[Hack] Raspberry Pi email print server

Problema: Ho la necessita di stampare e/o far stampare documenti quando sono fuori casa. Purtroppo ho l’abitudine di tenere spenta la stampante sulla scrivania e non ho modo di accenderla da remoto. La tempistica di stampa non è importante, non mi importa quando i documenti saranno stampati, ma che i documenti vengano effettivamente stampati.

Soluzione: L’idea è di inviare i documenti da stampare via email a una casella appositamente creata per lo scopo. Il Raspberry Pi (serverino che fa tanti altri lavori ed è quindi sempre acceso) provvederà periodicamente a controllare la posta (diciamo ogni 20 minuti durante la giornata), a salvare gli allegati su una chiavetta USB e a stamparli quando la stampante risulterà effettivamente disponibile.

Ingredienti:
– Raspberry Pi (nel mio caso un model B+);
– pendrive USB;
– account email ad hoc;
– python;
– libreria imaplib;
– stampante.

Procedimento: Continua a leggere

La battaglia di GMAIL contro i virus spediti via email

[AVVISO] Dal prossimo 13 febbraio il servizio di posta più utilizzato al mondo bloccherà l’invio di allegati Javascript (.js). Questa è la risposta di Google agli hacker che sempre più spesso utilizzano le mail per  infettare usano file JavaScript per provocare il download e il successivo caricamento di codice malevolo (malware, ransomware, ecc…).except

Le limitazioni negli allegati non sono certo una novità per i ragazzi di Mountain View che come spiegano in questa pagina già bloccano per la loro potenziale pericolosità una pletora di file con determinate estensioni: .ADE, .ADP, .BAT, .CHM, .CMD, .COM, .CPL, .EXE, .HTA, .INS, .ISP, .JAR, .JSE, .LIB, .LNK, .MDE, .MSC, .MSP, .MST, .PIF, .SCR, .SCT, .SHB, .SYS, .VB, .VBE, .VBS, .VXD, .WSC, .WSF, .WSH

gmail-iconGli utenti che cercano di spedire email contenenti allegati di questo tipo sono soliti ricevere il seguente avviso di sicurezza che spiega il motivo per cui non è possibile completare l’operazione: «Questo messaggio è stato bloccato perché il suo contenuto costituisce una potenziale minaccia per la sicurezza“.»

In molti casi è possibile ovviare alla limitazione dell’invio di file eseguibili, script o altre tipologie di file bloccati, inserendoli in un archivio Zip (meglio se cifrato), oppure affidandosi a Google Drive, Microsoft OneDrive, Dropbox ecc…

WordPress.com reimposta le credenziali di 100.000 account come precauzione dopo la pubblicazione delle password di Gmail

Quanti hanno preso in seria considerazione ciò che è accaduto qualche giorno fa con la pubblicazione delle credenziali (username e password) di 5 milioni di account di Gmail? In giro le voci sono le più contrastanti. C’è chi addirittura minimizza l’accaduto facendo presente che molti degli account non esisterebbero nemmeno più.

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C’è chi invece ha preso più seriamente la cosa e ha pensato bene di metterci una pezza cercando di prevenire, per quanto possibile, illeciti ed abusi. E’ il caso della Automatticovvero la società che tra l’altro gestisce uno dei più grandi degli spazi per blogger sulla rete e cioè WordPress.com (su cui ad esempio sono ospitate le pagine della CNN, SONY e modestamente pure quelle del CITTADINO IMPERFETTO), che ha analizzato l’ormai arcinota lista trapelata si è accorta che circa 100.000 account violati si riferiscono a utenti di WordPress.com che utilizzano la medesima password di Gmail.com. L’Automattic ha voluto mettere in chiaro che i propri sistemi non sono stati oggetto di abusi, ma in via preventiva questi utenti si sono visti “resettare” la password e, avvertiti via email, sono stati sollecitati a modificare la password di accesso.

Valgono in questo caso le solite raccomandazioni che sono tanto ovvie quanto importanti e al contempo disattese: NON UTILIZZARE MAI LA MEDESIMA PASSWORD, ma utilizzarne di diverse per i diversi servizi a cui ci si registra. Importante è poi usufruire, quando possibile, della DOPPIA VERIFICA DELLE CREDENZIALI.

Via | TNW

End-to-end: le e-mail cifrate con Gmail

Quello della tutela della privacy in rete è un problema contrastato. Se da una parte le manie di protagonismo nei social network impongono a soprassedere alla minima pudicizia per pubblicare foto, preferenze personali, stati affettivi e molto altro andrebbe invece maggiormente tutelato perché inerente alla sfera privata, sono in molti coloro i quali hanno capito che il Web, per sua natura, oltre a fornire nuove libertà d’espressione può essere trasformato facilmente in un potente mezzo di raccolta dati personali.

emailsicurezzaIn nome della sicurezza e del marketing sfacciato si raccolgono ogni giorno montagne di questi dati che finiscono nelle mani di poteri più o meno legittimi. E se da un lato cresce l’indignazione per la mancanza di tutela della privacy, dall’altro siamo costretti a chiudere un occhio sulle politiche spregiudicate di chi all’apparenza offre pregevoli servizi gratuiti divenendo potenze economiche emergenti facendo incetta dell’oro nero del nostro mondo presente/futuro ovvero le informazioni.

Oramai è risaputo tutti che la nostra vita digitale è monitorata e c’è chi sta cercando di correre ai ripari. E se i grandi della rete sono spesso accusati di fornire a destra e a manca i dati dei loro utenti, sono loro in prima linea nella ricerca di una maggiore tutela della privacy attraverso l’impiego di nuove e vecchie tecnologie.

E’ noto da tempo che Google per Gmail era alla ricerca di un sistema di comunicazione protetta “end-to-end” in cui sia garantita la riservatezza delle informazioni scambiate  da un capo all’altro della trasmissione, da mittente a destinatario e viceversa.

gmailProprio oggi Google ha annunciato il rilascio di un’apposita estensione del suo browser Chrome che consente di attivare la crittografia OpenPGP per scongiurare la lettura del contenuto dei messaggi di posta elettronica da parte di persone non autorizzate. Al momento l’estensione non risulta ancora essere stata pubblicata sul Web Store, ma la si attende da un momento all’altro, dopo il completamento dei test da parte dei beta-tester.

OpenPGP è  lo standard per l’invio e la ricezione di e-mail cifrate più utilizzato al mondo, direttamente derivato da PGP (Pretty Good Privacy), messo a punto nel 1991 da Phil Zimmermann (approfondisci con Wikipedia). key-with-shadow-bitLe e-mail vengono criptate e decriptate utilizzando rispettivamente una chiave pubblica (Public Key) ed una privata (Private Key). In pratica il mittente cripta il messaggio utilizzando la Public Key del destinatario che a quel punto potrà leggere il messaggio utilizzando solamente la propria chiave privata. Il processo un po’ macchinoso e benché sia disponibile da diverso tempo è stato fino ad adesso appannaggio dei più paranoici e di chi era comunque disposto a perdere un po’ di tempo in nome della tutela delle proprie missive in rete.

Si è cercato quindi di rendere l’utilizzo di queste tecnologie sempre più user-friendly. In realtà OpenPGP poteva essere già abilitato come estensione/plugin del browser (Chrome e Firefox) per le webmail (Gmail, Yahoo, Outlook.com, GMX), ricorrendo all’ottima estensione Mailvelope.

Quello che è stato realizzato dai tecnici di Google è creare un’estensione che portasse OpenPGP a comunicare in maniera nativa con il servizio di Gmail creando una nuova libreria in Javascript. Il funzionamento della nuova estensione è spiegato nell’apposita pagina sul sito Google Code.

Gmail down: 24 gennaio il servizio di posta di Google non funziona

google_gmail_downDa qualche minuto Gmail non funziona e quando si cerca di utilizzare il servizio di mail fornito da Google si viene dirottati su una pagina che informa del disservizio.

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Il problema sembra coinvolgere tutto il mondo e la rete è piena di utenti che si lamentano del disservizio sui vari social network.twitter_gmail_down

Secondo gli esperti si tratterebbe di un anomalo flusso di traffico che avrebbe messo a dura prova i server di Gmail che alla fine sono crashati. Speriamo che vengano al più presto ripristinati .

Gmail adesso permette di inviare messaggi agli utenti di Google+ ma c’è la “scappatoia”

gmail_g+

Google sta spingendo in ogni modo la sua piattaforma social Google+ che presenta alcuni pregevoli aspetti rispetto al principale competitor Facebook, ma che soffre in quanto a partecipazione. Qualche mese fa la rivoluzione è iniziata quando i ragazzi di Mountain View hanno pensato bene di integrare Google+ a Youtube per quanto riguarda i commenti che da allora si possono scrivere sotto i video  solo attraverso Google+ con buona pace degli youtubers.

gmailCome da comunicato ufficiale apparso sul blog di Google Italia, adesso è l’ora di Gmail dal quale si potranno inviare delle email a quelli di Google+ senza conoscerne l’indirizzo email. Sarà sufficiente iniziare a digitare il nome nel campo del destinatario e insieme ai suggerimenti della rubrica compariranno anche quelli delle Google+ connections. Molto probabilmente avrete già ricevuto una email dal team di Gmail che vi avvisa della bella novità.

Già combattiamo una guerra persa contro lo spam e sprechiamo molto tempo a trovare le email “serie” in mezzo a tutta la spazzatura che si riceve ogni giorno (sebbene i filtri di Gmail in questo senso siano tra i migliori al mondo), d’ora in poi saremo “disturbabili” anche dagli utenti di Google+ che senza conoscere il nostro indirizzo di posta potranno mandarci delle email.

Le polemiche in queste ore si sprecano e sono in molti a deprecare la mancanza di tutela della privacy degli utenti. “Se gli utenti Google+ hanno bisogno di comunicare si può creare un sistema di messaggi interno, connettere Gmail non ha alcun senso…

Fortunatamente c’è il modo di evitare pasticci e di continuare ad utilizzare Gmail solo per le email “serie”. Occorre andare nelle impostazioni della vostra casella di Gmail e settarla come segue sotto al menù “Generali“:

gmail_google+

Si potrà scegliere se si vuole far comparire il proprio profilo social (e quindi essere contattati) nei suggerimenti di Gmail solo alle proprie cerchie, alle cerchie estese (quindi amici degli amici) o meglio a nessuno.

Google Takeout ovvero come scaricare i nostri dati dai servizi di Google (Gmail, Calendar, ecc…)

I servizi online di Google sono eccellenti e gratuiti e utilizzati ormai da milioni di persone in tutto il mondo.

google_prodottiGoogle nasce come motore di ricerca ma nel tempo ha saputo crescere con l’evolversi della rete fornendo strumenti utili ed efficaci agli utenti del web. Ogni giorno guardiamo la posta su Gmail, utilizziamo i reminders di Calendar, ci scambiamo messaggi con Hangouts, guardiamo video con Youtube, utilizziamo lo spazio di archiviazione di documenti con Google Drive, ecc…

I nostri dati rimangono lì nel Cloud con innumerevoli vantaggi: ci possiamo spostare da un device all’altro, da un punto all’altro del mondo, senza dover scaricare o sincronizzare nulla.

Il rovescio della medaglia è che non abbiamo il controllo assoluto dei nostri dati. E cosa accadrebbe se per un qualsiasi motivo (la sicurezza dei servizi offerti è fuori di dubbio, ma lo è anche la capacità degli hacker di combinare guai in rete, ma è già successo in passato solo per un piccolo bug) Google dovesse perdere i nostri dati? Email, contatti, foto, documenti che avevate sotto mano sullo smartphone, sul portatile e sul PC improvvisamente sarebbero svaniti nel nulla… 

In realtà da tempo esiste uno strumento tramite il quale la stessa Google consente di trasferire offline tutti i nostri dati: si tratta di Google Takeout.

google_takeout

Tramite Google Takeout è possibile creare un archivio (di default in formato .zip) contenente ad esempio i nostri messaggi di posta oppure i nostri documenti di Drive ecc… e quindi trasferirlo sul nostro computer e magari salvarlo su qualche supporto di backup (pendrive, DVD, ecc…).

Si tratta di uno strumento molto potente e ben organizzato che permette di scegliere in dettaglio i dati che ci interessa archiviare (ad esempio di Gmail potremmo volere archiviare solo i messaggi di una certa etichetta, così come una specifica cartella di Drive, ecc…).

Un’ulteriore dimostrazione di quanto questo servizio sia user frendly e all’altezza di Google la si ha al momento dell’effettiva creazione dell’archivio allorché, in presenza di una certa mole di dati e quindi di tempo per eseguire il processo, si può scegliere di essere avvertiti con una email dell’avvenuta preparazione dell’archivio da scaricare).

Google_takeout_2

Lo strumento per stare tranquilli quindi esiste ed è veramente facile da utilizzare, basta ritagliarsi qualche minuto di tempo per creare copie di sicurezza dei nostri dati.

Arriva Gmail Blue (ma è solo un pesce d’aprile)

gmailblue

Dopo sei anni di sperimentazioni (ci hanno provato anche con l’arancione, ma è stato un disastro), ecco che i ragazzi di Mountain View pronti a presentare un servizio in grado di rivoluzionare le mail… il nuovo Gmail Blue

Davvero un bello scherzetto confezionato il pesce d’aprile. Speriamo che i ragazzi di Microsoft ci abbiano riso sopra intenti come sono a realizzare il loro Windows Blue.

Mozilla Thunderbird, Lightning e Google Calendar

Impariamo a integrare un calendario in Thunderbird e sincronizzarlo con Google Calendar

Thunderbird di Mozilla Foundation è un buon client di posta elettronica e news reader in circolazione, sicuramente tra quelli Open Source multipiattaforma, il migliore.

Dal 2004 quando è stato rilasciato per la prima volta  Thunderbird ha riscosso sempre più successo divenendo in poco tempo il principale concorrente di Outlook di Microsoft.

Diverse le funzionalità presenti nella versione corrente del programma (3.1.4 rilasciata il 16 settembre 2010) localizzato in italiano:

  • procedura guidata per la creazione di un account di posta: tutto ciò occorre sapere sono il tuo indirizzo di posta e la password: la procedura guidata interrogherà il nostro database e individuerà le impostazioni corrette;
  • Filtro baynesiano anti-spam: una potente forma di filtraggio dello spam sulla base del contenuto dei messaggi;
  • rubrica a portata di clic: si può aggiungere un contatto alla rubrica semplicemente facendo clic sulla stella presente nel messaggio ricevuto;
  • segnalazione allegati mancanti: con la verifica della presenza della parola allegato (e altri elementi come le estensioni dei file) nel corpo del messaggio, prima di procedere con l’invio, ci viene ricordato di inserire un allegato;
  • registro attività: si tiene traccia di tutte le comunicazioni avvenute tra il client e il server di posta;
  • barra degli strumenti Filtro rapido: consente di filtrare le e-mail più velocemente. Inizia a digitare nel campo di ricerca e i risultati verranno visualizzati immediatamente.

Come tutti i programmi ha però il suo tallone di Achille: in Thunderbird non è infatti presente il calendario per gestire e organizzare la propria agenda. Gli sviluppatori della Mozilla Foundation hanno scelto di gestire il calendario con un’applicazione apposita che si chiama Sunbird. Ma se non volete rinunciare alla possibilità di gestire la vostra agenda dentro Thunderbird c’è la soluzione. Continua a leggere

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