Stasera PRESADIRETTA ci parla di Fukushima

Nuovo appuntamento questa domenica sera alle 21:30 su Raitre è con Riccardo Iacona e le inchieste della redazione di PRESADIRETTA.

Fukushima Italia è un’inchiesta di Riccardo Iacona, Silvia Bencivelli, Sabrina CarrerasElena Stramentinoli, che a distanza di un anno dal terremoto in Giappone e dalla catastrofe nucleare di Fukushima, fa il punto sulla più grande tragedia del Giappone dopo la seconda guerra mondiale.

Proprio oggi in Giappone si commemorano le quasi ventimila vittime (15.000 morti accertate e più di 3.000 ancora ad oggi dispersi) del terremoto di magnitudo 9 della scala richter e del conseguente tsunami con onde alte quaranta metri e la tragedia della centrale nucleare di Fukushima.

E’ anche l’occasione per cercare di capire qual è il piano energetico nazionale italiano. Proprio l’incidente di Fukushima aveva fatto rinunciare alla costruzione di centrali nucleari nel nostro paese. Ma come stiamo realmente affrontando il problema energetico? Dov’è quella rivoluzione verde che avrebbe dovuto puntare sulle energie rinnovabili creando anche nuovi posti di lavoro?

Noi saremo davanti al televisore ogni domenica alle ore 21.00 su RAITRE, ma per coloro che avessero ben altro da fare ricordiamo che RAI.TV mette a disposizioni le puntate della trasmissione a partire dal giorno dopo.

La fine della democrazia

Le parole pronunciate ieri dal Presidente del Consiglio del governo italiano segna, laddove ce ne fosse ancora bisogno, il sigillo della fine della democrazia in Italia.

In totale disprezzo del cittadino e di quella volontà popolare che viene sovente cavalcata al limite del populismo proprio da chi oggi se ne fa beffe. Come oramai siamo abituati in barba a tutti e a tutto poiché il risultato del referendum sarebbe troppo condizionato dal disastro nucleare di Fukushima. Quello che colpisce è la sfacciataggine della dichiarazione a latere dell’incontro con il Presidente francese Sarkosy (dal quale acquisteremmo l’eventuali nuove centrali nuclearicon i contratti già firmati tra ENEL e EDF)…

Pronti a sborsare più di 300 milioni di euro per spostare i referendum a dopo le elezioni amministrative cercando di minarne il quorum, ci si avvale adesso dell’art. 39 della legge 352/1970 che prevede che “se prima della data dello svolgimento del referendum, la legge, o l’atto avente forza di legge, o le singole disposizioni di essi cui il referendum si riferisce, siano stati abrogati, l’Ufficio centrale per il referendum dichiara che le operazioni relative non hanno più corso“. E’ sufficiente una moratoria di un annetto o due per evitare che il popolo italiano decida di NON avvalersi di un’energia pericolosa come quella nucleare. Che il governo dovesse trovare una via d’uscita all’empasse in cui si era ritrovato all’indomani della tragedia della centrale giapponese di Fukushima, era risaputo. Ma che si trovasse un’escamotage per far saltare il referendum e rimandare di qualche tempo i l’inizio dei lavori e che lo si dichiarasse così apertamente è tutt’altro paio di maniche. I cittadini sarebbero troppo sconvolti emotivamente dai nefasti avvenimenti e quindi impreparati ad affrontare serenamente la questione. Quindi meglio rimandare tutto a quando le acque si saranno calmate.

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Girasoli per ripulire suolo radioattivo Fukushima

Finalmente si inizia a parlare seriamente delle strategie che i tecnici stanno mettendo a punto per ripulire il suolo contaminato vicino alla centrale nucleare giapponese di Fukushima.

Vagamente stravagante eppure scientificamente già sperimentata con successo dopo il disastro del 1986 a Chernobyl, il progetto ecologico presentato da Masamichi Yamashita  esperto dell’agenzia spaziale nipponica, che sta studiando come seminare i campi intorno al reattore n. 1 con semi di girasole. Questi fiori hanno la capacità di assorbire alcune sostanze inquinanti, tra cui quelle altamente radioattive come il cesio 134 e 137. Pare che Continua a leggere

Stasera su RAITRE torna REPORT con un reportage sulla FIAT di Marchionne

Torna in prima serata REPORT, la trasmissione di Milena Gabanelli. Questa è la 15a edizione della trasmissione di inchieste giornalistiche incentrate sui problemi legati alla nostra società, all’ambiente, all’economia e alla salute.

L’inchiesta principale di questa sera è incentrata sulla storia recente della Fiat diventata in pochi anni da azienda in crisi sostenuta dallo stato italiano a uno dei principali produttori di auto mondiali con la scalata alla Chrysler e l’appoggio del presidente Obama. Ci si è chiesti qual è il reale piano strategico di Fabbrica Italia. Seguirà l’intervista che Giovanna Boursier ha realizzato a Sergio Marchionne al salone dell’auto a Ginevra, dove si chiarisce anche la questione della residenza fiscale e quanto il manager della Fiat effettivamente contribuisce al fisco italiano.

Si passerà a parlare poi di Fukushima. A due settimane dalla catastrofe una troupe di REPORT si è recata a vedere com’è la situazione a Tokyo e nel resto del Giappone.

Come di consueto, anche quest’anno alla fine di ogni puntata Milena Gabanelli aggiornerà gli spettatori sulle inchieste delle precedenti edizioni. Questa sera si tornerà a parlare di FINMECCANICA.

Se cercate del buon giornalismo d’inchiesta, non perdetevi ogni domenica le inchieste dei videogiornalisti: Giovanna Boursier; Michele Buono; Giorgio Fornoni; Sabrina Giannini; Bernardo Iovene; Giuliano Marrucci; Paolo Mondani; Alberto Nerazzini; Piero Riccardi;Stefania Rimini.

 

TERREMOTO GIAPPONE: la situazione nei 4 reattori di Fukushima

– REATTORE 1: sono riprese le operazioni volte al raffreddamento con acqua marina e boro (quest’ultimo e’ un assorbitore di neutroni e utilizzato per fermare gradualmente la reazione), iniettati nel contenitore primario (vessel) attraverso le condotte del sistema antincendio. Il livello dell’acqua continua ad essere inferiore rispetto ai valori normali nei serbatoi.

– REATTORE 2: il sistema di raffreddamento si e’ interrotto dal 14 marzo e di conseguenza il nocciolo ha rischiato si surriscaldarsi e di fondere. Di conseguenza sono state messe a punto le operazioni per iniettare acqua marina e boro per raffreddare il combustibile. Il livello dell’acqua continua ad essere inferiore rispetto ai valori normali nei serbatoi.

REATTORE 3: sono riprese le operazioni volte a raffreddare il nocciolo con acqua marina e boro, che erano state interrotte in seguito all’esaurimento dell’acqua marina nel serbatoio.

– REATTORE 4: nella notte c’e’ stato un incendio, con rilascio di radioattivita’ pari a 400 microsievert/ora, nella piscina di soppressione, ossia nella struttura a forma di ciambella che si trova alla base del contenitore secondario del reattore. L’incendio, ora completamente domato, e’ stato causato dalla reazione termochimica che avviene quando il vapore caldissimo prodotto dalle barre di combustibile rimaste scoperte arriva a contatto con lo zirconio che riveste le barre di combustibile. Il livello dell’acqua continua ad essere inferiore rispetto ai valori normali nei serbatoi.

VIA Ansa.it

TERREMOTO GIAPPONE: Sul nucleare la Germania è un passo avanti

Dopo lo sgomento provato per le immagini in del terremoto e dello tsunami che hanno devastato il Giappone e i conseguenti parallelismi del tipo “se fosse successo da noi stavamo freschi” è giunto forse il momento di cercare di capire meglio cosa sta accadendo nel Sol Levante perché un conto è seguire in tv le immagini del disastro e dispiacersi per le vittime, un altro è ritrovarsi con la pioggia radioattiva sulla propria testa.

esplosione del reattore di Fukushima

Sebbene se ne stanno lì tutti a tranquillizzarci che la vicenda di Fukushima non è e non sarà un’altra Chernobyl non è per niente tranquillizzante avere qualche decina di barre d’uranio fuse con il rischio di una contaminazione a livello globale.

E in mezzo a questa confusione che facciamo noi italiani… noi si va avanti il nucleare è l’energia del futuro: quella giusta per ricaricare le batterie dei nostri smartphone e accessori vari.

Gli americani dal canto loro Continua a leggere

TERREMOTO GIAPPONE: Chi vuole una centrale nucleare sotto casa alzi la mano…

Mentre assistiamo in queste ore alla tragedia della catastrofe naturale che ha colpito il Giappone, non possiamo fare a meno di fare paragoni con il nostro Bel Paese.

Cosa sarebbe successo nel nostro paese se fossimo stati colpiti da una scossa come quella di ieri che pare fosse 30.000 volte più forte di quella che ha colpito l’Aquila nel 2009? C’è già chi si immagina l‘Italia rasa al suolo, mentre gli esperti stanno lì in televisione a tranquillizzarci che per la morfologia del nostro territorio un simile terremoto non si potrebbe mai sviluppare.

E le immagini dello tsunami che devastano le coste giapponesi? Ancora gli esperti a dire che il Mediterraneo è troppo piccolo per avere una simile devastazione, dimenticando che qualche vulcano c’è anche da noi e nei libri di storia abbiamo studiato almeno un paio di tragedie simili.

E ancora che dire delle notizie che arrivano dalle centrali nucleari di Fukushima? Mentre le autorità giapponesi lottano contro l’incubo del disastro radioattivo, qui da noi quattro politici poco lungimiranti prevedono di far sorger,e in un paese a rischio sismico come il nostro, almeno quattro centrali nucleari. O, magari non succederà mai niente…

Ma proprio non vogliamo imparare che siamo poca cosa rispetto alle forze della natura che va rispettata per rispettare noi stessi?

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