[RISOLTO] – Unable to find path to Kodi data files

downloadDa qualche giorno, dopo l’ultimo aggiornamento di Kodi (il noto software media center disponibile per praticamente tutte le piattaforme) ha smesso di funzionare sul mio PC Ubuntu 16.04: in pratica non si avviava più.

Lanciando il comando di avvio da terminale mi veniva visualizzato il seguente errore: Unable to find path to Kodi data files. In pratica Ubuntu non sapeva più dove cercare i file eseguibili di Kodi e per questo il programma non poteva avviarsi.

Spulciando nel forum di Kodi ho potuto accertare che la situazione è comune a molti utenti che utilizzano Ubuntu 16.04 e sue derivate, i manteiner del software si sono messi prontamente al lavoro e hanno promesso un fix nel prossimo aggiornamento, ma in tanto che fare?

Sempre in rete ho scovato la risposta, l’ho testata e visto che risolve il problema la condivido con tutti quelli che non hanno la pazienza di attendere il prossimo aggiornamento di Kodi.

La soluzione è semplice: Continua a leggere

9 luglio l’apocalisse del web (!?!): istruzioni per evitare problemi con DNSchanger

Per chi ancora non ne fosse a conoscenza lunedì 9 luglio potrebbero esserci dei seri problemi in rete causati dallo spegnimento da parte dell’FBI dei server di backup che permettono a tutt’oggi a circa 300.000 PC e Mac (ma anche i router) infettati dal malware DNSchanger di entrare in rete.

L’8 novembre scorso con un operazione denominata “Ghost Click” l’FBI ha smantellato un’organizzazione criminale estone che ha creato una propria rete per veicolare virus e trojan ai PC infetti. Mentre la normale navigazione in internet avviene tramite una rete di server DNS che si preoccupano di risolvere i nomi dei dei nodi di internet (host) attraverso un database distribuito, una volta infettato il computer DNSchanger andava ad utilizzare dei server malevoli localizzati in Estonia, a New York e a Chicago che si occupavano di dirottare il traffico su siti particolari per succhiare informazioni (e denaro) e inoculare virus e trojan.

Il fatto è che dopo aver smantellato i server malevoli l’FBI, per evitare il blocco all’accesso ad internet di centinai di migliaia di utenti, è stata costretta dal tribunale di New York a mettere in piedi, insieme a un gruppo non profit, una serie di server alternativi che fino al 9 luglio (data in cui questi server verranno spenti) hanno “dirottato” il traffico generato dal malware su server controllati dalle autorità.

Il rischio effettivo è che lunedì siano in molti coloro i quali scopriranno di non avere più accesso alla rete visto che  tra quelle centinaia di migliaia di computer che si stima siano ancora infetti molti sono localizzati proprio in Europa: magari non sarà proprio l’apocalisse, ma vuoi mettere il disappunto di scoprire che proprio a te doveva capitare di non potersi collegare a internet (!?!).

Quello che possiamo fare per stare tranquilli è sapere se i nostri computer sono stati infettati dal malware e per farlo sono stati messi in campo dagli esperti dei semplici quanto efficaci strumenti di test e di fix. Continua a leggere

Windows 7 Service Pack 1 disponibile per il download

Come promesso  da Microsoft, il primo service pack di Windows 7 è stato rilasciato oggi tramite il Windows update.

Windows 7 SP1 non aggiunge particolari novità a quello che da molti è già ritenuto come una delle versioni più complete di Windows: oltre alla comoda raccolta di tutte le patch e i fix pubblicati finora, Windows 7 SP1 introduce RemoteFX, funzionalità che richiede la presenza di Windows Server 2008 R2 per essere usato: si tratta sostanzialmente di una tecnologia in grado di permettere la riproduzione di video ad alta qualità e applicazioni 3D tramite una sessione di desktop remoto.

Via | Downloadblog.it

 

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