1986-2016: trent’anni di internet – #InternetDay #ItalianInternetDay

Il 30 aprile 1986 l’Italia si è collegata alla rete Internet e non se ne accorse nessuno.

Un po’ perché a differenza di oggi se dicevi ‘computer‘ nessuno capiva a cosa ti stessi riferendo un po’ perché il grande potenziale del web era ben lungi da essere ancora pienamente compreso pure dai suoi stessi suoi creatori.

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Il primo ping dall’Italia: … nella sede di Pisa del Cnuce un’istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche utilizzando una linea telefonica della Sip si è prima raggiunto il ‘nodo’ della stazione di Frascati dell’Italcable (società che al tempo in Italia gestiva le chiamate internazionali) e da qui il segnale è stato trasferito nel vicino Fucino, in Abruzzo dove un’antenna di Telespazio (ancora oggi in funzione) ha ritrasmesso il segnale verso il satellite Intelsat IV in orbita sopra l’Atlantico che lo ha riversato alla stazione a terra in Pennsylvania di proprietà della Comsat che ha ricevuto correttamente il messaggio.

E’ possibile ascoltare il racconto dei quest’impresa direttamente dalla voce di Luciano Lenzini e degli altri protagonisti in questo video-documentario (estratto durata 20min.):


Istantanea_2016-04-29_20-35-49Personalmente la cosa al tempo non mi ha toccato nemmeno di striscio: in realtà in quei giorni intorno a me erano tutti preoccupati per quello che stava accadendo a Chernobyl e noi ragazzini erano dei diavoletti rinchiusi in casa che non venivano mandati fuori a giocare al parco perché gli adulti temevano gli effetti del fallout ed era pure vietato bere latte e raccogliere l’insalata nell’orto. Figurarsi se in famiglia c’era il tempo di soffermarsi su ciò che era accaduto in un lontano laboratorio toscano… internet era al massimo un modo nuovo con i quali gli scienziati avrebbero potuto scambiarsi informazioni e poco altro.

imagesIo e internet ci siamo presi solo nove anni dopo. Più maturo avevo da poco iniziato a lavorare in un ufficio (inserimento dati) davanti ad un terminale ‘stupido’ a fosfori verdi ‘sfuocati’ che ti faceva perdere la vista (altro che i monitor di oggi!!!). Da sempre affascinato dal mondo dei computer avevo pure frequentato un corso di informatica dopo il diploma. Il computer era un costoso scatolone grigio con il quale compiere noiosi lavori da ufficio: ci si poteva scrivere e stampare un testo, elaborare un foglio elettronico per la contabilità, gestire il magazzino con un database. I pochi giochi avevano una grafica pixellosa e a giocarci per più di dieci minuti ti pareva di essere diventato un celebroleso e in effetti il computer in casa non ce l’aveva praticamente nessuno.
150506120302-old-website-microsoft-1024x640Era agosto, intento a godermi le ferie e nell’edicola vicino alla spiaggia trovo delle dispense sul mondo di Internet a cui mi abbono subito. Ritornato in città faccio carte false per impossessarmi dell’unico computer presente in ufficio (un IBM i386SX 20Mhz di ultima generazione, munito di coprocessore matematico!!!) e incredibilmente dotato di modem esterno (un 14,4k della U.S. Robotics) che peraltro nessuno utilizzava. yahoo-saluta-altavista-il-primo-vero-motore-di-ricerca-Altavista_Google_Yahoo_motore_ricerca_abbandono_eliminato-800x500_cUsufruendo di un accesso promo gratuito ad Italia On Line, durante la pausa pranzo faccio la mia prima chiamata ad una BBS (tipo una bacheca virtuale): era il settembre del 1995. Nei giorni successivi, installato il mio primo browser (Netscape, io IE l’ho sempre odiato) anch’esso reperito (su floppy) in una rivista, compio i miei primi passi nel World Wide Web, navigando tra i siti della Microsoft, del CNR, della CNN e del Louvre. I siti erano delle pagine statiche davvero bruttine (al massimo animate con dei .gif), dagli sfondi assurdi e piene zeppe di testo formattato. E’ stato amore a prima vista.

Roba che quei fischietti che uscivano dal modem te li sognavi pure la notte:

Google, Yahoo, Facebook, Twitter, l’IoT erano cose ancora tutte da venire… ma c’era tanta gente che come te se lo sentiva che era iniziata una rivoluzione. E il mondo poi è infatti cambiato.

Quando ne parlavi agli amici, questi ti guardavano come se stessi parlando della luna. Quando hai speso sei mesi di stipendio per il primo computer ti hanno detto che eri uno sciocco a buttare via i soldi dalla finestra per quella inutile diavoleria.
Oggi hanno tutti il profilo su Facebook, si svenano per l’ultimo modello di smartphone e magari si seccano quando gli dici che il profilo su Instagram non ce l’hai e non li puoi seguire e apprezzare nell’arte dei selfie.
Contenti loro…


Via | Italian Internet Day

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