COP15 – Un fallimento a metà

Mentre la giostra continua a girare e noi beatamente ce ne infischiamo se tra una trentina d’anni la temperatura si dovesse realmente alzare di qualche grado (vabbè magari qualcuno di noi sentirebbe le caviglie umide per l’innalzamento dei mari, ma vuoi mettere: invece di sorbirsi interminabili ore di coda nel traffico per raggiungere le spiagge, finalmente le spiagge verranno loro da noi in città), Stati Uniti, Cina, India, Brasile e Sudafrica hanno visto approvato il “Copenhagen Accord” (nome in codice FCCC/CP/2009/L.7che potete trovare nelle qui) dal consesso plenario dell’Assemblea che ha superato le opposizioni di alcuni (Sudan, Venezuela e Tuvalu fra tutti) semplicemente prendendo atto dell’intesa fra i cinque paesi.

A conti fatti non si porta quasi niente a casa e comunque nulla che abbia un qualche valore giuridico specifico e e vincolante: sulla carta resta un generico obiettivo di contenere entro i 2 gradi l’innalzamento della temperatura planetaria e l’impegno finanziario verso i paesi poveri (30miliardi di dollari per il triennio 2010-2012 e 100miliardi all’anno dal 2020 in poi). Ma come si farà a contenere la temperatura o da dove arriveranno i fondi non lo si sa mica. E’ previsto che entro gennaio vengano raccolti gli impegni volontari di ciascun paese e che a Bonn verrà convocato un altro vertice per preparare l’incontro di Città del Messico.

L’appuntamento per salvare il nostro pianeta è quindi rimandato di almeno dodici mesi. Per il momento nemmeno il carisma di Obama è riuscito nel miracolo con tutta l’Europa che ha fatto una vera figuraccia. Intanto le organizzazioni ambientaliste sono sul piede di guerra: si aspettavano che durante le due settimane di incontri a Copenhagen, ci si impegnasse di più per evitare quella che sembra un’inevitabile catastrofe.

Una Risposta

  1. Copenhagen has failed. The UN has failed to address the most important crisis in human history. This is now the time for sanctions, boycotts and embargoes. A new alliance is needed. An alliance of hope and peace and justice must be built to oppose the axis of pollution, extinction and self destruction.

    http://www.selfdestructivebastards.com/2009/12/beyond-copenhagen.html

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