Un tunnel da 70 miliardi di euro unirà la Siberia all’Alaska

Mentre in Italia stiamo cincischiando da tempo immemorabile dietro al progetto dell’inutile ponte sullo Stretto, è notizia di queste settimane che i russi hanno ufficialmente dato il via libera al progetto da 70 miliardi di euro per la costruzione del tunnel sottomarino più lungo del mondo (oltre il doppio dell’Eurotunnel sotto la Manica), per collegare la punta più a ovest della Russia con gli Stati Uniti attraverso lo Stretto di Bering.

Il Cremlino ha dato il suo beneplacito consenso al progetto ferroviario più importante di tutti i tempi su cui si fantasticava dalla fine dell’800 che non ha valore solo in senso puramente geografico, ma, come spiegano alcuni esperti, capace di rendere più economico, più sicuro e più rapido il trasporto delle merci che a oggi si sviluppa per mare, e il cui costo potrebbe essere ammortizzato in quindici anni dagli investitori, visto che la nuova tratta interesserebbe a circa il 3% del trasporto merci globale.

Il sogno di congiungere artificialmente le due terre iniziò ad essere coltivato già nel 1849, quando il governatore del Colorado William Gilpin avanzò la proposta di collegare l’America all’Europa via Siberia che prevedeva la costruzione di un ponte. Si susseguirono poi  nel tempo diversi progetti per la realizzazione di una rete ferroviaria intercontinentale attraverso la costruzione di un tunnel o di un ponte o di un viadotto sullo Stretto di Bering che però si sono sempre naufragati scontrandosi con situazioni geopolitiche ed economiche estremamente delicate.

Il progetto “Tunnel della Pace” sembra oggi realizzabile: gli ingenti investimenti, le condizioni climatiche rigide (le temperature si aggirano intorno ai 60 gradi sotto zero), il lavoro delle maestranze in uno degli ambienti più ostili del mondo, paiono sufficientemente controbilanciati dai vantaggi economici dell’imponente opera. Il progetto made in Russia, vincitore del Gran Premio per l’innovazione alla recente Esposizione Universale di Shanghai prevede un tunnel composto da tre sezioni che ospiteranno una ferrovia, un’autostrada e un oleodotto, oltre ai vari collegamenti per l’energia elettrica e le comunicazioni. I lavori prevedono anche l’ampliamento della Transiberiana e della rete ferroviaria sul versante statunitense.

Difficile prevedere gli effettivi tempi di realizzazione ma, idealmente collegare, due continenti, due culture, due mondi attraverso un ponte o un tunnel resta comunque un bel sogno, in attesa di impiegare 15 giorni per un viaggio in treno da Mosca a New York.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: