«Ave Maria in trasbordo» – Giovanni Segantini

Ci sono dipinti a cui ci sentiamo «legati» per talune ineffabili ragioni, che sin dalla prima volta che li abbiamo visti, sono riusciti a catturare il nostro sguardo sperduto e anche il nostro cuore. A chi ci chiede di esprimere a parole questa indissolubile affinità possiamo solo rispondere che hai solo scoperto la tua anima.

Segantini

Istantanea_2015-10-03_22-32-05Il pittore Giovanni Segantini (n. Arco 1858 – m. sullo Schafberg, Engadina, 1899) è stato allievo per tre anni dei corsi serali dell’Accademia di Belle Arti Brera che, secondo i principi di Giuseppe Parini, doveva essere provvista di raccolte di opere d’arte che servissero da modelli agli studenti in maniera tale da stabilire un legame tra la formazione artistica ed una più vasta preparazione culturale.

Sensibile all’influenza dell’ambiente milanese e della tradizione romantica del verismo lombardo esordì dipingendo con densi impasti materici nature morte, vedute e soggetti d’ispirazione letteraria.

Nel 1880 conosce Bice, la donna che gli sarà compagna per tutta la vita e, con lei al seguito, si trasferisce in Brianza, a Pusiano. Qui inizia a lavorare grazie al sostegno economico del pittore, gallerista e critico artistico milanese Vittore Grubicy de Dragon in stretta collaborazione con il compagno d’accademia Emilio Longoni. In questi anni Giovanni Segantini, lavorando a più diretto contatto con la natura agreste, schiarì gradualmente i colori della tavolozza e approfondì le ricerche sulla luce in numerosi paesaggi e scene agresti: la sua arte tenta di distaccarsi dalle impostazioni accademiche giovanili, ricercando una forma espressiva più personale e originale.

La tosatura

La tosatura delle pecore, olio su tela, 1883-1884. Tokio, The National Museum of Western Art.

Al periodo brianteo corrispondono anche i primi grandi riconoscimenti dell’artista, sia in Italia che all’estero: nel 1883 Ave Maria a trasbordo vinse la medaglia d’oro all’esposizione internazionale di Amsterdam, mentre l’anno dopo La tosatura delle pecore venne premiato ad Anversa.

Preludio di quel divisionismo di cui Giovanni Segantini insieme a Pellizza di Volpedo si contendono il primato, il dipinto, olio su tela, cm. 120 x 93, del 1882 dell’Ave Maria a trasbordo è stato realizzato con una tecnica pittorica fondata sull’uso di colori sottoposti a scomposizione.

La scena si svolge nell’atmosfera serale del lago di Pusiano, nell’alta Brianza lombarda: sullo sfondo l’abitato di Bosisio Parini con le prime ombre del tramonto a cui il pittore riesce a contrapporre in tutta la sua forza, la luce del sole calante che s’irradia centrale alle spalle del guscio dell’imbarcazione. I raggi, resi mediante pennellate parallele e concentriche di colori puri, si riflettono sul manto delle pecore calme e fanno emergere in controluce il volto della madre che abbraccia il proprio bambino con il padre intento al governo del piccolo naviglio. La famiglia di pastori rappresentano qui la Sacra Famiglia nell’ora dell’Angelus. Notevole è la resa dei riflessi sull’acqua ottenuta proprio per mezzo del colore.

Tipici aspetti della pittura di Giovanni Segantini si ritrovano in questa tela, proprietà della “Otto Fischbacher Giovanni Segantini Foundation” in prestito permanente presso il Museo Segantini di St. Moritz, la ricerca del vero e la sensibilità nel rendere la luce quale componente simbolista. Il fascino del dipinto è reso proprio dall’intensità naturale della luce che amplifica il senso di pace e allo stesso tempo di profondo mistero.

Del dipinto in realtà ne esistono due versioni una più tarda del 1886, ma entrambe mostrano la raggiunta maturità stilistica del pittore, espressione della sua ricerca della massima luminosità e sulla capacità di percepirla in grado di rendere il massimo effetto realistico.

Vedete quella radura giusto un po’ più in là del campanile della chiesa, proprio dove s’intravvede il sole calante? C’è una collina schiacciata dalla prospettiva. Quasi un secolo dopo la “visione” di Segantini, è proprio lì che sono nato. E benché le cronache raccontano che abbia elargito i miei primi vagiti a questo mondo, non al tramonto, ma giusto appresso ad una raggiante alba di un sabato di maggio, mi piace pensare che la prima luce su cui ho posato lo sguardo assomigli, magari solo un pochino, a quella magica atmosfera che pervade questo dipinto.

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