La favola del gigante piccolino (file .pdf)

lafavoladelgigantepiccolino


favola inedita – disponibile il file .pdfLA FAVOLA DEL GIGANTE PICCOLINO


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C’era una volta, ma tanto tanto tempo fa, in un luogo tanto tanto lontano, un albero molto molto vecchio che se ne stava tutto il giorno in silenzio ad ascoltare le chiacchiere che le sue tante foglioline scambiavano felici con il simpatico signor Vento.

002Un bel giorno sotto al ramo più grosso dell’albero arrivarono dei folletti che in poco tempo costruirono un castello. Tanto bello quanto piccolo visto che dal portone principale non sarebbe riuscito a passare neppure un topolino.

Le foglie subito si misero a spettegolare su chi mai avrebbe potuto abitare in un castello così minuscolo.

 003Ma solo al calar della sera, quando Continua a leggere

Calendario dell’avvento: 9 dicembre

9 dicembreOggi vi voglio parlare dell’albero di Natale.

L’addobbo dell’albero di Natale è una delle più diffuse tradizioni natalizie. Si tratta in genere di un abete, in casa spesso di materiale sintetico, addobbato con piccoli oggetti colorati, luci, festoni, dolciumi, e tanta fantasia. E’ tradizione che ai suoi piedi vengano collocati i regali di Natale impacchettati, in attesa del giorno della festa in cui potranno essere aperti.

In casa o tenuto all’aperto, viene preparato qualche giorno o qualche settimana prima di Natale (dal CITTADINO IMPERFETTO come in molte famiglie italiane, l’usanza vuole l’addobbo dell’albero di Natale nel giorno dell’Immacolata concezione), e rimosso subito dopo l’Epifania.


La favola dell’albero di Natale

C’era una volta un piccolo albero di Natale che, quando parlava con mamma albero di Natale e papà albero di Natale, non vedeva l’ora di poter indossare le palline colorate, i festoni argentati e le lampadine.

Ogni notte sognava il suo momento, entrare in un bel salotto, gustarsi i sorrisi, gli auguri in famiglia, lasciarsi sfuggire una lacrima di resina dalla contentezza.

E venne finalmente il giorno del piccolo albero di Natale. Venne scelto quasi per caso tra tanti amici alberi di Natale.

Pensava: “Adesso è venuto il mio momento, adesso sono diventato grande.”

Dopo un viaggio, incappucciato di stoffa bagnata per non perdere il verde luminoso dei rami, il piccolo albero di Natale si trovò nella casa di una famiglia povera. Niente palline, niente festoni, solo il suo verde scintillante faceva la felicità dei bambini che lo stavano a guardare con gli occhi all’insù, affascinati.

Era il loro primo albero di Natale. Subito fu una delusione, sperava di poter dominare un salone ricco di regali e di addobbi eleganti.

albero_nataleMa passarono i giorni e si abituò a quella casa povera ma ricca di amore.

Nessuno aveva l’ardire di toccarlo.

Venne la sera di Natale e furono pochi i regali ai suoi piedi ma tanti i sorrisi di gioia dei bambini che per giorni erano
rimasti a guardarli sotto il suo sguardo severo per cercare di indovinare cosa ci fosse dentro.

Venne il pranzo di Natale, niente di speciale.

Venne Capodanno, con un brindisi discreto, ma auguri sinceri.

E venne anche l’Epifania e il momento di andare via. 

Questa volta non lo incappucciarono.

Lo tolsero dal vaso, gli bagnarono le radici e tutta la famiglia lo accompagnò verso il bosco.

Era felice di ritornare con mamma albero di Natale e papà albero di Natale.

Passando per la strada vide tanti suoi amici, ancora con le palline colorate e i fili d’oro e d’argento, che lo salutavano.

Ma c’era qualcosa di strano, erano tutti nei cassonetti della spazzatura, ricchi e sventurati, piangevano anche loro resina, ma non per la contentezza. Chissà dove sarebbero finiti!

Ora il piccolo albero di Natale è diventato un abete grande e possente.

Ha visto tanti figli andare in vacanza per le feste, qualcuno è ritornato, sano o con un ramo spezzato.

Lui guarda da lontano la città dove i bambini del suo Natale lo hanno amato e rispettato.

Perché è un albero di Natale, albero di Natale tutto l’anno, perché Natale non vuol dire essere buoni e bravi solo il 25
dicembre, perché Natale può essere ogni giorno. Basta volerlo, come quel piccolo albero di Natale che ci tiene compagnia sulla montagna, anche se lontano, anche se non lo vediamo.

La favola dell’uccellino

Per fortuna c’è ancora qualcuno che crede alle favole…

La favola dell’uccellino raccontata da Nessuno (Terence Hill) al suo idolo Jack Beauregard (Henry Fonda) e al simpatico vecchietto, nel divertente spaghetti western Il mio nome è Nessuno (1972) ideato dal mitico Sergio Leone, con la regia di Tonino Valerii e musiche di Ennio Morricone.

Morale: Non tutti quelli che ti buttano della merda addosso, lo fanno per farti del male. Non tutti quelli che ti tirano fuori dalla merda, lo fanno per farti del bene. Ma sopratutto, quando sei con la merda fino al collo: stai zitto!!!

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