Politico corrotto = Assassino

In questi giorni siamo stati travolti dall’inchiesta dei giornalisti di Fanpage.it (una delle più accreditate testate giornalistiche sul web) sul traffico dei rifiuti in Campania. Video compromettenti vedono coinvolti trasversalmente i volti più noti della politica regionale: roba da far accapponare la pelle.

Bloody-money

Qualcuno si è dimesso dalla carica ricoperta nelle istituzioni pubbliche: acclamati dai loro supporter si dicono impediti di fare il loro prezioso lavoro per la comunità, in attesa che la magistratura faccia il suo corso e li scagioni. Pare che i veri colpevoli nella vicenda siano i giornalisti, rei di aver imbrogliato delle persone perbene, infiltrando un ex-malavitoso tra le loro fila e riprendendo ciò che dovrebbe star ben nascosto nelle stanze del potere.

Tutti gli altri politicanti di questo paese, se hanno messo bocca sulla faccenda non è per esprimere il proprio dissenso, ma a seconda che la parte colpita è la propria o quella dell’avversario, immolarsi al giustizialismo rinunciando ad esprimere giudizi affrettati prima della sentenza definitiva del giudice (che per colpa delle farraginose leggi da loro stessi promulgate ci sarà magari fra qualche decennio), oppure urlando la propria diversa onestà (si in questo paese ci sono i diversamente onesti che pare siano molto più ben visti e considerati dei diversamente abili) con meri fini elettorali, giusto per colpire la credibilità della controparte.

Si omette che la corruzione è ormai sistema. E quando il crimine è talmente radicato da essere considerato ‘normale’, quando di fronte a inequivocabili intercettazioni non si esprime il proprio dissenso, è proprio questo il momento in cui un paese moribondo ci lascia definitivamente le penne. Le condanne hanno la memoria corta se pensiamo che oggi c’è chi non si vergogna a voler intitolare piazze a chi è dovuto scappare all’estero per aver corrotto ed essere stato corrotto.

Si badi che non si vuole far passare l’idea che si dovrebbe incitare la folla al linciaggio dei rei (e poi valli a trovare abbastanza decini di rame da scagliare contro al corrotto come ai bei tempi), ma se la legge impone che chiunque è da ritenersi innocente prima della condanna, l’etica e la morale vorrebbero pure che da certi comportamenti si prendano le distanze e si condanni pubblicamente il malaffare (i famosi anticorpi della società civile).

Passi il padre onorevole disposto a smentire pure ciò che è oramai palese a sostegno del proprio figlio, ma fa specie chi è andato in televisione e si è scagliato contro non al sistema di corruzione e alle sue gravi conseguenze, ma contro il giornalismo investigativo e a chi considera i corrotti degli assassini.

Il problema è che l’abitudine ha turato talmente i nasi che non si è più in grado di considerare le conseguenze della corruzione conclamata. Se è il giudice a dover sanzionare il gesto di colui il quale a fronte di un potere demandatogli dai cittadini, se ne approfitta per il proprio profitto, la politica si dovrebbe preoccupare delle gravi ripercussioni che il malaffare comporta.

emergenza-rifiuti-napoliPerché quando si discute la percentuale sull’appalto dei rifiuti, avendo più occhio a gonfiar le spese che al buon risultato, infischiandosene di chi sarà a trattare l’immondizia e che fine farà questa montagna di scorie, si fa il gioco delle organizzazioni criminali. Quelle che dirottano i camion dai siti preposti e sversano i rifiuti nelle discariche clandestine nelle campagne intorno alle nostre città. Quelle che favoriscono chi è disposto a chiudere un occhio, al posto degli operatori onesti che così falliscono e sono costretti a mandare a casa i loro operai. Quelle che mettono in pericolo per il loro maggior profitto l’altrui salute.

Per questo un politico corrotto è un assassino. La valigetta che contiene la tangente è pure piena di sangue. Quello dei cittadini tutti. Di chi si sta male perché non trova un lavoro e di chi si ammala perché vive sopra un mucchio di schifezze. Magari per la legge che sta nei codici la responsabilità del corrotto si ferma ai soldi intascati, ma c’è molto, molto di più. Non si tratta di punire il furbetto che fa la cresta, ma di personaggetti che fanno i soldi sulla pelle degli altri.

3 Risposte

  1. Lo schifo più totale.

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    • La vera rivoluzione dobbiamo cominciare a farla dentro di noi.
      (Ernesto Che Guevara)

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    • Siamo il popolo meno rivoluzionario e più immobilista dal lontano 1948. Ognuno a lamentarsi e, però, tutti a guardarsi il proprio orticello spento di un metro per un metro. Ci vuole un miracolo.

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