Google Chrome blocca di default le pubblicità realizzate con Flash

Ennesimo duro colpo ad Adobe Flash da parte di uno dei browser più utilizzati al mondo.

A partire dal primo settembre Google Chrome bloccherà di default i banner pubblicitari realizzati con questa tecnologia: starà poi all’utente, se interessato (ma quando mai…) eventualmente a cliccarci sopra per far partire la pubblicità.20100331131555_adobe_flash_google_yahoo

Una scelta che va in favore non solo della sicurezza, ma anche alle prestazioni, poiché spesso e volentieri le pubblicità in Flash sono veicolo non solo per il malware, ma rappresentano anche un ulteriore carico per la CPU.

Dopo il blocco di default dei contenuti flash nei plug-in, i ragazzi di Mountain View mettono ora sul campo un sofisticato algoritmo in grado di discernere tra contenuto importante e mera pubblicità, bloccando di default quest’ultimi contenuti. Ovviamente nel caso venga bloccato un contenuto che l’utente desidera vedere, è sempre possibile scegliere di riprodurlo.

Se i produttori di software non sono in grado di garantire la sicurezza e le prestazioni è giusto che vengano soppiantati da tecnologie più al passo dei tempi come ad esempio l’HTML5A fare le spese potrebbe essere il mercato pubblicitario, che fa ancora grande affidamento su Flash per creare pubblicità multimediali dinamiche, interattive e ricche di contenuti. Il blocco per default tramite il browser presuppone naturalmente una perdita dei profitti: ma sarebbe pure ora che i creatori di contenuti passino a tecnologie più sicure per i navigatori del web.

[Risolto] Abilitare Java e Silverlight su Chrome 42

Chrome-IconChrome a partire dalla nuova versione appena rilasciata (42.0.2311.90) disabilita di default i plugin NPAPI (in pratica i contenuti che richiedono un plugin Java e Silverlight non vengono più caricati e il browser ci farà vedere un messaggio di errore o suggerimenti su come installare il plugin mancante).

Java_logoLa politica di Google in termini di sicurezza ha portato i ragazzi di Mountain View a mandare in pensione quei plugin che sono una vera spina nel fianco viste le loro innumerevoli vulnerabilità.

Microsoft_Silverlight_logoLa Netscape Plugin Application Programming Interface (NPAPI) è l’architettura sulla quale si sono basati i plugin per il browser web fin dai tempi di Netscape 2.0 ed è oramai superata. Google da tempo cerca di imporre le sue specifiche PPAPI (Pepper Plugin API), molto più sicuri.


Questo articolo è rivolto a chi pur utilizzando Chrome ha un bisogno assoluto di usare un’applicazione web Java oppure di vedere un video Silverlight (usato ad esempio da siti come Infinity).

Si deve aprire la scheda delle opzioni sperimentali di Chrome digitando sulla barra degli indirizzi: chrome://flags/#enable-npapi
La prima opzione visibile a partire dall’alto è quella per attivare i plugin NPAPI. Per applicare la modifica, scorrere la pagina verso il basso e premere il tasto per riavviare Chrome.
Tutti i plugin NPAPI installati in Chrome diventano ora nuovamente disponibili.

npapiQuesta opzione sparirà comunque nel Settembre 2015, quando Google rimuoverà definitivamente il supporto dei plugin più vecchi e insicuri da Chrome.


UPDATE 01/09/2015: Come annunciato a partire dalla versione 45 il browser Chrome non supporta in alcun modo i plugin NPAPI.

Chrome si aggiorna alla versione 42: arrivano le notifiche push e addio a Java e Silverlight

chromeGoogle ha aggiornato il browser Chrome portandolo alla versione 42 che non solo presenta funzioni aggiuntive (notifiche push), e vari fix (sono state risolte 45 vulnerabilità), ma un’importante novità relativa alla sicurezza della navigazione (sono stati bloccati i plugin NPAPI ovvero Java e Silverlight).

La versione “42” del browser dei ragazzi di Mountain View gioca con il riferimento al romanzo “Guida galattica per autostoppisti” e infatti nell’articolo in cui viene presentata gli sviluppatori annunciano  le migliorie e la risposta alla “domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto”.chrome42

La nuova release di Chrome inserisce il funzionamento delle notifiche push: utilizzando due API “inedite” (Push API e Notifications API), gli sviluppatori di siti web avranno la possibilità di inviare messaggi ad utenti e lettori anche quando tutte le pagine del sito fosse già state chiuse. Naturalmente l’utente avrà la possibilità di disattivare le notifiche indesiderate: una volta ottenuta l’autorizzazione il sito web può sfruttare Google Cloud Messaging per inviare le notifiche al browser.chrome42_informazioniSul lato sicurezza in termini tecnici sono stati bloccati i plugin NPAPI (Java e Silverlight), una tecnologia vecchia per integrare componenti esterni nei browser. Quante volte ci è stato consigliato di disattivare questi plugin sul nostro browser per aumentare la sicurezza della nostra navigazione evitando di far girare codice malevolo sul nostro computer: se prima era l’utente a dover decidere di disabilitare i plugin “pericolosi” adesso è Chrome che non li carica più di default e tutti i contenuti che richiedono un plugin Java e Silverlight non verranno più caricati e il browser ci farà vedere un messaggio di errore o suggerimenti su come installare il plugin mancante.

chrome_java

Test funzionamento plugin Java

ChromeSilverlight

Test funzionamento plugin Silverlight

La politica di Google è quella di supportare tecnologie più recenti e ad oggi meno vulnerabili: Chrome supporta la nuova API, chiamata PPAPI, usata per esempio da Adobe Flash che infatti non viene bloccato.

Per vedere i plugin bloccati in Chrome si può aprire una nuova scheda con indirizzo:
chrome://plugins/
Nella lista dei plugin, che per ciascuno è scritto “Tipo: PPAPI“. Quelli che non sono PPAPI non funzioneranno e potranno quindi essere rimossi.

Youtube e Vimeo passano a HTML5

Se vi capita un po’ troppo spesso di esasperarvi davanti a un video di Youtube o di Vimeo, afflitti anche voi da rallentamenti e visione a scatti, sappiate che quasi sempre la colpa è di Flash, la tecnologia, funzionale ma pesantissima, utilizzata finora per visualizzare i video in streaming nei siti web.

La notizia è che ambedue questi siti stanno sperimentando il nuovo standard HTML5 nelle loro pagine, introducendo la possibilità di usufruire dei video in streaming senza ricorrere al prodotto di Adobe con risultati sorprendenti in termini di prestazioni.

Ecco le principali migliorie di un player in HTML5:

  • Piu leggero e integrato nel browser.
  • Accede alle risorse del PC (memoria e processore) senza limitazioni eliminando i fastidiosi rallentamenti.
  • Si può saltare a qualsiasi parte del video senza aspettare nessun caricamento. Continua a leggere
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