Un doodle da Google per celebrare lo storico sbarco sulla cometa

philae-robotic-lander-lands-on-comet-67pchuryumovgerasimenko-5668009628663808-hpgoogle_doodle_01Google celebra lo storico avvenimento dell’accometaggio con un doodle nel quale una “O” del logo è sostituita dal lander Philae.

Ore 16,35 (ora italiana) del 12 novembre: il lander Philae della sonda Rosetta è atterrato sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (67P/C-G) e sta inviando segnali a Terra dalla distanza di 551 milioni di chilometri dopo un viaggio di 10 anni.

Dopo alcune iniziali difficoltà che hanno lasciato tutti con il fiato sospeso, le trivelle da ghiaccio sulle zampe del lander hanno penetrato la superficie della cometa. Grande gioia ovviamente, ed entusiasmo all’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea), e per i molti scienziati europei (di cui molti italiani) presenti al centro spaziale in Germania che è a sua volta guidato da un italiano, Paolo Ferri.

La Terra dalla ISS in diretta streaming HD

Da qualche giorno la NASA offre la possibilità di guardare la Terra ripresa in diretta streaming dalla Stazione Spaziale Internazionale grazie all’High Definition Earth Viewing: una serie di telecamere commerciali ad alta definizione che si trovano sull’External Payload Facility del modulo Columbus della ISS, gestito dall’ESA.

Per affacciarsi dal finestrino della Stazione Spaziale Internazionale basta raggiungere questo sito:

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Le immagini sono mozzafiato (se siete fortunati eviterete le nuvole), le telecamere trasmettono lo scorrere dei continenti e degli oceani ed è una meraviglia.

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Naturalmente è possibile conoscere l’esatta posizione della Stazione Spaziale Internazionale:

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Purtroppo la ISS, nella sua orbita intorno alla Terra, si trova periodicamente nella zona non illuminata, per cui le immagini non sono continue: quando è “notte” le telecamere non trasmettono, e al posto delle loro riprese lo streaming mostra un fotogramma grigio o nero. Inoltre la ISS non è sempre connessa delle stazioni riceventi a terra per trasmettere queste immagini, per cui le pause sono piuttosto frequenti. 

 

Il racconto di Luca Parmitano della sua disavventura spaziale

Luca_ParmitanoIl nostro astronauta Luca Parmitano racconta sul blog dell’ESA la sua avventura dell’EVA 23  (Extra-vehicular activit del 9 luglio 2013 )  interrotta dopo circa 92 minuti a causa di un accumulo anomalo di acqua all’interno del  suo casco (poi si è scoperto che si è trattato di una perdita dal sistema di raffreddamento, che è costituito da una fitta rete di tubicini pieni d’acqua iodata posta all’interno della tuta spaziale).

Luca è riuscito a scrivere un meraviglioso racconto di un accadimento che rimarrà non solo nella sua memoria ma anche negli annali delle missioni spaziali. Il patos che la narrazione trasmette a chi la legge è all’altezza dei migliori narratori di genere.

Di seguito qualche stralcio del racconto o meglio cronaca di un fatto realmente accaduto (qui il link del post originale) che siamo certi interesserà sia i non appassionati sia coloro i quali ritengono che lo spazio sia l’ultima frontiera.

…“sento” che qualcosa non è in ordine. La sensazione, inattesa, di acqua sulla nuca, mi sorprende – e sono in posto dove preferirei non avere alcuna sorpresa. Muovendo la testa lateralmente confermo la prima impressione, e con uno sforzo di volontà sovrumano mi impongo di riferire a Houston quello che sento – sapendo che potrebbe essere la fine di questa EVA.

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Mentre faccio all’inverso il percorso verso l’airlock, la sensazione che l’acqua stia aumentando diventa una certezza: la sento coprire il tessuto spugnoso delle cuffie, e mi chiedo se perderò il contatto audio. L’acqua ricopre inoltre quasi del tutto la parte frontale del mio visore, al quale aderisce riducendomi la vista.

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La parte superiore del casco è ormai piena di acqua, e non so neanche se la prossima volta che respirerò dalla bocca riuscirò a riempirmi i polmoni di aria e non di liquido. A complicare il tutto, mi rendo conto che non sono neanche in grado di capire in che direzione andare per rientrare all’airlock

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Cercando di muovermi il meno possibile, per evitare movimenti dell’acqua dentro il casco, continuo a dare informazioni sul mio stato di salute, ripetendo che sto bene e che la pressurizzazione può continuare. Adesso che stiamo ripressurizzando la cabina, so che nel caso l’acqua dovesse sopraffarmi potrei sempre aprire il casco: probabilmente perderei conoscenza, ma sarebbe comunque meglio che annegare dentro il casco.

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Lo Spazio è una frontiera, dura e inospitale, in cui noi siamo ancora degli esploratori e non dei coloni. La bravura dei nostri ingegneri, e la tecnologia che abbiamo a disposizione, fa sembrare semplici cose che non lo sono, e a volte forse lo dimentichiamo. Meglio non dimenticare.

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Finalmente Galileo sulla rampa di lancio

Finalmente dopo anni di rinvii e discussione i  primi due satelliti del programma Galileo avviato ufficialmente il 26 maggio 2003 con un accordo tra l’Unione europea e l’Agenzia Spaziale Europea, per creare il sistema di geolocalizzazione alternativo al GPS controllato dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti.

I due satelliti Galileo che partiranno giovedì alle 12.34 (ora italiana) dalla Guyana francese con del nuovo vettore Soyuz ST, sono i primi di una costellazione operante a 23.222 Km di quota che comprenderà entro il 2019, un totale di 27 satelliti più 3 di riserva che avranno a bordo gli ‘orologi atomici più precisi mai realizzati per lo spazio, costruiti dall’italiana Selex e capaci di una precisione vicina al miliardesimo di secondo.

Va sottolineato che Continua a leggere

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