[Racconto breve] Ho tirato fuori ‘sta mastercard e gliel’ho strisciata.

Minchia! Non è che uno adesso si deve vergognare per un modesto gesto di umanità che ogni tanto può pure scappare visto che la razza è quella.
Ho tirato fuori ‘sta mastercard e gliel’ho strisciata.
Che sarà mai. Figurati il buonsamaritano che al giorno d’oggi manco in chiesa lo trovi. Che poi a ben vedere le cose non sono propriamente andate come ha scritto questa giornalista del giornale sul computer. Si è vero che la cena l’ho pagata a tutti quanti. Come no. Anche dopo che ho visto quello che si erano scofanati non ho mica battuto ciglio. Ci vuole ben altro per spaventare uno fatto come me.
Ho tirato fuori ‘sta mastercard e gliel’ho strisciata.
Che con tutta quella camurria che hanno combinato a ‘sto tavolo, con i bambini che prima volevano la mozzarella, poi le patatine e poi no e poi si. Quell’altra femminazza tipo betoniera che voleva la marinara, ma senza aglio per sentirsi leggera. Quell’altro ommino che c’ha messo una mezz’orata prima di ordinare una semplice margherita. E tutti gli altri… Chissà il cuoco quanto ci avrà sputazzato in quei piatti, così a sfregio. E la gente seduta accanto che nemmeno riusciva più a capire il gusto di quello che si portava alla bocca. Ma io niente, preciso e consolabile.
Ho tirato fuori ‘sta mastercard e gliel’ho strisciata.
Sti puvirazzi c’ho avuto il pensiero. Guardavo senza guardarli che magari si potevano mettere scuorno. Che io se c’avessi casomai avuto un figlio come uno di quelli che stanno fermi in carrozzina, ma mica lo saprei se la madonna m’avrebbe combinato abbastanza coraggio. Io di figli fortunatamente nemmeno uno ne tengo e pure se ne avessi avuti non l’ho in nessun caso voluto sapere. Già tengo i miei di impicci e proprio disdico di farmene per altri. Alla bisogna m’accontento di priarmi dei figli degli altri. E dopo che me li sono ricreati per un’orata…
Ho tirato fuori ‘sta mastercard e gliel’ho strisciata.
Nemmeno ho voluto farmi grande di far sapere del mio generoso gesto. Al cameriere ho comandato di ammucciare la faccenda il più possibile allungandogli pure una mancetta insieme alla comanda di avvisarli che era tutto pagato solo dopo che me ne fossi andato senza arrivederci. Il conto l’ho saldato eccome, senza tentennamenti.
Ho tirato fuori ‘sta mastercard e gliel’ho strisciata.
Ringraziamenti manco ne voglio. Le smancerie e gli imbarazzi non c’entrano niente con quelli come me. E poi vi posso dire che la carta manco era la mia. L’avevo trovata nel portafogli che è cascato a quello del tavolo dirimpetto a quello mio. Io sono un uomo semplice che all’occorrenza non manca di afferrare l’occasione.
Ho tirato fuori ‘sta mastercard e gliel’ho strisciata.

[Recensione] Rim of the World

Film commovente.
Ho pianto molto dall’inizio alla fine ripensando ai mille dollari di cachet pagati allo sceneggiatore (Zack Stentz) a cui auguro il contrappasso di dover guardare in loop e senza soluzione di continuità questo parto della sua povera mente.

A Netflix invece auguro tanta fortuna soprattutto per quando sarà costretta a portare i libri in tribunale vista l’ormai conclamata abitudine di dilapidare i lauti profitti in progetti di così basso livello che chiaramente non verranno mai presentati a Cannes.

Lo scopo non dichiarato di questo film è in realtà quello di spaventare a morte il genitore americano medio nella malaugurata ipotesi dovesse passargli per l’anticamera del cervello l’idea di mandare il proprio pargolo al campo estivo facendogli correre così il rischio di essere nominato baronetto dal cartonato della regina d’Inghilterra. Suggerisco piuttosto di spedirlo all’oratorio della parrocchia dove, a meno di non incappare in un prete dai gusti discutibili, si occuperanno di raddrizzare la sua anima capitalista abituata a usare la parentale carta di credito per pagare migliaia di dollari in discutibili capi d’abbigliamento firmati Adidas che vengono in realtà prodotti per pochi centesimi da alieni pieni di risentimento che covano segretamente il desiderio di invadere la Terra per sterminarci tutti.

Di contro mi ha profondamente colpito la sottile critica antimilitarista in contrapposizione all’incremento delle spese militari dell’amministrazione Trump: miliardi di miliardi di dollari spesi nello sviluppo di sofisticatissimi armamenti… e poi tutto il sistema di difesa dipende da una tamarrissima chiavetta usb di produzione cinese.

Sulla regia (McG), sulla fotografia e sul montaggio non mi posso pronunciare poiché francamente non pervenuti. Per quanto riguarda gli effetti speciali, un accordo di segretezza non mi consente di parlarne come altrimenti meriterebbero, posso dire che la tecnica segreta impiegata per gli effetti speciali è talmente segreta che è come se non esistessero.

Sui giovani attori non voglio infierire, preoccupato piuttosto che fra una decina d’anni la giapponesina (Miya Cech) che qui interpreta l’orfana cinesina possa fare la fine della più famosa Fan Bingbing mentre il giovane carotino nerd (Jack Gore) quella di Macaulay Culkin. Un po’ per scardinare gli stereotipi avviso dellinnovativa scelta stilistica che vede il componente di colore del gruppo (Benjamin Flores Jr.) NON destinato a perire stupidamente entro la prima mezz’ora di girato, ma solo eroicamente ferito e ciò insegna quanto conti per un attore essere rappresentati da un bravo agente. Sul quarto giovane interprete (Alessio Scalzotto) non mi pronuncio vista la scarsità di battute a lui riservate, ma la mancanza di espressione e la vacuità del suo sguardo in camera mi hanno ricordato molto un Silvester Stallone ante litteram.

Una menzione positiva invece va alla colonna sonora, la cui epicità avrei però adoperato nel prequel young adult de «Il Gladiatore» in cui l’adolescente Maximus mandato in vacanza nel villaggio di Asterix salva Roma da un invasione di cavallette cartaginesi.

GIUDIZIO FINALE: Ho talmente raccomandato la visione di questo film al mio odiatissimo vicino di casa che questi è andato subito a rinnovare l’abbonamento alla piattaforma Netflix – spero che questo seppur piccolo incremento agli utili possa mitigare le ire di Reed Hastings e di Marc Randolph (suoi fondatori).


P.S.: Un ultimo appello. Prego la produzione di restituire al più presto alla sua famiglia il pupazzo in CGI che interpreta l’unico alieno impiegato nel film: abbiate pietà, la sua famiglia è pure disposta a pagare un ragionevole riscatto.

Un’insidiosa quanto veritiera “Fake News”

Per tutti coloro che per il riscaldamento di casa usano i termosifoni: STATE ATTENTI!!!!

Pagate il gasolio, vero? E quanto lo pagate?

Sicuramente non vi farà piacere sapere che è tutta una gigantesca TRUFFA!!!!

Continuate a leggere…

Quello che scorre nei nostri termosifoni, che paghiamo a caro prezzo come gasolio… …in realtà è semplice acqua calda!!!! Identica a quella che potreste prendere voi stessi dal vostro rubinetto di casa senza pagare un centesimo.

Non dico che questa cosa valga per tutti, ma a casa mia è così e me ne sono accorto per puro caso mentre sfiatavamo il termosifone del salotto perché non scaldava bene (ora capisco come mai) è caduta qualche goccia di liquido per terra. Già mi sembrava acqua alla vista… …poi l’ho anche annusata e vi assicuro che non poteva proprio essere gasolio. Ho fatto delle ricerche su Wikipedia e sui social e ho potuto constatare che è tutto vero: ASSURDO!!!!

Non dico che sia così per tutti ma ora sapete che può capitare… …quindi vi conviene controllare e denunciare!!!!.

 



P.S.: «… sarà stata un effetto collaterale della tachipirina, ma giuro che per cinque/dieci secondi ci ho creduto anch’io»


[#Referendum]: “Il tappo è saltato”

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Cristo risorto in 3 di

cristo risorto in 3 di

PD Magnifico da Crozza nel Paese delle Meraviglie

Il bravissimo Maurizio Crozza venerdì scorso ha regalato agli spettatori del suo programma Crozza nel Paese delle Meraviglie in onda il venerdì in prima serata su La7, la parodia della canzone Magnifico di Fedez.

Interpretando il cantautore Francesco Guccini e il premier Matteo Renzi ha creato insieme alla Silvano Belfiore Band la canzone PD Magnifico, un pezzo satirico sulla festa dell’Unità a Bologna.

Mi fido di te…

Questa bimba contava sulla mia amica per fare un esercizio zen… ma forse non si sono capite.

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