LIBRI DA LEGGERE | “DENTE PER DENTE” di Francesco Muzzopappa


Titolo: Dente per dente

Autore: Francesco Muzzopappa

Editore: Fazi Editore – Collana Le Meraviglia

Genere: Romanzo umoristico

1a ed. originale: giugno 2017, 218 pagine

ISBN: 9788893251358

Anteprima del libro: link (Google books)

Sito web: link (Fazi Editore)


Se Roma ha la GNAM (Galleria Nazionale d’Arte Moderna), Bologna il MAMBO (Museo d’Arte Moderna BOlogna) e a Napoli c’è il MADRE (Museo d’Arte contemporanea DonnaREgina), a Varese hanno pensato bene di inaugurare il Mu.CO (Museo d’arte COntemporanea). Qui, a detta dei critici, sono esposte le peggiori opere dei più grandi artisti contemporanei. Tra le altre, un orribile Warhol, un Dalí terrificante, due drammatici Magritte e un Duchamp inguardabile. Leonardo ci lavora da tre anni. È un’assunzione obbligatoria: ha perso due dita in un incidente e insieme alle dita anche i sogni. Ha solo una grande certezza: si chiama Andrea, una ragazza molto cattolica, osservante e praticante, che rispetta alla lettera i dieci comandamenti, non dice parolacce e, soprattutto, non fa sesso. Non fa sesso con lui, però, perché Leonardo, sul punto di farle la sua proposta di matrimonio a sorpresa, la scopre a letto con un altro. Da quel momento, la sua vita va in pezzi. Alla disperazione più nera, tuttavia, segue la vendetta. Leonardo decide di rifarsi su Andrea e sui suoi preziosi comandamenti. Li infrange tutti, sistematicamente, uno dopo l’altro. Con un’ironia corrosiva e una storia scandita da scene esilaranti, Muzzopappa torna a dare il meglio di sé in un’inusuale commedia nera, protagonista un tenero quanto agguerrito ragazzo innamorato.


Ci sono libri che leggiamo per imparare e altri che leggiamo per evadere. Questo libro non appartiene né all’una né all’altra categoria. Eppure se vi piace leggere è un titolo che deve assolutamente passare dal vostro comodino. Sul mio c’è stato giusto un paio di giorni. Come succede per gli amori estivi il nostro incontro è durato poco, ma è stato piacevolmente intenso e pure imbarazzante. Molti passaggi li ho sottolineati con una sonora risata e le lacrime agli occhi: i miei familiari hanno magari pensato che avessi esagerato con l’uso cannabis a cui in realtà sono allergico.
Le vicende del ‘povero’ Leonardo sono quelle di qualsiasi ragazzo/giovane uomo invalido abitante nella provincia dell’Italia settentrionale: a parte l’invalidità e il forno autopulente, mi ci sono riconosciuto e la cosa mi ha fatto pensare (giusto per un paio di secondi, ma profondamente).
Le parole scorrono veloci e le scene si susseguono in escalation di emozioni. E’ un libro d’amore e di vendetta (un po’ come “Guerra e pace”, ma molto più corto e senza barbosi principi e svitate principesse russe). Fa ridere, certe volte con lieve amarezza altre per le esilaranti trovate dell’autore che si vede che era particolarmente in vena.
Di più non vi posso dire, andate in libreria e abbiate il coraggio di chiedere l’ultimo libro di Muzzopappa, non ne resterete delusi. Solo vi posso svelare che la fine è quasi meglio del finale di La La Land.
Comunque ci si vede tutti al Mu.Co di Varese ad ammirare le inestimabili opere ivi custodite e magari farci qualche selfie in barba agli integerrimi agenti della sicurezza.

La mia classifica dei migliori 10 libri letti nel 2016

libri-500x500Torna a grande richiesta la classifica dei libri letti negli ultimi dodici mesi (una quarantina di libri in tutto, davvero un po’ pochini rispetto al mio solito, ma quest’anno è andata così).

Come le altre volte stilare una classifica mi è parso strano, visto che un conto è se un libro mi è piaciuto o meno, e un altro ‘pesare’ i libri e metterli in un certo ordine: quindi diciamo come sempre che quelli che seguono sono i libri che mi sono piaciuti e sono solo quelli di cui ho scelto di parlare in questo post. Iniziare a leggere il libro è come imbarcarsi per un viaggio in cui più importante della meta è il percorso che si compie.


download1° postoLe prime quindici vite di Harry August di Claire North
Anno pubblicazione: 2015
Pagine: 383
Il protagonista di questo libro è una persona molto speciale che Harry August ha un dono riservato a una stretta cerchia di umani evoluti i ‘kalachakra’ che ogni volta che muoiono rinascono esattamente nello stesso luogo e nello stesso anno. Condannato alla rinascita e al ricordo, Harry può morire sapendo che rinascerà, può uccidere, può trasformarsi in quello che vuole, approfondire la scienza, le religioni, la storia. Il giorno in cui una bambina gli dice: “La fine del mondo sta arrivando. Adesso tocca a te.” catapulta Harry in una storia di amicizia e tradimento, amore e solitudine, gioia e lealtà che lo vedrà confrontarsi con il malvagio Vincent Rankis. Il finale non è all’altezza dell’impegno profuso dall’autrice per farci arrivare alla fine del libro, ma rimane abbastanza per poter dire che ne è valsa la pena. In sintesi si tratta di un romanzo ben congegnato con atmosfere che richiamano l’immaginario alla Benjamin Button, in cui la giovane autrice inglese Catherine Webb, sotto lo pseudonimo di Claire North, si destreggia nei continui flashback riuscendo nell’intento di coinvolgere il lettore con una narrazione ad incastro per portarlo a riflettere sul valore della vita e sul progresso del genere umano.


image_book2° posto – Girl runner di Carrie Snyder
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 288

Una storia quasi vera quella di Aganetha Smart mezzofondista canadese medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1928 di Amsterdam. Un romanzo che fino all’ultimo pare al lettore appartenere ad una persona veramente esistita, per poi scoprire con un certo disappunto che l’autrice Carrie Snyder si è solo ispirata per questo libro alle famose “Imbattibili sei”, le Matchless six e alle altre donne che poterono partecipare per la prima volta ad alcune gare di atletica negli anni venti del secolo scorso. Ma questo non è certo un romanzo ‘sportivo’. Il racconto inizia ai giorni nostri quando un ragazzo e una ragazza che vogliono realizzare un documentario scovano la centenaria vecchia gloria dell’atletica canadese ricoverata in un ospizio e si fanno raccontare da lei la sua avventurosa vita. E qui iniziano i flashback attraverso i quali riviviamo con gli occhi della piccola Aggie il suo vivere in una famiglia difficile nella campagna rurale dove le donne sono relegate al ruolo di madri e mogli, altro che emancipazione! La bambina ha un’unica via di sfogo, la corsa in cui eccelle da subito riuscendo a battere i compagni maschi. Mentre la sua famiglia affronta le vicissitudini quotidiane la ragazza si trasferisce in città e inizia ad allenarsi e a gareggiare fino a compiere l’impresa di vincere la medaglia d’oro alle olimpiadi che la trasformano in personaggio. Il tempo, la fama, gli amori sono un turbine che cambiano Aganetha solo apparentemente, che dentro di sé rimane figlia, madre e moglie perché mai e poi mai rinnega i valori che tengono in piedi la sua tragica famiglia. Le pagine scorrono veloci e la scrittura è amabilmente coinvolgente fino all’epilogo che chiude un ciclo iniziato con i passi svelti di una bambina di cent’anni fa e finiscono nei sogni di una ragazza dei giorni nostri.


image_book-13° posto – Le ragazze senza nome di Martha Hall Kelly
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 479

E’ difficile descrivere le emozioni e l’orrore che ho provato mentre leggevo questo libro, la storia romanzata di tre donne così diverse tra loro che si svolge dal 1939 al 1958. L’americana Caroline Ferriday, dei suoi amori e del suo impegno nelle opere di beneficenza, la polacca Kasia Kuzmerick e le altre ragazze usate del campo di concentramento per sole donne di Ravensbrück e della giovane dottoressa Herta Oberheuser impegnata per il Terzo Reich a compiere esperimenti atroci su cavie umane. Pensare che queste donne siano realmente esistite fa venire la pelle d’oca. Un plauso al lavoro di ricerca dell’autrice Martha Hall Kelly, molto brava nel  nel riuscire a non far perdere al lettore il filo del racconto muovendosi su tre trame che s’intrecciano magistralmente.33f5f02000000578-3579886-image-a-69_1462736088355 La testardaggine e il cuore di Caroline ne fanno una donna non solo da ammirare, ma da invidiare per il coraggio che ha avuto nel non rimanere con le mai in mano mentre si compiva la più grande tragedia del novecento. Il coraggio di Kasia, ‘coniglio di Ravensbrück‘ e la sua voglia di vivere siano d’ispirazione per chi si sente perso e schiacciato dagli eventi, poiché l’umanità risiede anche nella speranza di un domani migliore. La cieca abnegazione di Herta traviata per sempre dalla malvagità degli uomini che la circondano e resa cieca dall’orgoglio e dal male. Un modo per riflettere su una storia che in molti reputano oramai da relegare nella soffitta del passato da dimenticare e che invece dovremmo tenere bene a mente per non ripetere nel presente gli stessi errori. Una bella e sana lettura che lascia tanto amaro in bocca e al contempo tanta speranza.


image_book-24° posto – Squadra speciale minestrina in brodo di Roberto Centazzo
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 247

Questo libro del genovese Roberto Centazzo è stata una piacevole sorpresa certo non una minestre ‘riscaldata’. Gli ingredienti del giallo ci sono e sono pure ben dosati, ma qui la soluzione del delitto è in secondo piano rispetto ai tre protagonisti. Tre poliziotti che non appena andati in pensione si rendono conto che l’agognato riposo è di una noia mortale così Ferruccio Pammattone detto “Semolino”, ex vice dirigente alla Squadra mobile, Eugenio Mignogna detto “Kukident”, ex sovrintendente alla Scientifica e Luc Santoro detto “Maalox”, ex assistente capo all’Immigrazione, si fanno carico di un caso irrisolto nell’ambiente dei venditori ambulanti. Lo sfondo della città di Genova fa da contraltare ai personaggi comprimari ben delineati dall’autore e indispensabili a rendere il racconto più agrodolce di quello che altrimenti sarebbe stato.  Così il racconto diventa il pretesto per riflettere sulla figura degli anziani nelle nostre città, su quello che molti si perdono non ascoltando una saggezza che nasce dall’aver compiuto tanti errori nella vita. Una scrittura talvolta un po’ troppo superficiale e leggera (diciamo più che adatta allo scopo) che non fa di certo gridare al capolavoro, ma che non fa rimpiangere il tempo speso su questo libro. Anzi, speriamo  in una prossima avventura di quelli della ‘squadra speciale minestrina in brodo’ .


istantanea_2016-12-29_16-55-165° postoArmenia di Gilbert Sinoué 
Anno pubblicazione: 2011
Pagine: 319
Questo libro parla del popolo armeno e del suo annientamento. Se la cruda storia dei protagonisti è stata romanzata da Gilbert Sinoué nel suo racconto delle vicissitudini della famiglia Tomassian, rimane tanto forte da riuscire a rendere degnamente il dramma storicamente reale. Il lettore è così rappresentato lo sfondo storico di atrocità di violenze realmente accadute, ma viene accompagnato con magistrale sapienza dall’autore che è riuscito a creare un’opera storicamente fedele, ma al contempo accessibile a tutti. E’ passato troppo tempo per giudicare la storia, ma non è mai troppo tardi per ammettere che il genocidio è un crimine che colpisce un popolo, ma verso l’intera umanità. Un libro per riflettere anche sul nostro presente, magari guardandosi attorno.


image_book-36° postoLa stranezza che ho nella testa  di Orhan Pamuk
Anno pubblicazione: 2015
Pagine: 574
Leggendo questo libro mi sono perduto cento volte passeggiando di notte tra i vicoli di Istambul e innamorato cento volte di Rayiha. Il premio Nobel Orham Pamuk narra con la solita capacità di ammaliare il lettore, la storia di Mevlut Karataþ, venditore di boza (la bevanda, leggermente alcolica, tipica della Turchia), lavoratore indefesso, inguaribile ottimista (qualcuno direbbe ingenuo) e sognatore che compie tanti errori (tra i quali quello di corteggiare e sposare la donna sbagliata), ma che non smette mai di credere nella propria normalità. Ma anche della città di Istambul e del tempo (dal 1996 al 2012) che l’attraversa mutandola, una saga grandiosa e potente degli individui e delle famiglie che lottano, si alleano, si amano e si dividono per trovare il proprio posto in questo mondo turbinoso. Lento, ma piacevole, mai noioso, si arriva alla conclusione con il senso di appagamento che si ha dopo aver compiuto un viaggio meraviglioso con in bocca ancora il sapore della boza.


image_book-47° postoLa strategia di Harry Bosch di Michael Connelly
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 372
Le storie del detective Hieronymus Bosch o si amano o si odiano un po’ come succede alle opere del pittore olandese a cui ha rubato il nome. Per me, un fan sfegatato dei thriller di Michael Connelly, è un po’ come sentirsi a casa. L’irriverenza verso l’autorità e la sapienza investigativa del detective di Los Angeles fanno da contrappunto ai casi che lo vedono impegnato questa volta affiancato da una giovane recluta, Lucia Soto a cui mostrerà i mille trucchi del bravo investigatore. L’Unità crimini irrisolti è alle prese questa volta con due cold-case: quello di un mariachi dalla vita irreprensibile colpito anni prima da un proiettile vagante e quello probabilmente collegato al rogo di un asilo non autorizzato avvenuto addirittura vent’anni prima. Harry Bosh come al solito ci si butterà a capofitto portando alla luce storie di avidità e corruzione. Una lettura appassionante dalla prima all’ultima pagina.


image_book-58° postoLa sposa giovane di Alessandro Baricco
Anno pubblicazione: 2015
Pagine: 183
Un libro strano che non porta a niente e che mi è piaciuto anche per questo. La storia di una promessa sposa che attende l’arrivo dell’uomo che dovrebbe sposare, rampollo di una famiglia che campa grazie ai riti che compie nell’attesa del suo ritorno. Personaggi che l’autore sceglie di presentarci per il proprio ruolo e non per nome: ci sono quindi La Sposa, La Madre, Il Padre, ecc… Solo del domestico che sovraintende la casa conosciamo il nome: ‘Modesto’. Riassumendo questo è un libro di attesa, evanescente, ma non banale, che va letto con una certa attenzione, poiché non capire un certo passaggio è tanto facile quanto deleterio a capire l’intera storia.


image_book-69° postoL’informatore di John Grisham
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 332
Il maestro del legal-thriller ci regala un’altra sua meravigliosa storia. Questa volta al centro del racconto non ci saranno dei processi e arringhe, ma il lavoro investigativo e la caparbietà di chi vuole portare alla luce un caso di corruzione. Anche se gli avvocati non mancano non si tratta quindi della solita storia alla ‘Grisham’. Davvero apprezzabile e direi pure riuscito l’intento di John Grisham di uscire dai suoi soliti clichés raccontandoci un’avvincente storia d’investigazioni e colpi di scena lontani da un’aula di tribunale. La protagonista è Lacy Stolz, avvocato che si occupa solitamente di investigazioni presso una commissione statale con la funzione di vigilare sulla cattiva condotta dei giudici, la cui routine viene sconvolta quando insieme ad un collega incontra un avvocato radiato dall’albo che sostiene di avere le prove dell’esistenza di un giudice che ha rubato più soldi di tutti i giudici corrotti d’America messi insieme. Scritto bene con la solita maestria si tratta di un libro di genere ben fatto che non fa rimpiangere il tempo speso a leggerlo.


image_book-710° postoLondon Underground – Le indagini di Neal Carey di Don Winslow
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 411
Chi era Don Winslow prima di diventare Don Winslow? Arriva in Italia il romanzo d’esordio del più grande autore di noir in circolazione uscito nel 1991. Il giovane autore sembra lontano dal grande scrittore che è oggi, che in questo libro concentra i luoghi comuni del mistery (Allie Chase, la figlia adolescente e ribelle di un potente senatore) con la storia quasi dickensiana dell’investigatore Neal Carey che da giovane ladruncolo viene trasformato dal mentore Graham nella punta di diamante della sua agenzia. Neal ha l’incarico di riportare a casa la ragazza e per riuscirci dovrà infiltrarsi nella comunità punk della capitale inglese, un ambiente che gli è sconosciuto e che potrebbe rivelarsi complicato anche per uno cresciuto in strada come lui.


  • La classifica del 2015 la trovi qui: link
  • La classifica del 2014 la trovi qui: link

Recensione: “Caos” – Patricia Cornwell

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Caos

Di Patricia Cornwell

Editore: Mondadori (Omnibus)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 345


Questo è uno dei libri peggiori che mi si sia capitato tra le mani e che per oscure ragioni ho comunque letto dalla prima all’ultima pagina. Terminata con fatica la lettura dell’ultima opera della Cornwell mi sono fatto due domande.

1) Ma chi me lo ha fatto fare? La noia mortale che mi ha assalito mentre scorrevo le pagine di questo libro ha raggiunto livelli tali che più volte sono stato tentato di gettarlo nel caminetto. Tutta l’azione (uso sarcasticamente un eufemismo) si svolge in pratica in una serata, tra una cena interrotta e lo scontatissimo finale. Nel mezzo duecento e passa interminabili pagine in cui non succede praticamente niente e il tempo scorre nel sorbirsi le seghe mentali della Scarpetta in attesa che montino uno stupido telone sulla scena del crimine di una povera ciclista lasciata a decomporsi nella torrida calura tipica del Massachusetts. Marino fa la comparsa in pochissime scene e non è il solito sparring partner, idem Lucy e la sua ultratecnologica paranoia, davvero un peccato perché avrebbero potuto distrarre il lettore dallo smascellarsi la mandibola nell’ennesimo sbadiglio. Lo scontatissimo finale viene relegato alle ultime dieci paginette spicciate in fretta e in furia più per accontentare l’editore che il deluso lettore. Ho comunque capito e fatto tesoro che tutti i personaggi “buoni” della storia sono così snob e antipatici che ho deciso che al prossimo giro tifo per il serial killer di turno nella speranza che faccia una carneficina di tutta la combriccola.

2016-11-16_lif_26359018_i12) L’FBI e l’NSA dovrebbero indagare su che fine ha fatto la vera Patricia Cornwell, perché chiunque abbia scritto gli ultimi due/tre libri non è certamente la scrittrice che ci ha tanto appassionato con le sue storie. Non c’è il pathos né quella bravura nel tratteggiare la caratterizzazione dei personaggi che ci hanno fatto amare la dottoressa Scarpetta, Marino e compagnia bella. Secondo me qualcuno l’ha fatta fuori e adesso si spaccia per lei, pubblicando dei libri ignobili, dei noiosissimi e paranoici pamphlet che non hanno niente a che fare con i Thriller con la t maiuscola al quale eravamo abituati.


Mi sono accorto che negli anni mi sono dato pena di scrivere altre due recensioni negative dei libri della Cornwell, il perché continui a sprecare il mio tempo sperando di leggere un buon libro rimane il vero mistero…:

[Google – doodle] 37° anniversario de “La Storia Infinita” di Michael Ende

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Il romanzo fantastico La Storia infinita del tedesco Michael Ende compie 37 anni e Google festeggia l’anniversario dedicando un doodle.

La trama la conoscono tutti: il piccolo Bastiano inizia a leggere un libro sul Regno di Fantàsia, un mondo fantastico minacciato dall’espansione di una forza misteriosa chiamata Nulla, e si ritrova progressivamente coinvolto negli eventi del racconto. Diventato anche lui parte di Fantàsia, Bastiano aiuterà il giovane guerriero Atreiu nel tentativo di salvare il regno dal nulla e riuscirà infine a trovare un modo per ritornare nel mondo reale.

Arrivato in Italia due anni dopo (nell’1981) sull’onda del successo mondiale La Storia infinita è uno dei libri che hanno maggiormente colpito l’immaginario fantastico dei ragazzi di quegli anni soprattutto anche per il film che ne trasse nel 1984 il regista Wolfgang Petersen.

Per capire la grandezza del fenomeno lo potremmo comparare a quello del maghetto Harry Potter di qualche decennio più tardi. All’epoca non c’era ragazzino che non avrebbe dato un occhio per cavalcare il drago Falkor (chiamato Fulkur nel romanzo).

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NON ESISTONO LIBRI SBAGLIATI

Premetto che nella polemica sull’intervista al figlio di Riina sul primo canale della televisione pubblica, mi trovo concorde alla maggioranza di coloro che si sono espressi negativamente in proposito non tanto nel giudicarne il merito, ma quanto per i modi superficiali con il quale tutta l’operazione è stata confezionata e trasmessa.

L’assenza di domande di spunto giornalistico da parte del ruffiano intervistatore non hanno aggiunto nulla a ciò che già era di dominio pubblico, trasformando l’occasione di svelare ulteriori dettagli di un fenomeno certamente negativo, in una semplice ‘marchetta’ promozionale.download

Precedenti, più illustri ce ne sono pure stati a firma di grandi e illustri giornalisti che hanno però saputo gestire la patata bollente con il giusto mestiere di una professione difficile, incalzando ragionevolmente chi avevano di fronte ed era dalla parte del torto, senza fastidiosi salamelecchi e surreali dipinti idilliaci a scapito della verità.

A che pro cimentarsi in una simile operazione se non mostrare all’opinione pubblica il lato oscuro da esecrare oppure rendere tutti partecipi del percorso di redenzione di chi è caduto e vuole magari rialzarsi? L’altra sera invece si è fatto passare un malavitoso (condannato per mafia) come un figlio qualsiasi di genitore che per professione fa il mafioso ed è capace di accarezzare il proprio pargolo con la stessa mano del carnefice: in un paese come il nostro impegnato ogni giorno nella lotta alle organizzazioni criminali e alla loro guasta visione della vita è qualcosa di oltraggioso e inconcepibile.

Come sia possibile che sulla televisione pubblica, che dovrebbe avere come primo obiettivo non certo la ricerca dell’audience a tutti i costi, venga trasmesso un simile spettacolo è la cosa di cui mi capacito di meno. E con questo penso di aver chiarito a sufficienza il mio pensiero al di là di ogni possibile fraintendimento.

Come ahimè spesso accade, lo strascico delle successive polemiche, amplificate dal solito onanismo mediatico, quello di quelli che si svegliano dopo il fattaccio anche se avrebbero dovuto farlo prima, insieme a quelli che per professione sguazzano nei frivoli dibattiti schierandosi dove tira il vento, rischia di travolgere ogni cosa e di aggiungere danni al danno.

Esistono idee sbagliate, magari contrarie alle nostre convinzioni, così come esistono uomini che hanno scelto di vivere in modo sbagliato, Continua a leggere

“Le prime quindici vite di Harry August” – di Claire North

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Titolo: Le prime quindici vite di Harry August

Autrice: Claire North

Editore: NN Editore

Genere: Sci-Fi / thriller

1a ed. italiana: 2015, 384 p.

ISBN: 978-8899253028


«In ciascuna dell nostre vite» dissi «il mondo intorno a noi non cambia. C’è sempre una rivoluzione nel 1917; c’è sempre la guerra nel 1939; Kennedy viene sempre assassinato e i treni saranno sempre in ritardo. Ci sono eventi lineari che non cambiano, per quanto siamo in grado di constatare, da una vita all’altra. L’unico fattore variabile siamo noi. Se il mondo sta cambiando, siamo noi la causa.» 

(Claire North, Le prime quindici vite di Harry August)

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RECENSIONE: Una storia coinvolgente che apre a diversi interrogativi ai quali solo in parte il protagonista prova a rispondere nelle sue prime quindici vite. Una trama avvincente abbastanza ‘diversa’ dal solito che riesce ad unire con una certa efficacia al genere fantascientifico un solido intreccio thriller ingarbugliato in una matassa temporale che se talvolta inquieta il lettore con i suoi alti e bassi riesce infine a portarlo in una linea temporale dove viene ridefinito il concetto di flashback. Pensare di ricominciare la medesima vita dall’inizio è una trovata non molto ‘geniale’, ma se non sei il solo ‘miracolato’ e addirittura esiste un club di persone che morendo tornano da capo, e se uno dei tuoi simili si è messo in testa di cambiare il mondo, allora stai leggendo un romanzo con i contro fiocchi. Un plauso alla giovane scrittrice e al suo lavoro ‘storico’. Le pagine scorrono che è un piacere. Un plauso pure alla casa editrice italiana che in un caso tanto raro quanto straordinario riesce ad azzeccare una copertina che è addirittura migliore di quella originale.

La mia classifica dei migliori 10 libri letti nel 2015

libri-500x500Visto che a fine anno sono tutti lì a fare classifiche e che quella pubblicata l’anno scorso ha avuto un discreto successo di visite, anche quest’anno ho deciso di farne una tra i libri divorati nel 2015 (una settantina di libri in tutto tra romanzi, biografie, saggi, ecc…).

Stilare questa classifica mi è parso ancora molto strano, ma alla fine sono contento di avere l’occasione di capire cosa mi è rimasto dei libri letti quest’anno. In realtà come si fa a mettere un libro prima di un altro, mica esiste un misurino per queste cose. Diciamo che quelli che seguono mi sono piaciuti tutti e sono solo quelli di cui ho scelto di parlare in questo blog.


10° posto – New York di Edward Rutherfurd
Anno pubblicazione: 2010
Pagine:
984

Ogni volta che mi capita in mano un libro di questo autore vado sul sicuro e lo leggo volentieri. Come nei precedenti volumi che avevo letto dedicati alle città di Mosca, Londra, Parigi, Sarum – Salisbury, non c’è da farsi prendere dal panico per la mole di pagine di cui è composto il libro, ma occorre lasciarsi trasportare dalla Storia, imbarcarsi in una simile avventura è ciò che mi piace di più del leggere. Impossibile annoiarsi visto la notevole bravura dell’autore nell’evocare nelle sue righe le vicende che hanno stravolto l’ambiente e le persone di un luogo, in questo caso New York. Diamo per scontati i grattacieli, ma lo spirito degli uomini che li hanno costruiti è un retaggio antico che viene da lontano. Man mano un villaggio sulla foce di un fiume cresce e diventa un luogo di scambi sempre più importante, poi una cittadina e infine la meravigliosa città dei nostri giorni che tutti conosciamo. In questo ambiente nascono, vivono e muoiono uomini e donne che ne fanno la storia. Le vicende dei personaggi inventati s’intrecciano con quelle dei personaggi storici: un conto è studiare la Storia sui libri di scuola piena di nomi e date, un altro è viverne le emozioni attraverso il canone del romanzo.
9° postoLa cripta dei cappuccini di Joseph Roth
1ª ed. originale: 1938
Pagine: 195

Francesco Ferdinando Von Trotta, piccolo barone asburgico è forse il più struggente dei perdenti creati da Roth. Il tracollo dell’impero asburgico è il pure quello del suo mondo talmente fatuo da non sopravvivere se non all’ombra dell’ombra dell’imperatore. Trotta è un giovane rampollo di una casata nobile che vive spensieratamente insieme a una combriccola di compagni della stessa specie: tutti ricchi, nullafacenti e dalla vita talmente vuota da non accorgersene. L’improvviso scoppio della prima guerra mondiale li scaraventa nella cruda realtà. Sebbene all’inizio anche la guerra viene considerata alla stregua di un passatempo come un altro, non passa molto tempo che la situazione si appalesa per quella che è e Francesco e i suoi amici pagheranno a caro prezzo questo risveglio. Il romanzo è l’ideale continuazione de “La marcia di Radetzky”.
Tempi Glaciali8° posto Tempi glaciali di Fred Vargas
Anno pubblicazione: 2015

Pagine: 442
Non conoscevo questa scrittrice ed è stata una bella scoperta.
Questo è uno strano giallo in cui l’esoterico, il noir e il giallo si fondono in una bella amalgama che coinvolge il commissario Adamsberg e la più stravagante armata dell’anticrimine di Parigi. Una caccia al killer tra fantasmi, demoni e strane leggende. Un rompicapo di cui solo l’arguzia del commissario può venire a capo con l’aiuto dei suoi tanti e preziosi collaboratori.
«Conosceva Adamsberg da abbastanza tempo per sapere che, nel suo caso, la parola “riflettere” non aveva alcun significato. Adamsberg non rifletteva, non si sedeva da solo a un tavolo, impugnando una matita, non si concentrava davanti a una finestra, non ricapitolava i fatti su un tabellone, con frecce e cifre, non appoggiava il mento su una mano. Vagolava, camminava senza far rumore, ciondolava da un ufficio all’altro, commentava, andava avanti e indietro a passi lenti, ma nessuno l’aveva mai visto riflettere. Sembrava un pesce alla deriva. No, un pesce non va alla deriva, un pesce persegue il suo obiettivo. Adamsberg faceva pensare piuttosto a una spugna, sballottata dalle correnti. Ma quali correnti?»
laforesta7° postoTatiana di Martin Cruz Smith
Anno pubblicazione: 2015
Pagine: 271
L’ispettore Arkady Renko è quello di “Gorky Park” magari un po’ invecchiato e ammaccato come tutti noi. Premetto che Martin Cruz Smith è uno dei miei autori preferiti e di averne letto praticamente tutti i libri pubblicati  compresi quelli al di fuori del ciclo Renko. Ciò che mi affascina dei suoi libri è la contestualizzazione storica della trama del romanzo. Anche in questo caso le indagini per scoprire chi ha ucciso la giornalista Tatiana Petrovna ci porterà a vivere l’atmosfera della Russia dei nostri giorni. L’oligarchia della malavita che sbranano le ricchezze di un grande popolo e la povera gente inerme che vede ogni giorno calpestati i propri diritti è storia attuale. Anche se ad alcuni i gesti, i pensieri di  Arkady Renko che va contro corrente possono sembrare cosa trita e ritrita, ma per un nostalgico come me ritrovarlo nelle pagine di questo libro è stato come ritrovare un buon amico.
Leviathan6° postoLeviathan – Il risveglio di James S. A. Corey
Anno pubblicazione: 2015
Pagine: 584
Quest’anno sembra proprio che mi sia fatto prendere la mano dalla fantascienza. Me ne sono fatto una ragione visto che trovo i racconti di sci-fi un’ottima fuga dai problemi che ci affliggono nel mondo reale, senza dimenticare che molti grandi autori di questo bistrattato genere letterario spesso riescono ad inserire nei loro romanzi argomenti di riflessione più che attinenti a ciò che oggi ci circonda. Forse ho sbagliato a leggerlo, visto che ne hanno tratto una serie tv (intitolata The Expand) che sto seguendo al momento in contemporanea con la messa in onda negli States, e mi spiace avermi spoilerato pressoché tutto. Venendo al libro si tratta di un racconto di una guerra che rischia di coinvolgere le colonie umane nel sistema solare, la Terra contro Marte e contro le colonie più esterne che lottano per le risorse. Jim Holden e ciò che rimane dell’equipaggio della nave portaghiaccio Canterbury finiranno loro malgrado a essere i protagonisti di una vicenda più grande di loro, si cui riusciranno a venire a capo grazie al loro coraggio e determinazione nel risolverele situazioni, caratteristiche dei veri “esploratori” dello spazio. Se ho capito bene si tratta di una saga di cui questo è il primo capitolo. Le vicende “spaziali” sono rese molto bene dagli autori (si perché dietro allo pseudonimo si nascondono in realtà ben due scrittori). Mi sono sempre piaciuti i racconti di fantascienza che prevedono viaggi su navi spaziali.
laforesta5° postoLacrime nella pioggia di Rosa Montero
Anno pubblicazione: 2012 (Lágrimas en la lluvia, 2011)
Pagine: 480
Come non avrei potuto amare un romanzo di fantascienza ispirato al film “Blade Runner” di Ridley Scott e al romanzo distopico e filosofico “Il cacciatore di androidi” di Philip K. Dick? Siamo nel 2109, a Madrid, negli Stati Uniti della Terra, e il mondo è popolato principalmente da umani e replicanti. La lettura di questo noir fantascientifico scorre veloce con l’autrice brava a creare un mondo futuribile e tecnologico davvero complesso e ben congegnato (di cui si scopre anche la storia, la religione, la struttura politica, quella coloniale e spaziale, ecc…) e ad uno sviluppo della vicenda personale della protagonista e degli interessanti personaggi che “popolano” la sua vita e quel mondo. Come non innamorarsi della protagonista Bruna Husky, detective replicante, aggressiva, solitaria e disadattata, che si ritrova coinvolta suo malgrado in un complotto inquietante, con l’obiettivo di alterare la storia stessa dell’umanità per crearne un’altra, fittizia e manipolabile.
audace4° postoL’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache di Marco Marsullo
Anno pubblicazione: 2014
Pagine: 224
La trama è presto detta: quattro vecchietti spericolati la fanno sotto il naso alle suore dell’ospizio: in gita a Roma, se la squagliano per andare a compiere forse l’ultima, indimenticabile bravata della loro vita. In realtà questo libro è molto di più. Innanzitutto per lo stile con il quale è stato scritto: sembra che l’autore non si sia preso troppo sul serio, conducendo il lettore attraverso un mondo stralunato in cui personaggi al limite dell’assurdo compiono azioni assurde e parlano dicendo cose assurde. La bravura di chi ha scritto il libro è non travalicare il sottile limite dell’ironia strampalata per non cadere nel fosso della scempiaggine più torpida e nel turpiloquio. Un bel modo per passare il tempo godendosi le gesta di chi non si rassegna ad essere messo in un cantuccio ad aspettare il giorno della propria morte, ma se ce ne bisogno s’inventa il mondo riscoprendo valori senza tempo come l’amore e l’amicizia.
limbo3° postoLimbo di Melania G. Mazzucco
Anno pubblicazione: 2012
Pagine: 476
Il limbo di cui si parla in questo libro è quello stato in cui ci si ritrova quando tutte le tue certezze sono andate a farsi benedire, quando il passato diventa confuso quasi quanto il tuo futuro e il presente esiste in quanto ti sforzi di non arrenderti di cercare un modo per chiudere una porta per aprirne un’altra. Il sergente Manuela Paris torna a Ladispoli dopo essere stata vittima di un attentato in Afghanistan che ha ucciso molti degli uomini che componevano il plotone ai suoi ordini in una missione di pacekeeping in cui si è logorati dalla nostalgia per il proprio paese, dal clima avverso e dall’odio di tutto un popolo da cui occorre guardarsi costantemente per il pericolo di attentati. Il libro è strutturato in tre sezioni intrecciate tra loro. In “Live” viviamo la convalescenza di una ragazza che ha scelto di diventare soldato e che ora che è menomata nel fisico lotta per ritornare nei ranghi di quell’esercito che è diventata la sua nuova famiglia. In “Homework” tramite un diario che lo psicologo l’ha spinta a scrivere per cercare di ricordare quanto è accaduto durante l’attentato e che la sua memoria ha rimosso, ripercorriamo i tempi della missione in Afganistan, i legami che si creano tra i compagni con i quali si condividono affanni, problemi e pericoli. In “Rewind” c’è la ripartenza, la rinascita compiuta rimettendo al loro posto i pezzi del puzzle e comprendendo attraverso l’amore e la famiglia che la vita vale la pena essere vissuta.
Mara e Dann2° postoMara e Dann di Doris Lessing
Anno pubblicazione: 2005

Pagine: 560
A parte il finale un po’ troppo scontato, mi è piaciuto molto, coinvolto nell’odissea di fratello e sorella per sfuggire alla fame e alla siccità, alla ricerca di un posto migliore per vivere in una Terra in cui il clima è cambiato: il nord è coperto completamente dai ghiacci,e gli uomini si sono rifugiati al sud, caldissimo e secco. Chissà se quelli riuniti alla Conferenza sul clima di Parigi hanno avuto modo di leggere le pagine di questo libro? Chissà se anche a loro si è seccata la gola come a me leggendo delle difficoltà dei protagonisti di trovare una goccia d’acqua per dissetarsi? La trama è avvincente ricca di rocambolesche avventure come dovrebbe essere un racconto di viaggio come questo e nell’intreccio avventuroso si ritrovano numerose metafore sulla tecnologia, sulla civiltà, sulla memoria e sulla natura umana. C’è stata una nuova era glaciale, larga parte dell’emisfero nord è coperto dai ghiacci eterni e la popolazione mondiale si è spostata a sud, in Africa e America Latina. Come conseguenza di questa biblica migrazione, i popoli si sono confusi e combattutti e la memoria dell’era tecnologica è andata perduta. Secoli dopo l’inizio di questa glaciazione, Ifrik (il nome distorto del continente africano) è stretta dalla morsa della siccità. La storia dei due fratelli inizia quando un colpo di stato uccide i propri genitori ed essi sono costretti a rifugiarsi presso una lontana parente. In una terra tutt’altro che paradisiaca i due bambini crescono nella miseria, fino a quando la morsa della siccità, descritta vividamente nel testo della Lessing, raggiunge anche la nuova casa e il villaggio si svuota lentamente. Da qui la decisione dei due fratelli di spostarsi verso il mitico Nord, attraverso numerose peripezie, che li porterà a scoprire la verità su se stessi e sulla storia del loro popolo.
L'imprevedibile viaggio di Harold Fry1° postoL’imprevedibile viaggio di Harold Fry di Rachel Joyce
Anno pubblicazione: 2012
Pagine: 310
Quando ho finito di leggere questo libro ho subito pensato di aver letto un bel libro, scritto bene, con una storia originale, ma l’ho accantonato lì in un posticino dimenticato della mente finché non ho dovuto stilare questa classifica. Allora ho capito che questo è stato il libro che più ha ispirato le mie solitarie riflessioni di questi ultimi mesi. Mi è parso allora più che giusto metterlo in cima a questa mia personale classifica. La vicende di Harold Fry è presto detta. Un anziano uomo inglese da poco in pensione riceve una cartolina da una vecchia collega in cui questa lo informa che sta per morire di cancro. Harold non sa come rispondere, ma butta giù due righe ed esce di casa per imbucare la lettera di risposta. Arrivato alla più vicina buca delle lettere invece di impostare la sua lettera prosegue la sua “passeggiata” fino alla prossima. Inizia così il viaggio a piedi di Harold Fry, convinto di poter salvare la sua amica compiendo un viaggio lungo ottocento chilometri fino alla casa di cura dove questa si trova ricoverata. Ma questo libro non parla banalmente di un viaggio a piedi nel mezzo delle campagne e città inglesi, ma piuttosto del viaggio interiore del protagonista, che attraverso i flashback e gli incontri con le strane persone che gli capiterà di incrociare, risolverà diversi conflitti interiori che gli impedivano di vivere serenamente. Era da un po’ che un libro non mi emozionava come questo.


La classifica del 2014 la trovi qui: https://zirconet.wordpress.com/2014/12/21/la-mia-classifica-dei-migliori-10-libri-letti-nel-2014/

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