NON ESISTONO LIBRI SBAGLIATI

Premetto che nella polemica sull’intervista al figlio di Riina sul primo canale della televisione pubblica, mi trovo concorde alla maggioranza di coloro che si sono espressi negativamente in proposito non tanto nel giudicarne il merito, ma quanto per i modi superficiali con il quale tutta l’operazione è stata confezionata e trasmessa.

L’assenza di domande di spunto giornalistico da parte del ruffiano intervistatore non hanno aggiunto nulla a ciò che già era di dominio pubblico, trasformando l’occasione di svelare ulteriori dettagli di un fenomeno certamente negativo, in una semplice ‘marchetta’ promozionale.download

Precedenti, più illustri ce ne sono pure stati a firma di grandi e illustri giornalisti che hanno però saputo gestire la patata bollente con il giusto mestiere di una professione difficile, incalzando ragionevolmente chi avevano di fronte ed era dalla parte del torto, senza fastidiosi salamelecchi e surreali dipinti idilliaci a scapito della verità.

A che pro cimentarsi in una simile operazione se non mostrare all’opinione pubblica il lato oscuro da esecrare oppure rendere tutti partecipi del percorso di redenzione di chi è caduto e vuole magari rialzarsi? L’altra sera invece si è fatto passare un malavitoso (condannato per mafia) come un figlio qualsiasi di genitore che per professione fa il mafioso ed è capace di accarezzare il proprio pargolo con la stessa mano del carnefice: in un paese come il nostro impegnato ogni giorno nella lotta alle organizzazioni criminali e alla loro guasta visione della vita è qualcosa di oltraggioso e inconcepibile.

Come sia possibile che sulla televisione pubblica, che dovrebbe avere come primo obiettivo non certo la ricerca dell’audience a tutti i costi, venga trasmesso un simile spettacolo è la cosa di cui mi capacito di meno. E con questo penso di aver chiarito a sufficienza il mio pensiero al di là di ogni possibile fraintendimento.

Come ahimè spesso accade, lo strascico delle successive polemiche, amplificate dal solito onanismo mediatico, quello di quelli che si svegliano dopo il fattaccio anche se avrebbero dovuto farlo prima, insieme a quelli che per professione sguazzano nei frivoli dibattiti schierandosi dove tira il vento, rischia di travolgere ogni cosa e di aggiungere danni al danno.

Esistono idee sbagliate, magari contrarie alle nostre convinzioni, così come esistono uomini che hanno scelto di vivere in modo sbagliato, Continua a leggere

Stasera su RAITRE: PRESADIRETTA ci parla di MATTEO MESSINA DENARO

Torna l’appuntamento con PRESADIRETTA stasera su Raitre con l’inchiesta “MATTEO MESSINA DENARO” di Riccardo Iacona, con Danilo Procaccianti e Fabrizio Lazzaretti. Un’inchiesta sui 21 anni di latitanza dell’ultimo dei grandi boss della mafia. Ospite in studio Sonia Alfano, deputato al Parlamento Europeo e presidente della Commissione Antimafia Europea.


Noi saremo davanti al televisore il lunedì alle ore 21.05 su Raitre.

Invece per coloro che avessero ben altro da fare ricordiamo che Rai.tv mette a disposizioni le puntate della trasmissione a partire dal giorno dopo.

Stasera su RAITRE: PRESADIRETTA ci parla di mafia

Riprende PRESADIRETTA nella prima serata del lunedì di Raitre con l’inchiesta “Il tesoro della mafia” di Riccardo Iacona, con Danilo Procaccianti, Rosita Rosa e Andrea Vignali.

Ospite in studio il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Nicola Gratteri. Uno dei magistrati più impegnati nella lotta contro la mafia, uno dei protagonisti della stagione dei maxi sequestri di droga. Con lui PRESADIRETTA racconta l’operazione “New Bridge”, condotta dalla Polizia di Stato e dall’Fbi che dopo due anni di indagini, ha spezzato il ponte tra la Cosa Nostra americana dei Gambino e le potenti cosche ndranghetiste del reggino, alleate nel traffico della droga. Le telecamere di PRESADIRETTA hanno seguito gli arresti di pochi giorni fa a New York e in Calabria.

In questa puntata di PRESADIRETTA il racconto della presenza mafiosa nel nostro paese. La capacità della ndrangheta di infiltrarsi nelle amministrazioni locali, che ha provocato lo scioglimento per mafia del primo Comune lombardo, Sedriano. E poi il tema dei tesori della mafia nelle mani dello Stato. Si stima che i beni confiscati in Italia abbiano un valore di circa 30 miliardi di euro. E cosa fa lo Stato con questi beni? Sappiamo che dal primo sequestro di un bene all’assegnazione definitiva a un Comune o a un’Associazione possono passare anche 20 anni. Dalla Sicilia alla Calabria fino in Puglia e ancora in Campania, nel Lazio e in Toscana. Alberghi, ristoranti, cave, raffinerie, supermercati. Che fine fanno le aziende confiscate? Su 1708 imprese passate nelle mani dello Stato, solo 60 risultano pienamente attive. Le imprese sequestrate alle mafie falliscono, quasi tutte. Troppo spesso la frase che ricorre è “la mafia ci dava lavoro, è arrivato lo Stato e siamo in mezzo alla strada”.

Noi saremo davanti al televisore ogni lunedì alle ore 21.05 su Raitre.

Invece per coloro che avessero ben altro da fare ricordiamo che Rai.tv mette a disposizioni le puntate della trasmissione a partire dal giorno dopo.

20 anni fa la strage di Capaci

Avevo compiuto da poco vent’anni il giorno che le immagini della morte di Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Vito Schifani,Rocco DicilloAntonio Montinaro, con quel cratere sull’autostrada di Palermo sconvolsero gli italiani tutti.

Di quel periodo ricordo sopratutto lo sdegno della gente che stendeva lenzuoli bianchi ai balconi e che scendeva in piazza a gridare contro la mafia senza paura. C’erano tanti giovani come me che volevano un paese migliore in cui vivere in pace. Pareva che quelle persone morte avessero davvero vinto e che era l’inizio della fine della piaga che affligge il nostro paese. Ma purtroppo così non è stato e siamo ben lontani dal momento in ci sentiremo chiedere dai nostri figli cos’era la mafia.

Sono passati vent’anni e siamo qui a celebrare il ricordo consapevoli che pochi alla fine ebbero il coraggio di raccogliere l’eredità di Falcone e chi l’ha fatto ci ha rimesso la vita in solitudine come accaduto poi a Paolo Borsellino, anche se sono in molti coloro i quali oggi si riempiono la bocca con le loro parole.

Stasera su Raitre PRESADIRETTA ci parla della MAFIA AL NORD

L’appuntamento la domenica sera alle 21:30 su Raitre è con Riccardo Iacona e le inchieste della redazione di PRESADIRETTA.

“Mafia al nord” è un’inchiesta di Domenico Iannacone e Danilo Procaccianti, dedicata alle infiltrazioni mafiose in Piemonte e Liguria, che cercherà di spiegare il complesso sistema di relazioni della criminalità organizzata calabrese al nord.

Ci sarà la testimonianza del collaboratore di giustizia Rocco Varacalli, affiliato della ‘ndrangheta dall’età di 15 anni, che dal giorno del suo pentimento (nel 2004) ad oggi, ha consentito le indagini sui business del traffico di droga, del gioco d’azzardo, delle estorsioni e delle infiltrazioni negli appalti pubblici, culminate nelll’operazione “Minotauro” della Dda di Torino.

Noi saremo davanti al televisore ogni domenica alle ore 21.00 su RAITRE, ma per coloro che avessero ben altro da fare ricordiamo che RAI.TV mette a disposizioni le puntate della trasmissione a partire dal giorno dopo.

Peppino Impastato: un eroe italiano

Che il nostro paese avesse ormai preso una china razzista e individualista era sotto gli occhi di tutti. Ultimamente poi, quelle frange di ominicchi che non osavano alzare troppo la voce per paura del pubblico lubridio, forti dell’inconsistenza dell’opinione pubblica instupidita dal gossip e con i giornali poco inclini ormai a informare, ha iniziato ad applicare sistematicamente a vari livelli il loro fosco piano.

Fomentando la povera gente contro quei poveri che cercano la salvezza nel nostro paese e attaccando le basi del nostro sentire nazionale.

impastatoChe il federalismo si applicasse anche al ricordo delle brave persone oltre che alla riscossione delle tasse non ce l’aveva detto nessuno. Dire che Impastato non fosse degno di essere ricordato in una biblioteca del bergamasco è dire che la mafia è un problema del solo meridione d’Italia. Già, peggio per loro se la gente muore lottando per le proprie idee. Al nord sono tutti liberi e di questi esempi non ce né bisogno.

Anziché portare ad esempio ai propri figli la figura di un uomo onesto e impegnato lo si chiama terrone e si levano quelle targhe che qualche facinoroso gli ha dedicato. Si dimentica che le organizzazioni criminali si sono in tutto il nostro povero paese, senza che le istituzioni si impegnino efficacemente a combatterle perché ormai sempre più colluse.

Evviva l’Italia.

Evviva gli italiani (sopratutto quelli che vorrebbero cambiare l’inno di Mameli con il Va’ Pensiero).

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