Vignetta: “Grillo sfida Napolitano: il suo discorso di fine anno in contemporanea a quello del presidente”

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Esattamente alla stessa ora del messaggio di fine anno del presidente della Repubblica. Anche quest’anno Beppe Grillo promette su Facebook (con tanto di pagina per gli eventi) di tenere un contro discorso.

Vignetta: “Napolitano chiede adesso alla Camere di risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri”

amistia e/o indulto

…and the winner is… Giorgio Napolitano

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La politica italiana non riesce a superare se stessa e l’incapacità a fare quel salto di qualità che sarebbe la soluzione alla brutta situazione economica e sociale in cui versa il paese. In questi giorni davanti agli occhi di un basito popolo italiano e allo scherno del mondo intero, sono state tante le occasioni perdute.

Cercare il capro espiatorio sarebbe  a questo punto inutile. I candidati “fatti girare” e man mano “scaricati” erano per lo più delle persone valide, tanto Giorgio Napolitano. Il problema è semmai nel metodo. Abbiamo visto i limiti della cieca verginità grillina e le lacerazioni di una sinistra che sembra stare assieme solo per le poltrone. E che dire della destra? Sornioni hanno guardato l’affondamento della controparte politica e sbeffeggiato i nuovi arrivati: ci si aspetterebbe molto di più da chi rappresenta un terzo degli elettori italiani.

L’elezione di Giorgio Napolitano molto probabilmente ci darà un tono almeno sul piano internazionale, mentre all’interno significa un “commissariamento” di un sistema incapace di rinnovarsi e quindi inutile. Tutto sommato poteva andarci peggio. E a chi si lamenta ora, chiedo solo di fare un po’ di autocritica: quelli che siedono in Parlamento li abbiamo votati e quindi ci rappresentano, sono lo specchio della nostra società. Inutile criticare e fare la faccia schifata: chi ha il coraggio di guardarsi allo specchio? meditate gente, meditate.

La festa della Repubblica in un doodle di Google

La home page italiana del motore di ricerca di Google celebra oggi la Festa dell Repubblica. Il doodle mostra il logo dei ragazzi di Mountain View con tre bambini che con aria di festa sventolano il tricolore.

La Repubblica si celebra il 2 giugno perché fu proprio il 2 e 3 giugno del 1946, che gli italiani scelsero con il referendum di dire addio alla vecchia monarchia per decidere democraticamente il loro destino. Il giorno della Festa della Repubblica tanto voluta dal Presidente Giorgio Napolitano si svolge quest’anno tra le critiche e tra una dura battaglia di tutto un popolo della rete che avrebbe voluto che si evitasse la costosissima parata e vedere le istituzioni celebrare la nostra Repubblica Costituzionale nelle terre in difficoltà dell’Emilia, soggetta a continui terremoti.

Polemiche sul 17 marzo, festa nazionale dell’Unità d’Italia

Di celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia sembra non interessare proprio nessuno.

La proclamazione del 17 marzo a festa nazionale non è passata nell’indifferenza con il quale ci apprestiamo a celebrare l’evento solo perché qualcuno si è fatto i conti in tasca.

La data della festa una tantum voluta dal Consiglio dei Ministri che coincide con quel lontano 17 marzo 1861 quando Vittorio Emanuele proclamò il Regno d’Italia, purtroppo cade quest’anno di giovedì.

E passi la chiusura degli uffici pubblici e delle scuole, ma il settore privato ovvero gli imprenditori non sembrano intenzionati a vole sobbarcarsi il costo di una giornata di stipendio con le fabbriche chiuse e i lavoratori a casa a guardare Napolitano che fa visita al Pantheon.

Ai lavoratori dipendenti quindi pare non sia concesso di festeggiare la propria nazione… il CITTADINO IMPERFETTO propone quantomeno che negli aeroporti, stazioni ferroviarie e ai valichi di frontiera sia affissa ben evidenza la scritta Arbeit macht frei.

 

Forse

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