L’Italia è il paese del fango

alluvione - Genova

In Italia bastano quattro gocce di pioggia in più perché si ripresenti la catastrofe. Genova, Messina Catanzaro, le immagini al telegiornale di queste ultime settimane sono di quelle che fanno accapponare la pelle. Le case distrutte dal fango, con le auto travolte dall’alluvione. Poi la conta dei morti, vittime della Natura matrigna.

In Italia pare che ci siamo assuefatti al fango e non solo a quello mediatico. L’alluvione diventa uno spettacolo, da godersi al balcone, o meglio su Youtube.

E tra le mille polemiche, il falso messaggio che passa è che il clima sta cambiando: il nostro paese si sta trasformando in un paese sub-tropicale, con le piogge concentrate in pochi giorni che il territorio non riesce a sopportare adeguatamente… qualcuno abbozza alla mancanza di prevenzione, ma viene subito messo a tacere.

alluvione - Catanzaro

Due miliardi di euro da destinare ad una seria politica di prevenzione e messa in sicurezza del territorio non ci sono. Quindi non ci resta che aspettare che la brutta stagione passi e amen… Ma è tanto difficile capire che non è la Natura ad avercela con noi. Siamo noi che non rispettiamo l’orografia del territorio che violentiamo con la cementificazione indiscriminata?

alluvione - Messina

C’è da chiedersi chi ha dato i permessi per costruire in zone geologicamente instabili e a chi spetta di pulire i canali di scolo, i torrenti e le sponde dei fiumi.

Invece di rimpallarsi la palla tra comuni, province e regioni, occorre che qualcuno si prenda la briga di stendere seri piani di evacuazione e delocalizzazione dei territori a rischio.

A ben vedere queste catastrofi hanno un costo non indifferente per l’intera collettività e non solo in termini umani: ogni volta sono fior fiori di milioni di euro da spendere in emergenza. C’è da chiedersi se non sarebbe meglio quindi spenderli prima ‘sti soldi e magari risparmiarsi qualche funerale.

Berlusconi: «Le contestazioni? Mai sentite»

«Abbiamo risposto alla promessa di uno stanziamento immediato e sostanzioso». Una cifra nata da «un primo esame provvisorio» dei danni, poi altri interventi. Quanto ai fischi di Vicenza, Padova e L’Aquila «ve lo dico: non credete ai giornali»

e infatti…

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