Friederick Carl Frieseke – “Reflections (Marcelle)”

Carissimi Cittadini Imperfetti, ho ufficialmente bisogno del vostro aiuto.

Vi è mai capitato che qualche bel ceffo vi dicesse che voi non foste all’altezza di una certa persona? Che, per quante doti seduttrici abbiate, quella persona rimarrà per sempre in un Mondo parallelo al vostro? Beh, non ci vuole un genio per capire che io sono un tappo, quindi tante grazie. E poi cosa significa che è di un altro pianeta? Non mi sarò mica invaghita di un alieno, io che sono alta meno di un metro e una banana!

Il problema è che il tempo incalza, come dicevano i miei amici Impressionisti di cui oggi scomoderò Frederick Carl Frieseke (Owosso, 1874 –  Mesnil-sur-Blangy, 1939) che visse per molti anni a Giverny, a nord est di Parigi, cittadina conosciuta per essere stata la casa di C. Monet, il papà dell’Impressionismo. Frieseke fa parte di quel periodo artistico chiamato Impressionismo Americano, che non si diversifica molto da quello europeo, l’arte dell’effimero, se non per la sua vividezza e il suo riallacciarsi molto con la cultura Jazz.

Reflections (Marcelle), olio su tela, 81x69cm, 1909 ca., Telfair Museum of Art- Savannah (Georgia)

Questo dipinto mi ha colpito molto per i suoi colori e per il segno vangoghiano. I colori, il mare della Costa Azzurra, sono i blu, i violetti, gli oro e gli arancioni della luce del sole in estate. Ed è questo che Frieseke vuole comunicare con i suoi colori intensi e le sue pennellate decise: la consapevolezza e l’intensità delle emozioni dell’estate, di un amore che divampa.

Ma ritorniamo al mio enorme cruccio. Continua a leggere

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