E adesso Mediaset piange miseria

Durante l’audizione di oggi in Commissione Bilancio della Camera e poi a Palazzo Chigi davanti a Mario Monti, il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, ha pianto miseria.

Leggendo qua e là gli articoli della stampa sull’accaduto, sembra che sia stato un incontro durante la quale il “capo” di una delle aziende più importanti del nostro paese ha fatto il punto sul difficile periodo economico e ha fatto richiesta che l’attuale governo “lavori” per evitare che gli utili si contraggano ulteriormente paventando il ricorso al licenziamento dei dipendenti.

Tutto questo in un paese normale, non in Italia.

Il teatrino di oggi è il sintomo di quanto l’azienda non abbia più le spalle tanto coperte da quando è in carica il governo Monti. Il povero Berlusconi ha dovuto prendere atto che il suo a tenere sulla corda l’appoggio al governo non ha funzionato: al contrario di come è accaduto negli ultimi vent’anni pare che i suoi interessi verranno dopo quelli degli altri cittadini italiani. Tra  problemi interni al PDL, e i guai giudiziari, l’ex Presidente del Consiglio non sembra avere più il “peso” necessario a sostenere le sue aziende.

La sospensione del Beauty Contest che avrebbe di fatto regalato sei frequenze televisive nazionali che valgono invece qualche miliardo di euro in un momento in sui lo stato deve fare cassa è stato un atto che ha danneggiato e non poco i poveri vertici del gruppo Mediaset.

E così il buon Confalonieri ha giocato l’ultima carta disponibile, la stessa utilizzata ai tempi dei primi governi si sinistra pronti a tagliare quei privilegi che poi nessuno ha intaccato: il lavoro dei seimila e rotti dipendenti di Mediaset sono, in queste condizioni, in serio pericolo. Quindi il governo dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e smetterla con questa campagna demagogica contro gli interessi di Berlusconi.

Capito il ricatto? E già come se in questa fase di recessione il posto non fosse a rischio per tutti e non solo per i dipendenti di Confalonieri.

Con tutto il rispetto per le seimila famiglie che vivono con lo stipendio di Mediaset c’è da augurarsi che Corrado Passera, il Ministro dell sviluppo economico non cada nel tranello e che faccia rispettare le leggi con l’obiettivo di tutelare gli interessi dei cittadini italiani.

Il gusto di vederli prima (o meglio in contemporanea)

tvPrende sempre più piede l’abitudine degli internauti di non attendere i tempi del marketing televisivo ma di godersi il prima possibile le proprie serie televisive preferite. Già perchè da sempre le migliori serie tv vengono dall’America e noi italiani dobbiamo attendere che un dirigente di RAI, MEDIASET o di SKY ne acquisti i diritti per la tv italiana. Se va bene, complici anche i canali a pagamento satellitari e quelli del digitale terrestre, si potranno godere le puntate del Dr. HOUSE, di HEROES, di DOLLHOUSE, di FRINGE o di THE BEAST con un anno o due di ritardo rispetto alla loro messa in onda nel paese di origine. E se poi va male non vedremo mai la serie tv: come è successo a SPACE: ABOVE AND BEYOND che messa in onda nel Nord America, in Inghilterra e in mezzo mondo, non è purtroppo mai arrivata sui nostri schermi.

Comunque per chi non può attendere e sa sfruttare le risorse messe a disposizione dalla reteContinua a leggere

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