Tutto quello che salvo di Sanremo 2013

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Io Sanremo non lo guardo. Cioè anche se il televisore familiare è sintonizzato da martedì a sabato su raiuno, tutte le sere a partire dalle ventietrenta, io faccio finta di niente. Personalmente preferisco fare altro, magari leggere (si sono capace di estraniarmi fino a questo punto quando ho in mano il mio Kindle). Le canzonette mi arrivano soffuse come una base incolore e accompagnano altri pensieri. Solo al mugugno o battuta di uno degli altri, alzo distrattamente il capo, cercando di partecipare alla messa cantata sanremese.

Fabio-Fazio-Luciana-Littizzetto-Sanremo-2013Così dell’edizione appena trascorsa posso parlare dell’imbarazzo del bravissimo Crozza, nel senso che ho capito che non era tanto il suo imbarazzo davanti alla becera platea dell’Ariston, ma ho assistito in diretta all’imbarazzo di un’artista per i suoi stolti contestatori. Mi ha fatto un po’ pena l’imitazione di Modugno del minore dei Fiorello, ma che si deve fare per promuovere una fiction al giorno d’oggi. Di Fazio e della Litizzetto invece non posso parlare, so che di tanto in tanto comparivano sullo schermo recitando il solito falso bisticciato copione. Confesso che nei momenti in cui Fazio ci rammentava dei suoi natali artistici in veste di imitatore, io prendevo e andavo al bagno. La Luciana “nazionalpopolare”  ha fatto quello che sa fare e su quel palco tanto è bastato per fare record di ascolti, dimenticando di dire che in certi chiari di luna si preferisce stare davanti alla televisione, visto che in pochi si possono permettere altri svaghi e forse ai più è sfuggita l’offerta televisiva concorrente, visto che non c’è stata.

Salvo invece invece il monologo di Bisio che rispetto agli altri artisti che si sono succeduti sul palco a rallegrare gli spettatori ha avuto il vantaggio di essere l’ultimo e di “sparare” le sue battute ad un pubblico stanco dalle precedenti polemiche e quindi inerme. Lo salvo perché così come ci si aspetterebbe dal miglior giullare ha fatto ridere il pubblico mentre se ne faceva beffe. Bravo Bisio a far credere di essere lì a fare satira sui politici e invece puntare sul popolo che da qui a una settimana andrà alle elezioni, che si lamenta di questo e di quello, ma che ha anche la coda di paglia visto che i reggenti dello sfacelo sono lo specchio di quelli che che li hanno votati.

E così sulle note della colonna sonora dei Vangelis di Blade Runner, il comico ricorda che “ha visto negozianti lamentarsi del governo ladro e  non rilasciare mai uno scontrino”, “ho visto fabbriche di scontrini fiscali, non rilasciare gli scontrini dicendo di aver terminato la carta”, “ho visto ciechi accompagnare la moglie al lavoro in macchina”, “ho visto sordi lamentarsi con i vicini per la musica troppo alta”, “ho visto quelli che si lamentano dell’immigrazione e poi affittano in nero ai gialli, o in giallo i neri, non mi ricordo”, “ho visto quelli che danno la colpa allo stato, sempre, comunque. Se cade un meteorite, se perdono al superenalotto, se la moglie li tradisce, se un piccione gli caga in testa, se scivolano in casa sulla cera. Dov’è lo stato? Cosa fa lo stato? Cosa c’entra lo stato, metti meno cera, pirla”…

Ah dimenticavo delle canzoni non ne salvo nemmeno una. Non credo che da qui a qualche settimana staremo a fischiettare nè quella vincitrice di Mengoni nè quella degli altri. Il Festival di Sanremo arrivata alla sua sessantatreesima edizione è un programma che non ha saputo rinnovarsi che è fatto per gli stessi spettatori che lo guardavano trent’anni fa. Quei giovani che lo guardano non lo seguono per partecipare alla messa cantata, ma solo per sbavare un altro po’ sulle icone che i reality gli hanno confezionano annualmente trasformando dei ragazzi in finti divi. Dovrebbe essere una kermesse che dovrebbe rappresentare il meglio della musica italiana e invece e diventata una vetrina di artisti di seconda fila. Ma questo è quello che passa il convento e bisogna accontentarsi. O no?

Massimo Gramellini a Che tempo che fa del 05.05.2012

La classifica delle notizie della settimana:

5. Due storie parallele: negli Stati Uniti ha fatto scalpore la notizia secondo la quale il CEO di Yahoo avrebbe falsificato la propria laurea Scott Thompson; in Italia ci dobbiamo accontentare di Renzo Bossi “Trota” che si sarebbe laureato a Tirana senza aver mai frequentato e senza sapere una parola di albanese;

4. Chi alza le mani passa dalla parte del torto: l’episodio dello schiaffo dell’ormai ex-allenatore della fiorentina Delio Rossi al suo giocatore Ljajic reo di aver offeso sua madre dopo una contestata sostituzione ha diviso in due l’opinione pubblica. C’è chi deplora il gesto di chi vede nella figura dell’allenatore anche quella di educatore, c’è invece chi lo giustifica vedendo nello scapaccione al giovane maleducato un gesto di antica educazione;

3. Luigi Martinelli è salito alla ribalta per aver assalito un’agenzia di Equitalia nella bergamasca e rappresenta la risposta sbagliata al problema di chi è afflitto dalle troppe gabelle: non toccherebbe alla politica distinguere tra evasori totali e cittadini in difficoltà? C’è invece chi si sente autorizzato a fomentare i cittadini a a non pagare le tasse invece di pensare come ridurre la spesa pubblica.

2. Fermi tutti è una rapina! In Italia succede pure che i rapinati si commuovo della storia del rapinatore e alla fine fanno una colletta per venirgli incontro. Gli italiani sono un popolo generoso e lo dimostrano anche coloro i quali scenderanno in piazza a manifestare contro lo sfratto di una madre che ha perso il lavoro per seguire la figlia malata;

1. Divertentissimo l’involontario siparietto tra Hollande e Sarkozy  durante l’ultimo confronto televisivo tra i due contendenti la presidenza francesi: entrambi per fare bella figura hanno rinnegato qualsiasi legamen con l’italiano Silvio Berlusconi.

Massimo Gramellini a Che tempo che fa del 28.04.2012

La classifica delle notizie della settimana:

5. Il ridicolo spot di Formigoni è stato rimosso dal sito del presidente della regione Lombardia dopo la denuncia di Gramellini;

4. Il suicidio di un immobiliarista pressato da Equitalia e il pentimento di un avvocato che si rifiuta di lavorare per l’Agenzia delle Entrate;

3. Assurdità nella riscossione dell’IMU e le cantonate del governo “tecnico”;

2. Se i partiti vogliono sconfiggere l’antipolitica dei grillini devono aprire le porte ai cittadini che hanno ancora l’entusiasmo di interessarsi alla politica.

1. Il giocoliere è chi fa giochi di destrezza nei pubblici spettacoli a pagamento, ma ogni tanto ci insegna gratis che nella vita il carattere conta più della fortuna, e persino del talento.

Diretta twitter per il No Porcellum Day

Conta il pensiero della rete nel nostro paese? Può un’evento organizzato su Twitter risvegliare l’opinione pubblica e sollecitare i mass media affinchè ci sia una maggiore informazione sull’abolizione dell’attuale antidemocratica legge elettorale.  Stasera è la volta buona per far sentire le nostre ragioni a chi ci governa.

E’ iniziato da qualche minuto l’evento che dalle 19:00 alle 24:00 vedrà impegnati gli internauti a twittare la loro protesta !!!

Ricordiamo le istruzioni per partecipare all’evento in rete:

1) dalle ore 19 alle ore 24, di domenica 8 gennaio, tutti i messaggi di twitter (tweet) dovranno contenere i seguenti

hashtag #SiReferendum #NoPorcellum. In aggiunta, è anche possibile utilizzare #bastacasta #noporcellumday #NoParlamentoNominati.

2) Mario Monti sarà ospite da Fabio Fazio nel programma tv “Che tempo che fa” su Rai3, dalle 20,10. Pertanto si invitano i partecipanti ad indirizzare parte dei tweet a @chetempochefa . Siamo certi che i nostri tweet (se saranno tanti) non passeranno inosservati e la redazione del programma comunicherà a Fazio quello che avviene in rete.

Benedetta Tobagi a Vieni via con me: “Le cose che le ha lasciato suo padre Walter”

Corrado Guzzanti a VIENI VIA CON ME

Roberto Benigni canta “E’ tutto mio” (Vieni Via con me)

ROBERTO BENIGNI a VIENI VIA CON ME

1a parte

2a parte

… e tutto gratis

Marchionne intervistato da Fazio

Benché non avesse un libro, un disco o un film  da pubblicizzare il manager più bravo del mondo ha trovato il tempo di andare a Che Tempo Che Fa…

Sergio Marchionne si è presentato in studio con il suo ormai consueto maglioncino blu ribadendo che a ben guardare il bilancio FIAT (è stato appena annunciato un utile operativo di 2 miliardi di euro di cui nemmeno un centesimo in Italia) il mantenere gli stabilimenti in Italia produce solo perdite e che a ben guardare sarebbe più conveniente abbandonare tutto e andare a produrre automobili altrove.

Il manager italo-canadese, senza mai essere incalzato dal fin troppo ossequioso Fabio Fazio, ha quindi ricordato Continua a leggere

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