Bologna, 2 agosto 1980

Sono passati 34 anni e gli 85 morti e 200 feriti della strage della stazione di Bologna non hanno avuto giustizia. Non dobbiamo commettere l’errore di dimenticare tutto, di riporre i ricordi chiudendoli nel cassetto. Di fare finta che il passato è passato. Sarebbe non solo moralmente riprovevole, ma sopratutto stupido fare finta che non sia successo niente.

Fa specie che le ferie inizino ogni anno con un tale pesante fardello. Sdraiati a cuocersi per benino sulla spiaggia possiamo fare finta di sonnecchiare, giusto quanto basta per staccare la spina. Cercando di fare finta che certe cose non sono più di moda: non si usa più incolonnarsi sull’autosole insieme a tutti gli altri e non si da retta nemmeno più alla propria coscienza.

In un paese dove è sempre più difficile essere persone perbene, la giustizia è un optional, la verità non sembra interessare a nessuno se non ai parenti delle vittime che non si danno pace. Per tutti gli altri si tratta solo di storie passate: perfino i ministri le snobbano. Povera Italia.

Bologna, 2 agosto 1980

Quello di oggi è il 33esimo anniversario della strage della stazione di Bologna, in cui morirono 85 persone. C’è chi non ricorda, chi ignora e chi fa finta di aver dimenticato. In pochi si chiedono come sperduti che senso abbia rivangare il passato proprio al giorno d’oggi che non si vede l’ombra di un futuro. Invece sarebbe da chiedersi come possiamo andare avanti tanto zavorrati da simili macigni.

La manifestazione di Bologna che ricorda la strage del 2 agosto 1980 con i suoi morti e i suoi feriti con una bomba che alle 10:25 fa saltare la sala di attesa della stazione ferroviaria riporta alla ribalta una vicenda che non deve essere dimenticata poiché non ha avuto il suo giusto epilogo.

Si dovrebbe pensare che non sono storie passate, ma ferite aperte che chiedono giustizia. E la giustizia non scade.

Bologna, 2 agosto 1980

Quello di oggi è il 32esimo anniversario della strage della stazione di Bologna, in cui morirono 85 persone. C’è chi non ricorda, chi ignora e chi fa finta di aver dimenticato. In pochi si chiedono come sperduti che senso abbia rivangare il passato proprio al giorno d’oggi che non si vede l’ombra di un futuro.

La manifestazione di Bologna che ricorda la strage del 2 agosto 1980 con i suoi morti e i suoi feriti con una bomba che alle 10:25 fa saltare la sala di attesa della stazione ferroviaria dovrebbe essere il momento in cui una società matura e responsabile si confronta con le pieghe più nascoste dello Stato per far emergere la verità e i veri moventi dei veri colpevoli.

Si dovrebbe pensare che non sono storie passate, ma ferite aperte che chiedono giustizia. E la giustizia non scade.

Bologna, 2 agosto 1980

Non dobbiamo commettere l’errore di dimenticare tutto, di riporre i ricordi chiudendoli nel cassetto. Di fare finta che il passato è passato. Sarebbe non solo moralmente riprovevole, ma sopratutto stupido fare finta che non sia successo niente.

Il nostro Belpaese che oggi deprechiamo per i faciloneria dei costumi, la politica inefficiente ha un passato di terrore e di stragi coperte dal segreto di Stato.

La manifestazione di Bologna che ricorda la strage del 2 agosto 1980 con 85 morti e 200 feriti con una bomba che alle 10:25 fa saltare la sala di attesa della stazione ferroviaria dovrebbe essere il momento in cui una società matura e responsabile si confronta con le pieghe più nascoste dello Stato per far emergere la verità e i veri moventi dei veri colpevoli.

Invece nel paese dove è sempre più difficile essere persone perbene, la giustizia è un optional, la verità non sembra interessare a nessuno se non ai parenti delle vittime che non si danno pace. Per tutti gli altri si tratta solo di storie passate: perfino i ministri le snobbano preferendo la spiaggia alla piazza di Bologna. Povera Italia.

Stasera su RAITRE c’e’ REPORT (aggiornamento delle inchieste)

Nuovo appuntamento stasera alle 21:00 su RAITRE con REPORT, la trasmissione di Milena Gabanelli.

Stasera si farà il punto su alcune delle inchieste trasmesse non solo in quest’ultima edizione della trasmissione, ma anche riguardanti servizi andati in onda negli anni passati.

– Com’è andata a finire: Conti, sconti e Tremonti – agg. del 24/10/2010
Si tornerà a parlare delle decisioni del ministro Tremonti e sulla manovra di correzione dei conti da 25 miliardi varata nel 2010. E’ bastata?

– Com’è andata a finire: Poveri noi! -agg. del 05/04/2009
Si tornerà a parlare della Social Card. E’ servita a qualcosa?

– Com’è andata a finire: Cara Madunina – agg. del 22/11/2009
Si tornerà a parlare dell’Expo 2015. A che punto siamo?

– Com’è andata a finire: La città dei rancori – agg. del 17/04/2011
Si tornerà a parlare di Bologna e delle sconsiderate scelte dell’amministrazione comunale in tema di trasporto pubblico.

– Com’è andata a finire: Una poltrona per due – agg. del 18/10/2009
Si tornerà a parlare di industria del mobile e della concorrenza cinese.

– Com’è andata a finire: La via del gas – agg. del 27/05/2007
Si tornerà a parlare di come l’Italia si approvvigiona di gas.

– Com’è andata a finire: Di pubblico demanio – agg. del 16/05/2010
Si tornerà, inoltre, sull’argomento spiagge: dopo che è stata approvata la nuova legge che concede per 20 anni le spiagge ai privati, che succederà ai litorali italiani?

Milena Gabanelli sarà online martedì 7 giugno dalle 16 alle 17 per rispondere in diretta video a domande e curiosità sulla serie di Report in corso. 

Il video e la trascrizione integrale del testo della nuova inchiesta sarà on line sul sito www.report.rai.it dieci minuti dopo il termine della messa in onda.

Stasera su RAITRE c’e’ REPORT

Dopo le polemiche sulla scorsa puntata sulle insidie nascoste nel mondo dei social network, nuovo appuntamento stasera su RAITRE con REPORT, la trasmissione di Milena Gabanelli.

L’inchiesta principale di questa sera è incentrata sul servizio di  Alberto Nerazzini sulla città di Bologna. La crisi economica ed istituzionale ha trasformato una delle città più vivibili ed efficienti d’Italia: un viaggio negli sprechi di una città, dove rischiano di fallire tutti: i politici, le fabbriche, la squadra di calcio. Incontrare chi si candida a risolvere i problemi di Bologna vuole dire guardare da vicino la crisi della politica di un intero Paese.

Si continuerà a parlare poi di Continua a leggere

Per non dimenticare…

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