Nove anni, quasi dieci

Com’è straordinaria la vita. Sei andata a letto ieri sera che eri ancora una bambina di otto anni e oplà stamattina non hai fatto in tempo ad alzarti che eri già una ragazzina di nove anni.
E adesso che succede?
Innanzitutto controlliamo che tutto sia al suo posto. Che di questi tempi con la magia dei compleanni non si sa mai che vada perso qualche pezzettino.

I piedi ci sono e ti auguro che ogni passo che farai sia nella direzione di una vita piena, degna e giusta senza la paura di cambiare ogni tanto strada.
Il cuore c’è, lo sento battere forte pure da qui e non posso che augurarti tanti palpiti di felicità e amore e di trovare sempre il coraggio di adoperarlo a fin di bene.
La bocca c’è e ti auguro di usarla tanto per far valere le tue ragioni tanto per consolare chi non ne trova nessuna.
Gli occhi ci sono e sono due splendide stelle con le quali sono sicuro vedrai tante cose: ti auguro di gioire con curiosità per quelle belle e di avere la forza di non distogliere lo sguardo da quelle brutte.
La testa c’è e che testa! Sotto i capelli biondo scuro c’è tanta roba. Che i pensieri ti siano sempre lieti, e il futuro pure.

Visto c’è tutto tutto, magari un po’ cresciuto, ma non c’è di che aver paura: il mondo è anche tuo, vivilo, rispettalo e tienilo da conto.

Ti auguro un altro bellissimo anno e…
… già che ci siamo Buon Compleanno!

Gli studiosi affermano che si è felici solo dopo i 46 anni…

Ricordo che tempo addietro lessi un trafiletto che lì per lì non mi disse poi molto, ma che giusto oggi mi è tornato in mente. Si trattava di uno di quegli articoli di curiosità che penso bene i redattori comandano come riempitivi, da pubblicare alla bisogna, in mancanza di vere notizie.

In pratica l’articolo citava una serie di studi che sembrerebbero indicare che il benessere emotivo è una curva a U. Si parte bene, da giovani, ma si scende precipitosamente in fretta. Poi si comincia a risalire, fino ad arrivare a una stabilità molto somigliante alla serenità.

E quando avverrebbe quest’inversione? Secondo gli esperti a quanto pare mediamente a 46 anni.

«La vecchiaia non è così male, se consideriamo l’alternativa». Altro che crisi di mezza età per cui ogni uomo si butta in qualcosa di bislacco: un investimento rischioso, una giovane segretaria procace, un’automobile veloce o un nuovo asfissiante hobby, mentre alla donna al suo fianco tocca assistere, suo malgrado, allo sconcertante spettacolo.

Pare invece che a quarantasei anni si dovrebbe aver ormai imparato una lezione importante: a dare valore alle cose che contano. Un’età in cui si diventa meno ambiziosi e magari più tolleranti. E questo oltre ad essere molto saggio è una buona premessa per un’esistenza degna d’essere vissuta.


Quindi con questo auspicio e facendo i debiti scongiuri, tanti auguri a me.

Preferisco essere come San Tommaso e Buona Pasqua

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L’incredulità di San Tommaso – (1600-1601) – olio su tela di 107 × 146 cm Bildergalerie Sanssouci, Potsdam – Germania


Tommaso is cool
Nella mia personale classifica degli apostoli (sì mi piace mettere ordine anche tra i santi e affini) sin da sempre il mio preferito, meritevole dell’Oscar per il migliore discepolo di Cristo forever è senza dubbio alcuno il barbuto Tommaso Didimo di Galilea, detto San Tommaso per gli amici cristiani e Patrono degli Architetti, dei Geometri, degli Agrimensori, dell’India e del Pakistan.


Al Catechismo
Mentre i compagniucci erano affascinati dai racconti dei miracoli di Gesù, dal gallo di San Pietro e da quella sagoma di San Giovanni che a me è sempre stato insopportabile perché era il cocco della Madonna, io stravedevo per Tommason.
Il tipo più umano della combriccola, che magari compare poco nei vangeli, ma che in occasione della Resurrezione si è comportato come avrei fatto io al suo posto.


Cristo è risorto!
Un discorso questo che cade a fagiolo proprio in questi giorni e che mi sono appuntato in questo post immaginandomi ‘sti tizi seduti a rimuginare sulla brutta fine del loro Maestro morto crocifisso sul Golgota, che se lo vedono riapparire sulla uscio di casa come tornato dalla villeggiatura, avvolto in un lenzuolo come se avesse appena finito una seduta di massaggi alla spa. Vabbè che erano abituati a vedere Gesù che faceva miracoli un giorno sì e pure l’altro, ma eccoli che nemmeno senza riflettere subito si mettono in ginocchio a ringraziare Dio, passando dalla più tetra prostrazione per la grave perdita, alla gioia del tutto e bene quel che finisce bene.


Il coraggio del dubbio
Solo Tommaso ha avuto il fegato di chiedere a Gesù la prova che era davvero risorto. Ci vuole coraggio per mettere in dubbio anche le cose belle che ogni tanto ti accadono. E mica per mancanza di fede, ma proprio perché il proprio credo è cosa importante: io Tommaso lo capisco. Tutti abbiamo dubbi che nascondiamo sotto lo zerbino della coscienza ben consci del confort assicurato dalla fede cieca. Avere dubbi è lavoro faticoso per cui bisogna essere portati: è cosa giusto qualche santo, un paio di geniacci e una miriade di indefessi cercatori di verità paralizzati dall’indecisione.


L’essenza della curiosità 
Esseri curiosi (almeno nel senso positivo del termine, ben lungi dall’invadenza e dal pettegolezzo) sta sopratutto nell’avere il coraggio di porre le domande scomode anche quando si sa che la propria voce sarà l’unica ad alzarsi dal coro ad infrangere l’assordante silenzio dello status quo. Stai pur certo che se la tua domanda era corretta gli altri poi ti seguiranno.


L’incredulità di San Tommaso
Nel suo dipinto del 1600 pure il Caravaggio, mentre il santo con le tempie corrucciate è intento a ravanare con il dito la ferita al costato di Cristo, fa avvicinare alla scena altri due apostoli, altrettanto curiosi, ma incapaci dell’audacia di manifestare direttamente il proprio scettiscismo.
Una ricercata disposizione geometrica delle quattro figure contro uno sfondo completamente spoglio con le teste di Cristo, del santo e delle altre due figure a creare un simbolico quadrifoglio.
Che magnifica scena! E che taglio di luce! Chapeau a Michelangelo Merisi.


Vorrei essere come…
Una volta avuta la prova, pure San Tommaso s’inginocchierà davanti a Gesù Cristo, pronto a prendersi la lavata di capo dal Maestro che gli dirà “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati coloro che non videro e tuttavia credettero!”. Ma sono sicuro che Tommaso non si è mai rammaricato per il suo dubbio, trovando in cuor suo il coraggio delle persone intelligenti di ammettere i propri sbagli e pronto a ricascarci di nuovo incredulo pure dell’Assunzione in cielo della Madonna, ma questa è tutta un’altra storia…


 

Buon 2015 dal Cittadino Imperfetto

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Google augura Buon 2015 con un doodle

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I ragazzi di Mountain View modificano il logo nella pagina principale del loro motore di ricerca con un doodle animato per augurare a tutti gli utenti un Buon 2015.

Buon Natale 2014

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Buon Natale a voi tutti (anche a chi fa finta di non credere più a Gesù Bambino).

Buon Natale – Merry Christmas 2013

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Un sorriso vale più di mille regali.
Vi auguro di riceverne un’infinità.
Tanti Auguri di Buon Natale 2013!


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