Recensione: “Caos” – Patricia Cornwell

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Caos

Di Patricia Cornwell

Editore: Mondadori (Omnibus)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 345


Questo è uno dei libri peggiori che mi si sia capitato tra le mani e che per oscure ragioni ho comunque letto dalla prima all’ultima pagina. Terminata con fatica la lettura dell’ultima opera della Cornwell mi sono fatto due domande.

1) Ma chi me lo ha fatto fare? La noia mortale che mi ha assalito mentre scorrevo le pagine di questo libro ha raggiunto livelli tali che più volte sono stato tentato di gettarlo nel caminetto. Tutta l’azione (uso sarcasticamente un eufemismo) si svolge in pratica in una serata, tra una cena interrotta e lo scontatissimo finale. Nel mezzo duecento e passa interminabili pagine in cui non succede praticamente niente e il tempo scorre nel sorbirsi le seghe mentali della Scarpetta in attesa che montino uno stupido telone sulla scena del crimine di una povera ciclista lasciata a decomporsi nella torrida calura tipica del Massachusetts. Marino fa la comparsa in pochissime scene e non è il solito sparring partner, idem Lucy e la sua ultratecnologica paranoia, davvero un peccato perché avrebbero potuto distrarre il lettore dallo smascellarsi la mandibola nell’ennesimo sbadiglio. Lo scontatissimo finale viene relegato alle ultime dieci paginette spicciate in fretta e in furia più per accontentare l’editore che il deluso lettore. Ho comunque capito e fatto tesoro che tutti i personaggi “buoni” della storia sono così snob e antipatici che ho deciso che al prossimo giro tifo per il serial killer di turno nella speranza che faccia una carneficina di tutta la combriccola.

2016-11-16_lif_26359018_i12) L’FBI e l’NSA dovrebbero indagare su che fine ha fatto la vera Patricia Cornwell, perché chiunque abbia scritto gli ultimi due/tre libri non è certamente la scrittrice che ci ha tanto appassionato con le sue storie. Non c’è il pathos né quella bravura nel tratteggiare la caratterizzazione dei personaggi che ci hanno fatto amare la dottoressa Scarpetta, Marino e compagnia bella. Secondo me qualcuno l’ha fatta fuori e adesso si spaccia per lei, pubblicando dei libri ignobili, dei noiosissimi e paranoici pamphlet che non hanno niente a che fare con i Thriller con la t maiuscola al quale eravamo abituati.


Mi sono accorto che negli anni mi sono dato pena di scrivere altre due recensioni negative dei libri della Cornwell, il perché continui a sprecare il mio tempo sperando di leggere un buon libro rimane il vero mistero…:

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