Smartphone croce e delizia

Considerate queste righe come uno sfogo.
In Italia secondo gli ultimi dati il 97% delle persone tra i 16 e i 64 anni possiede un cellulare e di questi il 62% possiede uno smartphone. Stiamo parlando di milioni di smartphone che vengono utilizzati nel nostro paese ogni santo giorno da milioni di utenti per lo più frustrati da una rete mobile che pur essendo una delle migliori del mondo non è per nulla all’altezza delle aspettative dei consumatori che pagano fior di abbonamenti per un servizio a dir poco scandaloso.

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Sempre più incalzati dall’uscita di modelli sempre più sofisticati il cellulare ha da tempo visto diminuire la sua importanza quale strumento di telefonia per diventare non solo status-symbol, ma un concentrato di tecnologia tale da trasformarlo in un device sempre connesso ad internet, con le email e la messaggistica istantanea che piano piano soppiantano gli SMS, con le App che bisogna assolutamente installare a meno che non si voglia sentirsi esclusi dal villaggio globale.

In realtà lo sfogo non riguarda niente di tutto questo. E’ che giusto stamattina, mentre sfogliavo una rivista piena zeppa di pubblicità e notizie sui nuovi modelli in uscita mi è venuto da pensare che tutta questa lotta tra Android e IOS, tra Samsung e Apple, trasforma gli utilizzatori finali in vittime di una corsa al nulla.

E ditemi che non ho ragione? Quando avete cambiato il vostro cellulare con quello che avete adesso l’avete fatto perché era da buttare oppure perché non reggeva più il confronto con quello dei vostri amici e conoscenti?

Ma questo non è niente se pensiamo che la rivoluzione tecnologica che spinge a sfornare sempre nuovi modelli in realtà vede aumentare, lato hardware, la velocità dei chip (adesso si parla dei 64 bit che fino a qualche anno fa ci sognavamo pure sul nostro PC), memoria (32GB, 64GB, 128 GB, ecc… ma che ci faremo mai con tutto ‘sto spazio) e pure gli schermi (curvi, 2540×1440 pixel) che qualcuno mi deve spiegare che gusto c’è spendere centinaia e centinai di euro per avere una risoluzione che nemmeno lo schermo del PC. Una sola cosa sembra tenere il passo ed è purtroppo il tallone d’achille degli smartphone, ovvero la batteria.

Che senso ha se ho in mano uno smartphone dalla potenza simile ai supercomputer della NASA, quando in termini energetici mi potrò godere i fuochi d’artificio solo per qualche ora al giorno costringendomi a disseminare di caricatori la casa, l’ufficio la macchina ecc…

Quindi rivolgo un appello agli ingegneri di tutta la Terra impegnati nello sviluppo dei prossimi smartphone. Per una volta, lasciate perdere gli effetti speciali e per una volta concentratevi tutti sul problema della batteria. Grazie.

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