ISTAT 2018, il mio paniere è differente…

Come ogni anno l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ha rivisto il paniere di prodotti (una lista di 1489 prodotti, tra beni e servizi) che utilizza per rilevare l’economia nazionale (calcolando tra gli altri, il tasso di inflazione, ovvero la variazione dei prezzi al consumo). Ovviamente il paniere NIC è un metodo statistico di rilevazione che tiene conto delle diverse abitudini dei consumatori italiani.

Escono dal paniere e quindi non saranno più monitorati beni quali i dispositivi MP4 (chi li utilizza più? oggi la musica si ascolta piuttosto via streaming sullo smartphone), i costi di telefonia pubblica (a trovarla una cabina telefonica…) e il canone RAI (è diventata una tassa direttamente riscossa via bolletta energetica).

Entrano nel paniere la frutta esotica (mango ed avocado), i vini liquorosi, la lavasciuga e il robot aspirapolvere.

Altre modifiche sono state fatte sull’elenco dei comuni in cui i prezzi vengono rilevati e sui “pesi” delle diverse categorie di spesa sul calcolo finale (è aumentato il peso di Trasporti e Servizi ricettivi e di Ristorazione ed è ahimè calato quello dell’Istruzione).


Considerazioni del Cittadino Imperfetto:

Scorrendo il paniere ISTAT mi sono accorto che la mia spesa è… differente…
L’avocado mi fa schifo e non capisco perché dovrei preferire il mango alla “classica” banana che è il frutto praticissimo. Ascolto la musica su fedele Ipod su cui carico la musica che più mi piace, sono praticamente astemio e il vermuth pensavo lo bevesse solo mio nonno, la biancheria la faccio asciugare sullo stendino in bagno e al robot aspirapolvere preferisco lo swiffer.
Se poi scorro il resto dell’elenco mi viene da ridere e piangere insieme… …pensare che l’indice utilizzato per rivalutare le pensioni degli anziani venga calcolato anche sul prezzo dei tatuaggi, degli smartwatch, delle soundbar e delle action camera. Boh!

In cosa ho sbagliato nella vita?

 

Al via il 15esimo censimento

Parte oggi, 9 ottobre 2011, la nuova “conta” degli italiani, che fotograferà come è cambiata l’Italia negli ultimi dieci anni: da oggi si può infatti compilare il questionario per il quindicesimo censimento italiano.

Il censimento 2011, via internet o sul modello cartaceo costerà ben 590 milioni di euro (di cui 220 per le spese correnti e 30,8 per la remunerazione del personale assunto dall’Istat a tempo determinato).

Il primo censimento del 1861 mostrava un’Italia giovane con una prevalenza di maschi e famiglie numerose. Nel 2001 sono stati censiti quasi 57 milioni di residenti, con le donne in testa, famiglie con una media di 2,6 componenti e gli ultrasessantacinquenni all’8,4 per cento della popolazione.

A marzo 2012, quando verranno diffusi i primi dati, sapremo quanto siamo cambiati, aggiornando così l’istantanea del Paese.

P.S.: Si sono registrati notevoli disagi per quegli utenti che hanno scelto di compilare via internet il questionario del censimento collegandosi all’apposito sito muniti della password stampata sulla prima pagina del modulo arrivato a casa. Secondo quanto riferito dall’Istat si sarebbero raggiunti picchi di 500.000 collegamenti contemporanei con conseguenti rallentamenti e difficoltà di accesso. Occorre ricordare che sebbene il censimento faccia riferimento alla data del 09 ottobre 2011, c’è tempo fino alla fine dell’anno (ed oltre per i grossi centri) per consegnarlo. 

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