[Google – doodle] La Festa del lavoro dignitoso

Oggi è una giornata importante. Archiviati i vari saloni del vino e pure quello del mobile, oggi i politicanti e il coro dei loro leccapiedi parlano finalmente di lavoro. E non sia mai che parlassero del loro, dei loro doveri e responsabilità nei confronti di quelli che li hanno eletti. Non sia mai che si senta uno di questi bravi oratori da palcoscenico, dire che il lavoro migliore al mondo è quello che consente di guadagnare un bel po’ di denari, senza avere l’apprensione di dover produrre alcun risultato: cioè il loro.

Invece dai palchi montati con il sudore delle maestranze dei tubi innocenti (magari pagate in nero) si sente parlare del lavoro che quando c’è è precario, del lavoro che uccide quelli che non ce l’hanno e che uccide pure quelli che ce l’hanno.

Scrivo queste righe sul finire della festa, tentando di trovare una quadra a tutti i discorsi retorici e alle tante scemenze che mi sono dovuto sorbire da stamattina.

Come quella dell’economista intervistato in merito alla situazione di chi lavora per le imprese nate sul web (da Amazan a Foodora e Uber), che era proprio convinto e cercava di convincerci che la precarietà al limite della schiavitù e gli stipendi da fame dei nuovi settori sono dovuti al fatto che spesso si sceglie di avvantaggiare i consumatori a scapito dei diritti dei lavoratori: la lotta è tra le tutele dei consumatori (che chiedono prezzi sempre più bassi e servizi veloci) o quelle dei lavoratori (che richiedono magari le ferie, diritti e uno stipendio decente).

Tutte balle. Come se Bezos & Co. (tipo gli altri paperoni della Silicon Valley e dintorni) non esistessero. Come se i mancati diritti di chi lavora nelle aziende di questi non si tramutassero in miliardi sonanti per i geniali padroni (e senza pagare le giuste tasse).

Ogni volta che sento che nella lista della rivista Forbes entra un nuovo miliardario, non mi viene da dire quanto è stato bravo, ma penso a quanti ha dovuto sfruttare per fare tutti quel denaro. Perché quando sfrutti il lavoro di un altro essere umano e non gli riconosci il giusto valore, ti dovresti solo vergognare. Se tu e i tuoi azionisti guadagni miliardi di dollari, mentre i tuoi lavoratori non possono permettersi neanche di andare al gabinetto, sei solo un pezzo di merda e potrai pure aver inventato la cosa più geniale di questo mondo, ma per me puzzi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: