10).

Microsoft aveva già annunciato di voler cambiare la sua strategia commerciale a partire dal lancio di Windows 10 allineandosi a quanto già fa il competitor Apple il cui sistema operativo OS X è un prodotto gratuito. Fornire il sistema operativo di base a titolo gratuito e far pagare i servizi aggiuntivi potrebbe essere il nuovo orientamento di Microsoft.

[Alert] Problemi con aggiornamento KB3033929 per Windows 7 e Windows Server 2008 R2

patch_tuesday_storySembra che ancora una volta Microsoft abbia steccato un aggiornamento: in molti in questi giorni si sono ritrovati con il computer mal funzionante.

brokenwindowsIn particolar ein questi giorni internet è piena di lamentele di utenti di Windows 7 Windows Server 2008 R2 circa l’aggiornamento KB3033929 inerente alla codifica SHA-2 (in realtà la seconda versione della patch KB2949927 che già lo scorso ottobre aveva provocato disagi)  il cui tentativo d’installazione non va a buon fine e provoca uno spiacevole loop di riavvii del sistema e la visualizzazione di uno dei seguenti codici di errore: 80004005, 800B0100, 80070002, 80070005.

Per una ragione o per l’altra ci sono ancora molti utenti che utilizzano Windows 7 perché ci si trovano bene, che magari aspettano l’uscita di Windows 10 (Microsoft ha da tempo annunciato che l’upgrade sarà gratuito) per aggiornare il proprio S.O., ma che non ne vogliono proprio sapere né di Windows 8 né di Windows 8.1. In ambito aziendale poi, sono ancora molti i server che macinano dati su Windows Server 2008 R2.

A questi utenti si sconsiglia di rimandare l’installazione della patch KB3033929.

E visti i problemi riscontrati da questi utenti nel corso degli ultimi aggiornamenti, consigliamo di prendere l’abitudine di attendere qualche giorno prima di installare gli update di Microsoft: stiamo un attimo a vedere se dopo il patch day se gli utenti lamentano o meno malfunzionamenti.

389Consigliamo pertanto di disabilitare la funzione d’installazione automatica degli aggiornamenti. Dal Pannello di controllo di Windows, è bene accedere a Windows Update, fare clic su Cambia impostazioni quindi scegliere la voce Verifica la disponibilità di aggiornamenti ma consenti all’utente di scegliere se scaricarli e installarli. Una volta accertato che non vi siano problemi si potrà tranquillamente procedere con la loro installazione.

 

Windows 10: è tornato il pulsante START!

Ci siamo precipitati a scaricare la Technical Preview di WINDOWS 10 che la Microsoft mette a disposizione di coloro i quali vogliono testare le nuove feature del prossimo sistema operativo di casa Redmond. Adesso lo possiamo dire: è tornato il pulsante START sul nostro desktop! Alleluja!

Scaricare Windows 10: link al download della Technical Preview

Windows10_preview

Giusto ieri ce l’hanno presentato e come da pronostici da oggi è possibile partecipare al Insider Program di Microsoft per procedere con il download della preview di Windows 10.  Si tratta di un modo per testare sul proprio PC (meglio uno virtuale o uno secondario, si consiglia di evitare d’installare un sistema operativo “instabile” in fase beta sul computer principale) le nuove funzioni del prossimo S.O. di casa Redmond in maniera del tutto ufficiale. Niente leak che possono contenere codice malevolo, ma di software rilasciato direttamente dalla Microsoft.

Windows10_preview_disclamerNon serve un PC molto prestante. Requisiti hardware minimi richiesti: processore 1 GHz o più veloce con supporto PAE, NX e SSE2, 1 o 2 GB a seconda della versione dell’OS (32 o 64 bit), 16 GB (32-bit) o 20 GB (64-bit) di spazio su disco e una scheda video compatibile con le DirectX 9 dotata di driver WDDM.

Per procedere con il download è sufficiente collegarsi a questo indirizzo, fare il login immettendo le proprie credenziali Microsoft (oppure creare un nuovo profilo), accettare le condizioni di privacy (trattandosi di un test il PC comunicherà a Microsoft tutta una serie di feedback) e  infine scegliere la versione di Windows che volete testare (niente lingua italiana quindi scegliamo quella inglese a 32bit o a 64bit).

Windows10_preview_privacy

Windows10_preview_download

Presentato Windows 9, anzi no: Windows 10

In queste ore a San Francisco la Microsoft ha presentato il nuovo sistema operativo spiazzando tutti: dalla versione 8 si passa direttamente alla 10.

windows10

Il nuovo sistema operativo non sarà disponibile da subito ma arriverà sugli scaffali verso la fine del 2015, anche se di date precise per il momento non se ne parla. Il nuovo sistema operativo «combina la familiarità di Windows 7 con la funzionalità di Windows 8», ha spiegato Joe Belfiore, vicepresidente per i sistemi operativi. Come anticipato una delle novità principali di Windows 10 è il ritorno del menu Start: con un solo click offre rapido accesso alle funzioni e ai file più utilizzati.: Cambiano le app del Windows Store, che ora vengono aperte nello stesso formato dei programmi desktop, e migliora la funzione Snap. che rende più semplice lavorare contemporaneamente con più app. Altre novità sono il nuovo pulsante Task View, che consente di visualizzare insieme tutte le app e i file aperti, il centro notifiche, i desktop virtuali e la presenza dell’assistente digitale Cortana, diretta emanazione dell’assistente vocale di Windows Phone Cortana.

Windows 10 debutterà a metà 2015, ma la Technical Preview sarà scaricabile da domani a questo indirizzo.

Windows 9 – Anteprima a fine settembre e rilascio in primavera

window9

Mentre ancora non è stato sciolto il nodo del nuovo nome del nuovo sistema operativo (nome in codice Threshold o per i non addetti ai lavori Windows 9) la Microsoft pensa di seguire la stessa procedura di “rilascio” già seguita per la versione precedente e quindi di rendere disponibile con largo anticipo una versione “preview” liberamente scaricabile e quindi a disposizione di chiunque sia interessato. Coloro che installeranno l’anteprima di Windows 9 dovranno accettare di ricevere automaticamente gli aggiornamenti mensili rilasciati da Microsoft.

windows9_unofficiallogo

Pare anche che non manchi molto e che il rilascio della “preview” sarebbe atteso tra la fine settembre ed i primi di ottobre. Se poi tutto dovesse andare per il verso giusto, Microsoft avrebbe intenzione di rilasciare la nuova versione di Windows già nel corso della primavera 2015.

Le principali novità di Windows 9 sono ormai note da tempo: il sistema operativo dovrebbe abbandonare il focus sugli schermi multitouch integrando finalmente funzionalità espressamente pensate per gli utenti che usano mouse e tastiera. Dovrebbero ufficialmente debuttare il nuovo menù Start tanto richiesto dagli utenti. Ci sarà la possibilità di interagire con le app in stile Windows Store dall’interfaccia desktop. Saranno introdotti i desktop virtuali ed eliminata la  “Charm bar” introdotta con Windows 8. Ulteriore novità sarà l’introduzione dell’assistente digitale Cortana.

Quando internet non se lo filava nessuno

In questi giorni in puro stile amarcord la Microsoft da la possibilità di rivivere la rete degli inizi degli anni novanta ripubblicando la propria homepage così come si presentava nel 1994.

microsoft_old_homepage

L’operazione nostalgia del gigante di Redmond è stata raccontata (qui il link del post originale) da Mark Ingalls, primo amministratore del sito Microsoft.com, che ha voluto spiegare ai moderni internauti che vent’anni fa era tra i 10 siti più visitati al mondo. La sua grafica minimalista era dovuta non solo al fatto che la notazione html era solo agli inizi, ma soprattutto perché i web designer non potevano appesantire troppo la pagina per non mettere in crisi la navigazione viste le ridicole prestazioni delle connessioni dial-up dell’epoca richiedevano dai tre ai cinque secondi per la completa visualizzazione.

Se pensiamo a quello che si può fare al giorno d’oggi su internet viene da chiedersi cosa faremo in rete fra vent’anni.

Internet è ormai diventato uno strumento abituale che ha rivoluzionato il nostro modo di vivere sia in ambito lavorativo che tra le pareti domestiche. E’ difficile spiegare ai nostri figli, i nativi digitali, che cos’era il mondo prima del web. In Italia agli inizi degli anni novanta, se ti scappava in una conversazione che navigavi su internet i più ti guardavano come se fossi un extra terrestre e c’era qualcuno che ti chiedeva dove tenessi la tua barca… ma tu non li stavi manco a sentire e orfano delle bbs accendevi il tuo modem che con i suoi inconfondibili squittii ti collegava al resto del mondo e lanciato Netscape ti mettevi a scoprire il Worl Wide Web.

Google Chrome non ama la batteria dei portatili Windows

A causa di una gestione un po’ farlocca del “system clock tick rate” il browser della casa di Mountain View ha un problema che può impattare drasticamente sulla durata della batteria e in alcune condizioni rallentare le prestazioni del computerchrome

Alla base di tutto, la modifica dell’intervallo con cui la CPU si “risveglia” quando nel sistema non ci sono eventi che richiedono calcoli: in Windows, questo intervallo è settato di default a 15,625 millisecondi, ma con Google Chrome attivato scende a 1,000 millisecondo. La stessa Microsoft afferma che in queste condizioni i consumi di energia possono aumentare anche del 25%.

L’esistenza del problema è verificabile facilmente tramite l’applicazione Clockers che viene messa a disposizione gratuitamente nel portale Technet di Microsoft, ecco i risultati della nostra prova:

clockers

La notizia è stata riportata da diversi siti sulla scia di un articolo comparso su Forbes, ma in realtà il bug è noto sin dal 29 settembre 2012 (bug 153139)  anche se il problema  non è mai affrontato a dovere da parte di Google. Speriamo che il vespaio alzato sia di stimolo per il team di programmatori.

Sottolineiamo che il problema riguarda il solo sistema operativo Windows: gli utenti Mac o Linux possono stare tranquilli.

Al momento comunque il problema non è aggirabile in alcun modo se non utilizzando un browser come Internet Explorer o Firefox (almeno quando non siete collegati alla rete elettrica): in questi browser il parametro rimane a 15.625 ms fino a quando il browser non ha bisogno di fare qualcosa per cui deve incrementare il tick rate. Se andate su YouTube, ad esempio, e riproducete un video, IE porta il valore a 1.000 ms. Quando si chiude la scheda e si prosegue con la navigazione normale, il tick rate torna a 15.625 ms.

Finalmente Chrome a 64 bit per Windows!

chromeIn un comunicato ieri Google ha ufficialmente annunciato il rilascio delle prime versioni di Chrome a 64 bit per Windows che sono già disponibili nei canali di distribuzione Dev e Canary e sono compatibili con tutte le versioni del sistema operativo Microsoft (a partire da Windows 7).

La nuova versione del celebre browser di Google può vantare un incremento delle prestazioni, di maggiore sicurezza e stabilità:

  • un migliore utilizzo della memoria, che può incrementare le performance addirittura del 25% in caso di riproduzione di contenuti multimediali;
  • installato su Windows 8, Chrome può avvantaggiarsi di una tecnologia chiamata Address Space Randomization, che rende più difficile agli hacker introdursi nei sistemi sovrascrivendo i dati contenuti nella memoria;
  • il motore di rendering impiegato da Chrome, ovvero la parte del browser che interpreta il codice delle pagine Web e lo trasforma in elementi visuali, si blocca circa la metà delle volte in meno rispetto a quanto avviene con la versione 32-bit.

L’arrivo nel canale di distribuzione stabile di Chrome a 64 bit – considerando i ritmi di release attuali del browser – è atteso per il mese di agosto, salvo intoppi. Il suo download dovrebbe essere attivato in automatico sulle versioni x64 del sistema operativo Microsoft.

Per chi invece volesse provare in anticipo la nuova versione a 64 bit di Chrome può scaricarla da qui:
– canale Dev di Chrome;
– canale Canary di Crome.
Ricordiamo che il browser Chrome viene rilasciato da Google in differenti versioni la stable (quella ufficiale esente da bug rilasciata per tutti gli utenti), la beta (a disposizione dei beta tester, versione giunta alle fasi finali di rilascio), la dev (a disposizione dei developer, versione che contiene gli ultimi sviluppi del programma, ma non esente da bug e quindi poco adatta all’utilizzo normale), la versione canary (assolutamente di prova per testare nuovi sviluppi che magari nemmeno verranno mai rilasciati e non adatta all’utilizzo normale). Personalmente utilizzo senza troppi affanni la versione dev.

Via ├ Chromium Blog

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