Lo schifo del business sull’immigrazione (ovvero come fare i soldi sulle altrui disgrazie)

Oggi in un centro per immigrati in Veneto a Cona (VE), pagato con le nostre tasse, e gestito dalla Cooperativa Ecofficina specializzata nell’accoglienza è morta una ragazza di 28 anni. 1483456714417_1483456749-jpg-centro_d_accoglienza_di_cona_

La notizia potrebbe scivolarci addosso come ormai succede per le immagini dei barconi al telegiornale e dei morti affogati in mare, invece ha scosso un po’ le coscienze un po’ di tutti. Si è alzato il sipario su una schifezza che ogni giorno succede nel nostro bel paese, ma che di solito facciamo finta di non vedere rimpinzandoci la bocca con le stesse parole con le quali una o l’altra fazione sono soliti liquidare certe questioni del tipo “prima gli italiani e poi gli stranieri” piuttosto che “poverini sono sempre esseri umani che scappano dalla miseria e dalla guerra“…!

Anche se sono mesi che la vituperata stampa sforna articoli di giornale su di un certo business che si è venuto a creare intorno alla sofferenza degli immigrati, in molti solo oggi hanno avuto l’opportunità di accantonare per un momento i loro slogan, per dare un occhiata dietro alle quinte di questo sistema corrotto. centro-accoglienza1La cooperativa in questione, certo indignata perché i suoi operatori sono stati sequestrati per ore dagli immigrati di cui avrebbero dovuto avere cura, è da tempo nel mirino della magistratura per i maltrattamenti inferti ai suoi ospiti e per guardare un po’ troppo al profitto (come gestire 1500 persone e accaparrarsi i relativi fondi, in una struttura che ne potrebbe ricevere 500).

Mentre una marea di gente raggiunge le nostre coste e noi ancora ci arrocchiamo nella nostra provinciale visione del mondo in cui annuiamo con le lacrime agli occhi alle parole di quel personaggio di bianco vestito che parla tanto bene dal suo balconcino in piazza San Pietro e al contempo guardiamo chi è più povero di noi come un nemico oppure un problema da dividere con gli altri paesi europei, c’è chi con l’ahimè solita italica furbizia si è accaparrato il mercato dell’accoglienza, spillando milioni di euro allo stato e offrendo un servizio inadeguato e inefficiente foriero di sprechi e di malcontento.

12524320_1685021818423218_3716966242037911_nE così oggi abbiamo potuto vedere che chi viene nel nostro paese in cerca di rifugio o semplicemente di una vita migliore, viene parcheggiata in posti squallidi, dove di accogliente non c’è proprio niente. Altro che alberghi a 5 stelle, anche se a noi cittadini l’esborso e tutt’altro che indifferente e per questo ci arrabbiamo pure, abbiamo scoperto oggi che gran parte dei soldi non vanno a chi ha davvero bisogno, ma a pochi italiani che ci fanno fior d’affari.

Non sto qui a giudicare se chi scappa dalla guerra e dalla povertà deve essere trattato meglio o peggio di quanto possiamo permetterci, ma punto il dito contro chi guadagna sulla vita di questa gente e magari non si cura di dargli da bere e da mangiare, assicurare un posto vivibile dove stare e soprattutto evitare di farli morire senza chiamare i soccorsi. Perché se diamo a qualcuno i nostri soldi per fare questo e ne diamo anche molti, ci si dovrebbe aspettare migliori condizioni rispetto a quelle che le immagini di oggi hanno riempito le nostre televisioni.1462531508-1433754962-download-3

Altro che scafisti e organizzazioni criminali, ci dovremmo indignare di questi nostri connazionali che non solo speculano sulla miseria di questi esseri umani. ma ci rubano i soldi, ghettizzando e maltrattando questa gente e crea i presupposti per amplificare un problema già tanto difficile da risolvere.

Invece che accogliere, integrare e istruire, mostrano a questi sventurati il peggio di noi stessi:  il malaffare, il clientelismo e lo sfruttamento. Creiamo quei mostri che ci fanno tanta paura e che ci costringono ad andare in giro per le nostre città con la scorta dei mitra dei militari: assurdo!

In questa guerra abbiamo un solo modo di rispondere. Essere all’altezza di quei valori che diciamo essere fondanti della nostra società e che non vogliamo di certo barattare con un velo e la benedizione di un muezzin. Se invece quello che dobbiamo difendere e un mondo marcio e corrotto, io mi faccio da parte augurandomi che vinca il meno peggio.

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