[Tutorial] Velocizzare gli aggiornamenti di Windows 7 / Windows 8 / Windows 8.1

256x256_zpsonxdwipiSono stato contattato da diversi utenti che lamentano problemi con Windows Update.

Chi utilizza ancora Windows 7 e Windows 8.1 (o Windows 8) da qualche giorno pare riscontrino problemi con la scansione del sistema e la ricerca degli aggiornamenti con Windows Update che, anche dopo molte ore di attesa, sembrerebbe non visualizzare la lista degli eventuali aggiornamenti disponibili.

Ho trovato una procedura in rete (quiin inglese) abbastanza semplice da eseguire che ho proposto e in molti casi ha risolto questo noioso problema e che in caso siate Vi consiglio di eseguire almeno fino a quando la Microsoft non farà qualcosa al riguardo.

In pratica si tratta di aggiornare l’Update Agent del sistema operativo.computer-problem


— ISTRUZIONI —

  • Innanzitutto disattivare gli aggiornamenti automatici nelle impostazioni di Windows Update;
  • Aprire il prompt dei comandi con i diritti di amministratore:
    • in Windows 7: digitare cmd nella casella di ricerca del menu Start quindi cliccare con il tasto destro sulla voce cmd e scegliere Esegui come amministratore;
    • in Windows 8.1: usare la combinazione di tasti Windows+X e scegliere Prompt dei comandi (amministratore).
  • Nella console aperta digitare in sequenza i seguenti due comandi (dando INVIO per conferma) per arrestare completamente i servizi di Windows Update:
    net stop wuauserv (premi INVIO)
    net stop bits (premi INVIO)
  • Scaricare e installare (rispettandone la sequenza) gli aggiornamenti indicati di seguito direttamente dal sito della Microsoft  (scegliendo ovviamente quelli relativi al sistema operativo in uso)
  • Riavviare il computer;
  • Riattivare gli aggiornamenti automatici nelle impostazioni di Windows Update.

Una volta attuata la suddetta procedura si potrà riutilizzare Windows Update, tenendo presente che, se tutto funziona a dovere, gli aggiornamenti dovrebbero essere proposti al massimo entro i 15 minuti di attesa.

Ramsomware: cos’è e come proteggersi

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Che cosa è il ransomware?

Il ransomware è una forma di malware che una volta infettato il dispositivo della vittima ne impedisce l’utilizzo fino a quando l’utente malcapitato non paga un riscatto per sbloccare il sistema. Questo tipo di virus informatico esiste almeno dal 1989, da quando il Trojan “PC Cyborg” criptò i nomi dei file su un disco rigido e costrinse gli utenti a pagare un riscatto per poterli sbloccare. Nel corso del tempo, gli attacchi ransomware sono diventati sempre più sofisticati e mirati.

A tutt’oggi esistono diverse versioni di ransomware. Ad esempio, il ransomware Crypto può infettare un sistema operativo impedendo a un dispositivo di effettuare il boot. Altri tipi di ransomware possono cifrare il contenuto di un drive o intere directory. Altre versioni malevole dispongono di un timer che inizia a cancellare gradualmente i file fino a quando non viene pagato un riscatto. In ogni caso, tutti chiedono il pagamento di un riscatto per sbloccare o liberare il sistema, i file o i dati crittografati.

In che modo si viene infettati?

Il ransomware come qualsiasi altro virus non è nient’altro che un software che s’installa più o meno consapevolmente sul dispositivo della vittima e può essere distribuito in più modi, il più comune è quello di usare un file infetto, allegandolo ad una e-mail. Per esempio, può succedere di ricevere un messaggio e-mail solo all’apparenza proveniente da un mittente conosciuto e ritenuto sicuro, contenente un allegato che in realtà contiene il codice malevolo. Ma il veicolo dell’infezione può essere direttamente una pagina di un sito infetto il cui web server vulnerabile viene sfruttato per far scaricare ed installare ad insaputa dell’utente il ransomware.

Cosa si può fare per proteggersi?

Proteggersi da un attacco con ransomware non è impossibile: si tratta solo di attuare una serie di abitudini e accorgimenti informatici alla portata di tutti.

  • E’ la rete di salvataggio in grado di stare tranquilli: fare il backup dei dati e/o dell’intero sistema. Naturalmente occorre eseguire il backup regolarmente e salvarlo offline, su una piattaforma differente;
  • Utilizzare una buona suite antivirus, in grado di analizzare allegati e-mail, siti web e file di malware, nonché bloccare pubblicità potenzialmente compromesse;
  • Assicurarsi che gli strumenti antivirus e antimalware installati siano sempre dotati degli aggiornamenti più recenti.
  • Mantenere sistemi operativi, dispositivi e tutto il software costantemente aggiornati;
  • Stabilire e applicare permessi e privilegi, in modo che il minor numero possibile di utenti abbiano la capacità potenziale di infettare applicazioni e dati. Ad esempio per il normale utilizzo di un computer non occorre accedervi utilizzando un utente con i privilegi di amministratore del sistema;
  • Ultimo e forse più importante accorgimento è quello di navigare in rete e utilizzarne i servizi con la giusta dose di malizia: NON scaricare file da siti poco affidabili, NON cliccare su allegati o seguire link che appaiono in messaggi e-mail non richiesti.

[Risolto] Windows 10 versione 1511 per sistemi x64 (KB3122947) – Errore 0x80070643

SenzanomeTenere aggiornato il proprio sistema operativo Windows 10 è molto importante. Durante l’ultimo aggiornamento per sistemi a 64bit in molti hanno lamentato l’impossibilità di installare il pacchetto KB3122947 tramite il canale Windows Update.  Anch’io mi sono visto comparire l’errore dopo un paio di riavvii del sistema che mi hanno fatto inizialmente temere di essermi imbattuto in un fastidioso boot loop problem.

Certo la cosa può risultare scoraggiante… e devo confessare che ultimamente succede un po’ troppo spesso. Per fortuna Microsoft mette a disposizione alcuni strumenti per forzare l’installazione di una patch.

Senzanome[SOLUZIONE]:

  1. aprite (tasto destro del mouse sull’icona START in basso a sinistra) il Prompt dei Comandi (amministratore);
  2. copiate ed incollate il seguente comando:
dism /online /add-package /packagepath:C:\Windows\SoftwareDistribution\Download\c4a1b8896ce9fbfea96c1ee6890d52a5\windows10.0-kb3122947-x64.cab

windows2

Una volta riavviato il sistema provvederà a concludere l’installazione del pacchetto.

La patch non risulterà tra quelle installate nella cronologia di Windows update, ma visto che è stato installato manualmente risulterà presente controllando su:
– programmi & funzionalità visualizzazione aggiornamenti installati;Immagine

Finalmente Chrome a 64 bit per Windows!

chromeIn un comunicato ieri Google ha ufficialmente annunciato il rilascio delle prime versioni di Chrome a 64 bit per Windows che sono già disponibili nei canali di distribuzione Dev e Canary e sono compatibili con tutte le versioni del sistema operativo Microsoft (a partire da Windows 7).

La nuova versione del celebre browser di Google può vantare un incremento delle prestazioni, di maggiore sicurezza e stabilità:

  • un migliore utilizzo della memoria, che può incrementare le performance addirittura del 25% in caso di riproduzione di contenuti multimediali;
  • installato su Windows 8, Chrome può avvantaggiarsi di una tecnologia chiamata Address Space Randomization, che rende più difficile agli hacker introdursi nei sistemi sovrascrivendo i dati contenuti nella memoria;
  • il motore di rendering impiegato da Chrome, ovvero la parte del browser che interpreta il codice delle pagine Web e lo trasforma in elementi visuali, si blocca circa la metà delle volte in meno rispetto a quanto avviene con la versione 32-bit.

L’arrivo nel canale di distribuzione stabile di Chrome a 64 bit – considerando i ritmi di release attuali del browser – è atteso per il mese di agosto, salvo intoppi. Il suo download dovrebbe essere attivato in automatico sulle versioni x64 del sistema operativo Microsoft.

Per chi invece volesse provare in anticipo la nuova versione a 64 bit di Chrome può scaricarla da qui:
– canale Dev di Chrome;
– canale Canary di Crome.
Ricordiamo che il browser Chrome viene rilasciato da Google in differenti versioni la stable (quella ufficiale esente da bug rilasciata per tutti gli utenti), la beta (a disposizione dei beta tester, versione giunta alle fasi finali di rilascio), la dev (a disposizione dei developer, versione che contiene gli ultimi sviluppi del programma, ma non esente da bug e quindi poco adatta all’utilizzo normale), la versione canary (assolutamente di prova per testare nuovi sviluppi che magari nemmeno verranno mai rilasciati e non adatta all’utilizzo normale). Personalmente utilizzo senza troppi affanni la versione dev.

Via ├ Chromium Blog

Windows XP in pensione l’8 aprile, ma Microsoft aggiornerà i prodotti per la sicurezza fino a luglio 2015

Xp

Numeri alla mano nel mondo ci sono ancora molti (forse addirittura troppi) utilizzatori dell’ormai vetusto sistema operativo Windows XP il cui supporto ufficiale da parte della Microsoft andrà a scadere il prossimo 8 aprile.

Una situazione definita critica dagli esperti poiché oltre ai nostalgici, per la maggior parte si tratta di utenti che, per vari motivi, loro malgrado non possono migrare verso sistemi più aggiornati. Pensiamo ai terminali aziendali su cui girano gestionali o software di produzione talmente personalizzati da non poter essere facilmente sostituiti e purtroppo compatibili solo con il vecchio sistema operativo di Bill Gates, ma a anche a servizi essenziali, quanto sensibili come gli sportelli Bancomat di tutto il mondo (il 95% dei quali utilizzano una soluzione embedded basata proprio su Windows Xp).

XpUna bella patata bollente per Microsoft che vorrebbe sbarazzarsi in tutti i modi di questo antenato di Windows 8, lanciato tredici anni fa, ma che non può permettersi di lasciare a piedi i milioni di utenti che si sono affidati con fiducia ai suoi prodotti.

La strategia che si prospetta quindi tenta di trovare una soluzione che non comprometta la vulnerabilità dei sistemi, ma che comunque non comporti uno spreco di risorse da parte della Microsoft.

È infatti notizia di poche ore fa che Continua a leggere

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