Google festeggia i 150 anni di Klimt

Il doodle di oggi è dedicato a Gustav Klimt nato a Vienna proprio il 14 luglio del 1862.

Google ricorda uno dei massimi esponenti dell’Art Nouveau, attraverso il quadro più celebre: Il Bacio. Il quadro appare come cornice del logo Google e le figure verticali dei suoi protagonisti, l’uomo che abbraccia la donna in modo particolarmente sensuale e protettivo, coprono il posto della seconda lettera g.

La grande onda di Katsushika Hokusai

Ci sono immagini così forti e ricche di significato che una volta carpito il nostro sguardo rimangono impresse per sempre nella nostra coscienza. Forse è proprio per questo che La Grande Onda (nota anche come The great wave off shore of Kanagawa oppure Kanagawa oki nai ura) dell’artista giapponese Katsushika Hokusai (Tokio, 1760-1849) è univerlamente conosciuta sia in oriente così come in occidente dove è esposta nei più rinomati musei (dal Metropolitan Museum of Art di New York  al British Museum di Londra).

Questa straordinaria silografia (o xilografia Continua a leggere

Gli altri siamo noi…

Mi sono sempre chiesta che cosa ne penso io della Guerra. A dire il vero…non lo so. Giusta o sbagliata? Cosa buona o cattiva? È come il mare di Leopardi, infinita. Come fuoco in mano a un piromane. Sì, forse una guerra può iniziare con dei buoni propositi. La guerra dei sessi, la guerra della democrazia… Ma se alla fine ci scappa sempre il morto, allora ne è valsa davvero la pena di lottare? O è solo un ennesimo girare attorno ad un cerchio? Così, ogni tanto si riparte con la tiritera del cordoglio e del lutto nazionale. Sì, ma quando muoiono gli altri, i nemici, non è decisamente la stessa cosa? Ai posteri l’ardua sentenza.

L’Epopea Slava è un ciclo pittorico di venti tele enormi ideato e dipinto dal boemo Alfons Maria Mucha. L’artista nacque nella Moravia del Sud, precisamente a Ivančice, il 24 Luglio 1860 ed è conosciuto soprattutto per i suoi poster in stile Art Nouveau, l’elegante corrente artistica delle decorazioni sinuose e floreali. Viaggiò molto nella sua vita, soprattutto negli Stati Uniti e in Francia e fu proprio durante una delle sue visite nei Balcani che nacque la “visione” che si avvicinava molto di più alle “allucinazioni” delle Avanguardie che alla raffinatezza dello Jugendstil.  Tuttavia, dopo il matrimonio e la nascita di sua figlia, ormai all’apice della sua carriera, trovò un posto fisso in cui stare, la sua Praga. Il motivo era uno solo: realizzare il suo capolavoro. L’impresa impiegò sedici dei suoi anni, quasi come un bambino che diventa adulto. Purtroppo, ciò che rimarrà fisso nella mente del “grande pubblico” sarà la sua opera, per così dire giovanile, mentre, il “capolavoro” si disconoscerà e, in parte, si disprezzerà. Nel 1939 Mucha venne arrestato, interrogato e subito dopo rilasciato dalla Gestapo. Morì a Praga, in circostanze ancora da definire, il 14 Luglio 1939, senza che l’Epopea Slava, il suo riassunto della parola Arte, fosse realmente capita ed encomiata. Continua a leggere

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