Caro Marchionne… (Lettera dal Cittadino Imperfetto)

Fiat, Marchionne: produrremo in Serbia. La Fiat produrrà la nuova monovolume “Lo” in Serbia. Il nuovo insediamento partirà subito e prevede un investimento complessivo da un miliardo di euro, di cui 350 milioni circa dal Lingotto (400 milioni dalla Bei, 250 da Belgrado), per una produzione di 190mila unità l’anno che sostituirà la “Multipla”, la “Musa” e la “Idea” che attualmente vengono fatte a Mirafiori.


Caro Sig. Sergio Marchionne da Chieti,

Che ormai lei guardasse  a creare una multinazionale dell’automobile che poco c’entrasse con la “fabbrica italiana” era sotto gli occhi di tutti ormai da tempo. Se però lei pensa di passarla liscia come per Pomigliano forse si sta sbagliando.

Eppur vero che in Italia ormai non esiste nè un governo serio nè un sindacato forte che possano pensare strategicamente di porre fine ad ogni insensata delocalizzazione, ma la invito a pensare che molti dei suoi clienti sono italiani. Ci troveremmo mancare quel sano sciovinismo che finora ha sempre convinto i vostri sodali clienti che in passato hanno acquistato persino le Duna. Forse questo discorso non la scuoterà poi tanto potendo invece contare sui numerosi clienti serbi che si potranno tra non molto godere i frutti di cotanta produzione.

Come contribuente indefesso dello stato italiano visti i molteplici aiutini che abbiamo sempre fornito alle casse della “Fabbrica italiana auto Torino” senza chiedere nulla in cambio (a tal proposito mi sono sempre chiesto perchè non l’anno mai privatizzata la FIAT) le chiederei di impegnarsi di più sul territorio nazionale, magari con il suo noto ingegno potrà trovare il modo di sbarcare il lunario prendendo magari spunto da quei tanti  imprenditori che ogni giorno lottano come lei contro questa globalizzazione che vuole il costo del lavoro italiano, ma anche di quello francese, e di quello tedesco, più alto che altrove. Se l’immagina lei se la PSA o la Wolskwagen andassero a raccontare storielle come fa lei?

Se questa poi fosse solo una “boutade” per far tremare i polsi a tutti quelli che ancora in questo paese pare credono che il diritto di sciopero sia un diritto costituzionalmente riconosciuto, tengo a precisare che in qualsiasi nazione al mondo la manderebbero cordialmente a quel paese (se preferisce la Serbia, faccia lei).

I migliori saluti.

Firmato “Cittadino Imperfetto”  EX CLIENTE FIAT

2 Risposte

  1. E’ quello che vorrebbero farci credere. Invece sono tante le voci che si levano ogni volta che ci toccano sul vivo. Purtroppo siamo in Italia. La gente ha paura di mettersi contro il sistema perché non si ha il coraggio di scendere in campo, mettersi in gioco. Si critica il sistema così come discutiamo di calcio al bar: in fondo le cose sembrano lontane dal nostro quotidiano.

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  2. Pensate che la gente ci pensi a quello che sta succedendo?Pensate che pensino che ci stanno privando dei diritti acquisiti con sangue,sudore e lacrime?La gente è anestetizzata dal sistema.Capisce solo di vacanze,gossip,culi e tette.La gente è stata ridotta ad un unico zombie. Le “nostre”,sono urla nel silenzio assordante di questa società,cloroformizzata,
    Avanti lo stesso1 Sanoppe

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