Questa sera c’è REPORT su RAITRE

Milena Gabanelli torna questa sera alle 21:45 su Raitre con una nuova puntata di Report.

La prima delle inchieste di stasera s’intitola “La giusta causa” di Claudia Di Pasquale e parla di giustizia e di magistratura.

260x01448641366489giustizia1La legge è uguale per tutti, ma quando si tratta di applicarla i giudici di primo grado possono pensarla in un modo, quelli di secondo grado in un altro e la Cassazione può ribaltare i verdetti precedenti: e, soprattutto, giudicare in modo opposto fattispecie che sembrano avere grandissime analogie.

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Nell’inchiesta firmata da Giuliano Marrucci e dal titolo “La gran corte” cercherà di spiegarci cosa fa la Corte Costituzionale.

260x01448642308897corte1Negli ultimi anni la Consulta ha dichiarato incostituzionali il taglio delle pensioni d’oro e degli stipendi dei manager pubblici, la nomina senza concorso di 800 dirigenti dell’agenzia delle entrate, il blocco della rivalutazione delle pensioni e anche l’utilizzo di autovelox mobili privi di taratura periodica. Tutte sentenze che rischiano di costare allo stato una montagna di quattrini. A volte si potrebbero limitare i danni, ma servirebbero leggi diverse.

Noi saremo davanti al televisore stasera alle ore 21.45 su RAITRE, commentando la trasmissione e magari sfogandoci con un tweet. Per coloro che avessero ben altro da fare ricordiamo che RAI.TV mette a disposizione il podcast della trasmissione a partire dal giorno successivo alla messa in onda.

Acqua, la Consulta salva il Referendum

La notizia è di quelle che passano in sordina sulle testate giornalistiche, anche di questi tempi.

La Corte Costituzionale salva il Referendum dello scorso giugno. Lo fa dichiarando inammissibile l’articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011 con il quale, il governo Berlusconi, aveva aggirato il risultato referendario violando palesemente  l’articolo 75 della Costituzione.

In un paese normale una notizia del genere avrebbe tutta un’altra rilevanza e avrebbe comportato il pubblico ludibrio sull’arroganza di una politica abituata a calpestare la volontà del popolo di cui dovrebbero essere espressione. Forse in un paese normale nessuno mai avrebbe potuto nemmeno immaginare un simile comportamento.

In Italia invece non si biasima nessuno se ha cercato di fare il furbetto e non si prendono nemmeno in considerazione i costi economici e di consenso di siffatti abusi. Già perché impegnare la Corte Costituzionale non costa niente (forse meno che un referendum nazionale) e oramai siamo troppo abituati a certi comportamenti per biasimare a dovere chi è seduto su quegli alti scranni dimenticando che lo devono ai nostri voti quel posto in Parlamento.

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