SETI@home smette di cercare gli alieni per mancanza di fondi

Adesso è ufficiale, SETI@home, il software di calcolo distribuito per analizzare i pacchetti provenienti dal radiotelescopio di Arecibo alla ricerca di segnali extraterresti ha cessato di funzionare.

Il concetto dietro a questo progetto del Seti Institute e della University of California – Berkeley era quello di far processare piccoli pacchetti dei dati ai client installati sui singoli PC (funzionante anche come Screen Saver), in maniera tale da sfruttare la potenza di calcolo di quest’ultimi e con il numero elevato di installazioni in rete creare un vero e proprio supercomputer virtuale.

Il client dal 2005 era scaricabile dala piattaforma Boinc attraverso la quale, con lo stesso funzionamento di SETI@home, è sempre possibile partecipare a diversi progetti di calcolo distribuito sul clima, in campo biologico, farmaceutico, ecc…

Purtroppo in tempi di ristrettezze economiche il governo americano a tagliato i fondi al progetto (costava 1,5 milioni di dollari l’anno) e di fatto sospeso l’attività dell’Allen Telescope Array (ATA).

La notizia della definitiva chiusura del progetto mi ha fatto ripensare a quando anch’io ero nella schiera dei partecipanti al progetto. Avevo montato diversi client come screen saver sui computer dell’ufficio per racimolare crediti (più pacchetti si processavano, maggiore era il ranking a livello nazionale ed internazionale, era una guerra). E poi vuoi mettere. In caso di scoperta di un segnale da parte degli alienti quelli di Berkeley mettevano allora in palio una maglietta con il logo del progetto.

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